Society
di Federica Calvo 16 maggio 2018

Cosa fare e non fare quando le persone accanto a voi soffrono di allergia

Arriva la primavera e le strade si riempioni di fiori, amori e di persone che soffrono di allergia. Qui trovate cosa dovete fare e non fare per sopravvivere alla loro compagnia

“È primavera, svegliatevi bambine..”

Così cantava Claudio Villa nel brano intitolato “Mattinata Fiorentina” per annunciare l’arrivo della primavera, la stagione dell’anno in cui per antonomasia le città si colorano, i fiori sbocciano, gli animali escono dal letargo e le persone si innamorano e soffrono di allergia.

Sì, proprio così. Primavera per molti equivale all’inizio di un lungo calvario dovuto alla fioritura dei pollini. Le strade regalano lo spettacolo dei fiocchi bianchi volanti che, nonostante a volte ci entrino in bocca e si attacchino ai vestiti e ai capelli, producono un effetto finale di grande impatto decorativo.

Ma tutto ciò trova spiegazione nella scienza che individua la fioritura delle piante come la principale causa dei sintomi di malessere. Starnuti, prurito al naso-palato-occhi, tosse, insonnia, stanchezza, irrequietezza, difficoltà nel respirare, asma, lacrimazione, riduzione dell’olfatto e del gusto e una serie di cose a vostra discrezione aggiungere …e allora benvenuta primavera cosa?

 

 pixabay

 

In famiglia e tra gli amici, tutti conosciamo qualcuno che soffre di questa grave forma di “intolleranza”, grave non per l’allergia in sé, ma per l’insofferenza che ne provoca. Provate a chiedere a una persona allergica se va tutto bene dopo il decimo starnuto e probabilmente ciò che trarrete sarà solo una risposta acida acida.

Allora come approcciarsi agli allergici alla primavera?  Ecco il breve  manuale con i punti essenziali da usare quando siete in compagnia di qualcuno così:

 

Non scambiateli per drogati


Purtroppo chi è afflitto del male primaverile viene spesso scambiato per tossicodipendente per via degli occhi rossi e gonfi. Ricordiamo a tutti che sono persone normali come noi e che l’allergia non è trasmissibile né per via aerea, né per via oro-fecale, né per via sessuale.

 

Non chiedete loro se stanno bene dopo una serie di starnuti infinita

 

Questo potrebbe essere il primo dei comandamenti secondo la Bibbia degli allergici. Di solito chiediamo come stanno ma la domanda è di cortesia, infatti l’esperienza comune insegna che è meglio farli soffrire in silenzio senza dare loro inutile conforto. È una lotta che devono affrontare da soli.

 

Siate sempre pronti a regalare loro un fazzoletto

Se l’appuntamento di oggi è con una persona allergica alla stagione primaverile, tenete i fazzoletti a portata di mano. Ricordatevi sempre di averne in borsa un paio di pacchetti così che alla domanda “Hai per caso un fazzoletto?” non risulterete impreparati, anzi probabilmente vi siete giocati la carta giusto per conquistare il vostro partner.

 

Siate pazienti 

1, 2, 3, 4, di solito al quinto starnuto si inizia ad essere un po’ scocciati dagli schizzi di germi che arrivano sulla propria pelle. Ma la verità è che non si vuole apparire scortesi e quindi si subisce in silenzio la doccia di batteri pensando che domani sarà un giorno migliore.

 

Non offrite da bere, ma soffiate il naso

Se volete risultare davvero gentili allora dovete prendervi cura del vostro amico/a nella gioia e nel dolore, salute e malattia. Un aiuto nel soffiare di naso può valere più di una birra gratis, e abbiamo detto tutto.

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