Musica

I migliori album della settimana

girl in red – if i could make it go quiet

Quella di Marie Ulven è una storia perfetta per una di quelle serie nordiche, carine ma doppiate male, presenti sul catalogo di Netflix. Il primo album ufficia di girl in red, arriva dopo i precedenti ep denominati semplicemente chapter 1 e chapter 2 (tutto sempre rigorosamente scritto in minuscolo) con cui la cantautrice classe 99 si è prima imposta nella scena indipendente norvegese ed ha poi acquisito risonanza grazie ad internet riscuotendo grande successo nei forum e nelle community queer e lgbt. Se dovessimo muovere un paragone italiano potremmo parlare di Ariete e, soprattutto, dell’ultima Birthh. Bedroom pop, una definizione volutamente vaporosa perché può assumere sfumature diverse di cameretta in cameretta, mantenendo, a qualsiasi latitudine, la reminescenza mucciniana del disagio giovanile. All’interno di If i could make it go quiet si possono percepire i Daughter, Lorde, bjork e persino momenti da Icona Pop (nel senso della band ma anche nel suo significato più letterale). La voce sincera delle nuove generazione che dal proprio microcosmo riesce a rispecchiarsi nelle cuffie degli adolescenti di tutto il mondo. Se Billie Eilish fosse cresciuta nei pressi del circolo polare artico ne sarebbe scaturito qualcosa di simile.

Marco Beltramelli

Flying Lotus – Yasuke

Quando si tratta di un artista come Flying Lotus è logico non aspettarsi nulla di normale. E lo è anche con l’ultimo album, colonna sonora dell’omonimo anime di Netflix (per altro molto figo). Non siamo di fronte al classico “compitino” di un artista che si presta al mondo dell’animazione, tutt’altro, Yasuke è una vera e propria esplorazione delle sonorità più contemporanee che si riflettono nei vari momenti delle serie. Quanti dischi che avete ascoltato negli ultimi anni possono vantare un secondo pezzo come Black Gold, i generi si mescolano, le influenze collassano e diventano tutt’uno manco fosse Plotino.

Mattia Nesto

Juan Wauters – Real life situations

Juan Wauters lo conosciamo da qualche anno. Piccolo bardo uruguagio ricollocato a New York, ama scrivere pezzi dalla linearità disarmante e semplicemente iconici. Chitarra classica, vocina flemmatica e ironica che racconta frammenti di poesia, una vera delizia. Con Real Life Situation il suo sound ha iniziato ad arricchirsi in un’abbondanza di tastiere e ritornelli accattivanti, così come il roster delle collaborazioni riuscitissime. Su tutte spiccano quella con Mac DeMarco e HOMESHAKE perché capaci di portare Juan ad abbracciare ogni sfumatura del mondo del pop lo-fi. Ma senza perdere mai la spontaneità, un po’ sprovveduta e un po’ urbana che, ancora una volta, rimane il suo leitmotiv compositivo.

Gabriele Vollaro

Redazione

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