Society
di Simone Stefanini 1 Marzo 2017

Francesco Facchinetti shock: “Se lo stato non mi difende lo farò da solo”. Era necessario scriverlo su Facebook?

La reazione scomposta a caldo ci può stare, nessuno è maestro zen, ma perché condividerla sui social col rischio di emulazione?

 dileidemosite

In data 27 febbraio, Francesco Facchinetti (dj-musicista-presentatore) ha scritto un post scioccante su Facebook, uno di quelli che non passano inosservati, che attirano un sacco di commenti e di reazioni. Nel post, Facchinetti denuncia un furto avvenuto in casa del padre, Roby Facchinetti (ex Pooh), in cui vive parte della sua famiglia.

Questo è il testo del post:

Fa particolarmente effetto il passaggio “Sto andando a comprarmi un arsenale, se qualcuno entra in casa mia con i miei figli non esce vivo. SE LO STATO NON MI DIFENDE LO FARÒ DA SOLO.”, una dichiarazione d’intenti che, amplificata dal social , ha raccolto 65mila like e quasi 8mila condivisioni.

Ecco il punto del dibattere: la paura, lo sgomento, la rabbia e l’impotenza che un atto vile del genere possa provocare è palese e non c’è alcun dubbio che molte persone potrebbero pensare a caldo di reagire alla violenza con la violenza. Al netto dei giudizi teorici, è bene attenerci alla realtà dei fatti, perché l’ipocrisia è una brutta bestia e non ce la sentiamo di biasimare chi la pensasse così subito dopo aver subito un’effrazione, con l’adrenalina e il terrore ancora vivi nella testa.

È opportuno però condividere questo pensiero estremo con una fanbase di 750mila persone? Il tenore dei commenti sotto lo status è infatti da rivoluzione francese, suddiviso tra quelli che danno la colpa al PD e a chi lo vota, quelli che metterebbero a ferro e fuoco tutto il parlamento,  quelli che gli danno consigli sulle armi da comprare.

 

 Facebook

Ripetiamo: la reazione scomposta a caldo ci può anche stare, nessuno qui è un maestro zen capace di porgere l’altra guancia e sinceramente, non ci vorremmo trovare nei panni di chi subisce questo tipo di crimini. Stiamo solo riflettendo sull’opportunità di lanciarsi in proclami estremi sul social più seguito, col rischio di essere emulato dai molti ammiratori. Si parla di comprare un arsenale, quindi molte armi, per ferire o uccidere l’eventuale ladro, ma nella stessa frase si fa riferimento ai bambini piccoli e di sicuro a naso non è la soluzione più adatta, col rischio di generare un conflitto a fuoco con pallottole vaganti in casa. Tanto più che se dichiari pubblicamente di voler comprare armi per offendere, è possibile che ti venga anche ritirata la licenza.

 

 letteradonna

 

Senza dubbio, tutti vorremmo un paese più sicuro, più forze dell’ordine sul campo, addestrate a dovere per sventare questi crimini, più sicurezza e anche più certezza della pena, una volta emessa la sentenza.

Da qui a diventare una succursale del Texas di Trump, con sparatorie casalinghe ogni rumore sospetto però ce ne passa e riteniamo che i discorsi da bar dovrebbero rimanere al bar, oppure si potrebbe sfruttare la notorietà per portare il problema in Parlamento, senza il bisogno di generare una rivolta popolare armata su Facebook.

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