Di persone tutte matte entrate o uscite di prigione ne abbiamo viste, ma mai ci saremmo immaginati di leggere questa notizia: una mandria di otto asini sono stati liberati dal carcere di Urai in India, dopo aver scontato quattro giorni di prigione.
Il motivo di tale accanimento detentivo è da ricercarsi nel tremendo crimine di cui si sono macchiati gli ignari ciuchini: hanno distrutto e mangiato delle piante molto costose che un ufficiale superiore del carcere aveva pianificato di piantare all’interno della struttura. Vi domanderete: e gli asinelli come avrebbero potuto sapere tutto ciò? Avete sicuramente ragione.
Se c’è una colpa, è da dividere tra l’ufficiale che ha lasciato le piante fuori e il proprietario della mandria che ha lasciato che i suoi asini pascolassero in quella zona. Ma di cosa stiamo parlando?
Eppure sembra proprio che il direttore della prigione non abbia preso bene tutta la spesa di piante ornamentali andata in fumo e abbia messo in carcere i poveri animali per quattro giorni, finché non sono stati liberati grazie all’interessamento di un politico locale.
Questa la dichiarazione del direttore RK Mishra: “Questi asini avevano distrutto alcune piante molto costose che il nostro ufficiale superiore aveva comprato per piantare all’interno della prigione. Nonostante il nostro avvertimento al proprietario degli asini, lui ha lasciato liberi i suoi animali nella zona. Abbiamo quindi dovuto fare il passo straordinario di metterli in detenzione.”
Se vi sembra un’assurdità, non siete i soli, infatti la notizia sta facendo il giro del mondo.
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