Gli ospiti dei canili americani e quelli delle carceri hanno molto in comune: si trovano a vivere dietro le sbarre con grande sofferenza emotiva, sono stati spesso dimenticati e abbandonati dalla famiglia che aveva giurato di non lasciarli mai, trascorrono le loro giornate in solitudine e hanno dimenticato cosa sia l’affetto di un amico sincero e disinteressato. Così un gruppo di volontari del Massachusetts ha pensato di farli incontrare per alcune ore settimanali di addestramento, nella speranza di prendere due piccioni con una fava: i detenuti avrebbero fatto un po’ di pet therapy, mentre i cani sarebbero stati pian piano rieducati e riabituati a fidarsi degli esseri umani. I risultati sono stati così sorprendenti che ne è nato un documentario, Dogs on the inside, che esce in America a febbraio. Anche se non capite l’inglese, vi sfidiamo a non lasciarvi sfuggire un paio di lacrimoni guardando queste immagini!
Pochi survival horror raggiungono i risultati e fanno provare le emozioni e il livello di…
Ristorazione, manca il personale: un locale su due non trova addetti di sala Il 51%…
Macfrut, Lollobrigida a Rimini: “Un miliardo sul gasolio agricolo e oltre tre miliardi all’ortofrutta” RIMINI,…
Giornata della Terra 2026, Slow Food: “Difendere la terra è una responsabilità quotidiana” Slow Food…
La Formula Uno è uno degli sport più seguiti e apprezzati in tutto il mondo,…
Immaginare una tregua a breve termine in Iran è molto complicato, e lo dimsotrano le…