Society
di Simone Stefanini 17 Dicembre 2015

I 10 errori da non commettere durante un trasloco

Il trasloco è un’arte e questi consigli vi possono salvare la vita

fi4 independent - Il divano bloccato per le rampe di scale è un classico del malessere.

 

Il trasloco è un trauma. La vostra vita, come la conoscevate, non esiste più. Tutto il maniacale ordine (o disordine) su cui fondate le vostre abitudini sparisce in un lampo e il più delle volte non c’è nemmeno la possibilità di prendere le ferie per poter lavorare come si deve. Che fare allora quando il tempo è quello che è e bisogna cambiare casa?

Qui sotto vi diamo qualche consiglio pratico per non perdere oggetti per strada e per non ammazzarvi di fatica più del necessario.

Non sarà semplice, non provate a farlo da soli, altrimenti odierete la vostra nuova casa prima ancora di metterci piede. Non siate approssimativi, altrimenti dovrete metterci il doppio del tempo per correggere gli errori. Il trasloco è un’arte, ecco come diventare artisti.

 

1) “Ma no, ma non facciamo l’inventario, mica siamo una ditta”

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Il primo errore è proprio questo. Fare tutto alla buona, senza buttar giù una lista delle cose importanti da trasferire da un luogo a un altro è il miglior modo per fare casino e perdere oggetti per strada. Può venirvi in aiuto Home Inventory, un’app che fa quello che dice: l’inventario. Servirà anche in fase di preventivo per la ditta di traslochi.

 

2) “Gli scatoloni non si comprano: si rubano di notte fuori dal centro commerciale”

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Certo, così vi beccano e passate la notte in caserma. Dai, non siete Lupin. Servitevi da Traslochi.st o da Pack5.it, siti che offrono set di scatole e di materiale da imballaggio. Tutto a prezzi super convenienti, per non dover passare le nottate davanti ai supermercati, che poi finite nella lista dei possibili foreign fighters dell’Isis.

 

3) “Questi piatti non posso buttarli via, li ha regalati la zia al funerale del nonno”

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No ragazzi, no. La regola aurea è imparare a memoria la parola cèrnita e il suo significato: selezione di materiali o prodotti. Buttare via tutto il possibile, regalarlo ai poveri, donarlo alla Caritas o a chi volete voi. Perché nel nuovo appartamento ci dovranno entrare la vostra vita precedente, ma anche quella futura. Respirone e via, una volta presa la mano non è così difficile.

 

4) “Ma non stare a scrivere tutto sugli scatoloni, altrimenti ci metti una vita”

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Un ottimo modo per farsi venire l’esaurimento nervoso davanti alla montagna di scatole. Etichettate tutto l’etichettabile, oppure in alternativa usate un’app come Boxmeapp per catalogare digitalmente gli oggetti nelle scatole e ritrovarli al primo colpo. Se poi volete davvero essere i true king del trasloco, c’è l’app Moving Day addirittura fa stampare i codici a barre da mettere sugli scatoloni, che poi verranno letti dal cellulare.

 

5) “Questo mobile lo smonto e rimonto io a memoria”

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Non è mai successa una cosa del genere nella storia dell’umanità. Fate foto, disegni, segnatevi ogni dettaglio perché tentare di rimontare il mobile a memoria equivale a provare a costruire un essere umano partendo dalle ossa. Sparpagliate per terra. Non è proprio fattibile. Scrivere tutto: anta destra, alto, basso, viteria appiccicata col nastro direttamente sul pezzo. Ripetete l’operazione con tutti i restanti pezzi e fatevi uno schema grafico di come avete smontato il mobile, pezzo per pezzo.

 

6) “Nessun idraulico, nessun elettricista, so fare tutto da solo”

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Ecco un altro errore. Non siete Superman e anche se avete dei rudimenti di tutte queste nobili professioni, meglio chiamare chi ne sa più di voi specialmente se la casa è vostra e ci dovrete vivere un bel po’. Altrimenti, per risparmiare nell’immediato vi troverete a spendere il triplo quando perderà la doccia o andrà in corto circuito l’impianto elettrico, con conseguente malocchio da parte dei vicini o dei condomini. Usate l’app Mario per chiamare l’idraulico a casa, diventerà il vostro miglior amico.

 

7) “Sono arrivati i mobili Ikea, dai che ci divertiamo a montarli”

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C’è questa strana leggenda urbana che recita pressappoco: montare i mobili Ikea è divertente. Purtroppo essa non corrisponde in alcun modo a verità. In realtà c’è un girone dell’Inferno dantesco in cui vanno dopo la morte coloro i quali sono impazziti a metà di un cassettone Hemnes o per fissare al muro una doppia Billy. Basta perdere un tassello di legno, cosa che puntualmente succede, per far cadere anche la più solenne impalcatura Ikea. Montate i mobili sempre sopra una coperta stesa sul pavimento e tenete tazze o altri contenitori a portata di mano con la viteria essenziale. Non stringete mai col trapano avvitatore, basta poco per rovinare l’ottimo legno svedese.

 

8) “Com’è che quando ho preso le misure c’entrava tutto e ora invece metà della roba rimane fuori?”

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Bella domanda, però va sempre così. Nonostante le misure prese al millimetro, la casa si rimpicciolisce sotto i vostri occhi e non ci potete far niente. Potrebbe giungere in vostro soccorso Planner 5D, l’app in cui create il vostro progetto casa e la arredate come meglio credete. Certo, vi ci dovrete perdere un bel po’ di tempo, però poi avrete un rendering 3D perfetto del vostro nuovo appartamento.

 

9) “Non ti preoccupare, sono pieno di amici, ci aiuteranno tutti”

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Ops, nessuno vi ama. Capita. Allora meglio mettere da parte qualche soldo e usare app tipo Cargo Booking o Movart che ti offrono preventivi personalizzati per il trasloco completo, utilizzando l’inventario che avete fatto in precedenza. Così sarete tranquilli di non ricevere brutte sorprese da chi vi ha promesso di prestarvi il furgone e il giorno prima, guarda caso, si scusa ma non può venire a causa di un impegno urgente.

 

10) “Abbiamo finito. Vorremmo brindare durante la cena d’inaugurazione ma abbiamo perso il cavatappi”

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Se avete seguito i nostri consigli, non succederà. Potete aprire il vino pregiato che tenete per le grandi occasioni e brindare a dovere. Cheers!

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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