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Cara Apple, dopo l’iPod è arrivato il momento di uccidere iTunes

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Apple ha soppresso uno dei suoi prodotti più iconici: l’iPod. Un oggetto tanto necessario una decina d’anni fa quanto obsoleto oggi, specialmente da quando si è trasformato da monolite metallico in grado di contenere tutte le discografie di tutti gli artisti del mondo in quella specie di iPhone senza telefono, inutile sotto ogni punto di vista, che serviva solo ai poveri per simulare di possedere il famoso smartphone status symbol.

Con la pietosa morte dell’hardware, che si uccida anche il software, perdio. Quel terribilissimo iTunes, una volta uno dei migliori programmi per catalogare e ascoltare musica, oggi il player più lento, deprimente e anti intuitivo che l’ex bottega di Steve Jobs abbia mai regalato.

Proprio oggi, dopo qualche anno di Spotify Premium e di altri player per l’ascolto veloce della musica su Mac, ho riaperto iTunes per cercare un pezzo. Avevo dimenticato quanto il suo sistema di ricerca sia criptico: se trova la canzone che volevo ascoltare, non è che dopo continua con l’album o con l’artista, per quello devi fare una nuova ricerca, perdendo altro tempo, ma non è neanche quello il punto.

 

 

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Una volta, quando eravamo giovani e ingenui, pensavamo che stare ore a cambiare il nome ai file, scaricare le copertine e tenere la nostra libreria iTunes come le cose sante, sarebbe stata una fatica che ci avrebbe premiato in vecchiaia, quando avremmo avuto accesso a un milione di tera di discografie random, perfettamente catalogate.

Oggi, grazie ai servizi di streaming legale, non abbiamo più bisogno di fare i pirati dei Caraibi, quindi cantiamo un requiem per tutte le ore passate a star dietro ad iTunes, che poi bastardamente, spesso perde i file per strada, nonostante li abbiamo alvati in doppia copia a occupare spazio sul computer.

 

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Sarà certo capitato anche a voi di avere un sacco di pezzi nell’archivio dell’app, ma poi quando volete ascoltarli non esistono più nel vostro HD e quindi vi domandate, in una veloce mossa, perché iTunes non li elimini dalla sua libreria fantasma senza crearci false illusioni. Non parliamo poi delle sincronizzazioni con l’iPhone, che snerverebbero anche il Mahatma Gandhi, dando spesso errori che noi, utenti abituati all’intuitività del 2017, non comprendiamo.

Per tutti gli altri servizi, tipo film, programmi TV, podcast, audiolibri e  suonerie (suonerie, sul serio?), ormai sembra di guardare la tecnologia di Star Trek. Non funziona più niente lì dentro, non come dovrebbe. iTunes, nonostante richieda aggiornamenti minimo una volta al mese e abbia bisogno di più cure di un bonsai, è un programma obsoleto, la cui architettura interna dovrebbe essere del tutto rinnovata, per trovargli una nuova pertinenza nell’epoca dello streaming.

 

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Quindi, Apple, invece di sfornare un nuovo sistema operativo l’anno, che alla fine sembra pari pari quello vecchio, perché non concentri le forze dei tuoi programmatori per disegnare un nuovo media player all’altezza della tua fama? Gli utenti ringraziano.

Simone Stefanini

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