Musica

I migliori album della settimana

Madi Diaz – History of a Feeling

Che cosa rende un’artista un’artista riconoscibile nel corso degli anni? Fondamentalmente due cose: o la continua originalità oppure un livello artistico costante che si traduce in continui aggiustamenti di un percorso delineato sin dagli esordi. Ecco, questo è proprio il caso di Madi Diaz. History of a Feeling è un album che racchiude tutto il suo intimo significato nel bellissimo, l’esplorazione delle intermittenze del cuore di Diaz come persona e artista. Ascoltate, ad esempio, Woman in my Heart e non provate a dirmi che in questo pezzo non c’è tutto: una voce sofferente eppure angelica, un testo robusto eppure leggiadro e quel dolore che nasce dall’amore che è dalle medie.

Mattia Nesto

Kanye West – Donda

Il suo decimo album doveva uscire lo scorso anno ed è stato rimandato perché, fra le altre cose, Kanye si era candidato alle elezioni americane. Donda nel frattempo ha cambiato nome, è stato annunciato per questo luglio, presentato con un evento fallimentare quindi ancora posticipato e ripresentato con un altro evento in streaming, alzando ulteriormente l’hype ma svelando anche diverse tracce sugose. Certo le sorprese in un album di 2 ore non mancano, Donda (lo stesso nome di sua madre) è un vero e proprio rito di purificazione che Kanye assolve insieme a suoi adepti, molti ma selezionatissimi ( Jay Z, Travis Scott, Pop Smoke, Weeknd, Marilyn Manson) in un album che esalta la componente spirituale introdotta Jesus in King ma senza il gospel, in 27 tracce essenziali ed esistenziali. Anche ora che sembra uscito ufficialmente, il rapper di Atlanta sostiene che Donda sia stato pubblicato senza il suo consenso, non sarebbe uno scandalo se Kanye decidesse di ritirarlo. Il processo di creazione dell’album di Kanye è esso stesso l’album di Kanye, scovarne le differenze, i perfezionamenti i nuovi deliri che occorrono di settimana in settimana fa parte della ricerca de santo Graal dei suoi fedeli. E rende tutto più interattivo. Arte mobile, avrebbe detto Diprè. Ma in questo caso arte vera.

Marco Beltramelli

Big Red Machine – How Long Do You Think It’s Gonna Last?

I Big Red Machine sono quel progetto musicale che rispondono al nostro impellente bisogno di folk malinconico anni ’10. Con questo secondo album Justin Vernon e Aaron Dessner continuano con l’esplorazione delle “colonne sonore per stati d’animo” già messe in atto nel 2018, ammorbidendo il sound con l’aggiunta di più tastiere, e imbevendo le tracce di featuring dal diverso calibro. Fleet Foxes, Taylor Swift, Anais Mitchell, This Is The Kit, Sharon Von Etten, sono alcuni dei nomi che si susseguono in How Long Do You Think It’s Gonna Last?contribuendo a creare un’atmosfera che anticipa di un mese l’autunno. Un’ora di nebbie e ballate che alla lunga rischiano di provocare sbadigli, ma grazie ad alcune punte di diamante poste in posizioni strategiche – Phoenix, Renegade, Hutch – si riesce ad arrivare alla fine, con gli occhi lucidi e la voglia di stare un po’ sotto la pioggia.

Gabriele Vollaro

Marco Beltramelli

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