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Society
di Simone Stefanini 11 Maggio 2020

Non commentare un fatto di attualità sui social è sempre una conquista

Durante la pandemia non vi siete ancora stancati di essere hater, o hater di hater, o hater di hater di hater?

Ci sono momenti in cui una notizia di qualsiasi tipo si trasforma in un pezzo di carne buttato nella vasca dei piranha: viene condivisa, assalita e smembrata fino a diventare niente. Che sia la liberazione di un ostaggio che torna a casa coi panni di moda in Islam, il distanziamento delle persone che fanno aperitivo sui Navigli, il plasma che cura gl’infetti, Bill Gates mariuolo che crea il virus per dare a tutti il vaccino coi microchip dentro, il 5G che ci rende androidi, non importa.

Che la notizia sia vera o falsa non importa, che sia riportata faziosamente o il più aderente alla realtà dei fatti, neanche. L’unica cosa che conta è esprimere la propria opinione sui social, così da mostrare a tutti di essere sul pezzo, che i giornalisti potremmo farli anche noi, che non ci vuole niente a dire la propria sulle cose, che siamo schierati con l’una o l’altra squadra e, in ogni caso, saremmo stati più bravi dell’allenatore.

 

Questo processo di solito porta gli italiani a dividersi in due fazioni. Nel caso della liberazione di un ostaggio, ad esempio, ci si può dividere fra quelli “Poteva stare a casa, chissà quanto c’è costata” e quelli “Oh, sentito cosa dicono quelli? Che poteva stare a casa e quanto c’è costata. Che imbecilli, io sono felice come quando nacque la mia primogenita”. Solo una piccola parte sposa l’opzione “sta povera crista torna in Italia e la prima cosa che vede è Di Maio con la mascherina coi colori della bandiera italiana”, ma sono numeri irrisori, il duello sta da un’altra parte.

I primi, incarogniti da una vita che ha negato loro ogni gioia, sono pronti a vomitare bile su tutto, utilizzando la formula del sentito dire come fonte verificata, sparando cifre a caso sulla cifra del riscatto, offendendo e arrivando alla brutalità. I secondi, col complesso di sentirsi migliori, citano i primi, condividono i loro sproloqui per dare contro, recapitando quelle ingiurie a chi ha dedicato una vita per scegliere minuziosamente la propria bolla, proprio per non entrare in contatto con quelli che fanno venire il nervoso.

Quindi siamo tutti uguali? Proprio no. Fatto salvo che ognuno ha diritto di esprimere la propria opinione e che ognuno avrebbe il dovere di rispondere dei propri comportamenti a norma di legge, sarebbe incredibilmente bello se la prigionia della quarantena ci insegnasse l’empatia, la compassione, servisse a farci tornare persone più attente a ciò che dicono e che fanno, coscienti del fatto che ogni giorno, un colpo di vento può portare via tutto. Niente. Più incattiviti di prima, pronti a commentare tutto, diventando volta per volta virologi, esperti di diritto, economisti, giuristi, esperti di borsa, fotografi col teleobiettivo, agenti della CIA, negoziatori e dottori, ma da casa.

 

Pensare che, nel dubbio, basterebbe astenersi dal condividere col mondo la propria opinione, tornando a confinarla alla dimensione familiare (parenti fino al sesto grado) e amicale, al limite accollandola al barista di turno, senza renderla manifesta a troppi sconosciuti. Non è un gran periodo per i media e l’informazione in generale, che invece di tranquillizzare e contribuire a rendere il mondo meno teso, rincorre gli estremismi, provoca, terrorizza e diffonde notizie spesso non del tutto vere, quindi anche il più esperto dei debunker potrebbe cadere nella trappola di insegnare agli altri come vivere, per poi pestare una merda.

L’invito, che rivolgiamo a tutti, noi compresi, è quello di ripulire la testa come se fosse un bosco pieno di spazzatura, evitando di credere di avere la verità in tasca e che la supposta verità valga qualcosa, vista la caducità intrinseca dell’essere umano che questo virus ci ha ricordato obbligatoriamente. Una notizia fa arrabbiare? Cerchiamone una che ci faccia star bene e condividiamo quella, oppure, utopia, non condividiamola affatto, godiamone sul posto e passiamo oltre. Ci sono vari modi per uscire da questa pandemia migliorati e non possiamo certo dirveli noi, ognuno ha quello più adatto a sé. Di una cosa siamo piuttosto certi: non passeranno dalla guerra civile digitale, né dalla condivisione di cattiverie sui social, né dalla condivisione di cattiverie sulle cattiverie degli altri sui social.

 

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Thomas Raimondi Nato a Legnano (MI) il 17 Maggio 1981. Laureato al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione. Graphic e visual designer freelance attivo nella scena underground con numerose pubblicazioni (Luciver Edition, Faesthetic, Belio, Le Dernier Cri, Laurence King.) e mostre in Italia e all’estero. Le ultime personali «Burn Your House Down» nel 2013 presso la galleria Kalpany Artspace di Milano (Circuito Rojo) e la residenza d’artista per Alterazioni Festival 2014, Arcidosso (GR) con l’istallazione site-specific «Inside/Outside». Lavora e ha lavorato per diverse realtà nazionali ed internazionali come VICE, Rolling Stone Magazine, Rockit, Mondadori, Men’s Health, Salomon, Motorpsycho, T-Post e molte altre. Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di docente d’illustrazione presso l’accademia NABA di Milano continuando, a oggi, a collaborare con regolarità. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Marino Neri Marino Neri è fumettista e illustratore. I suoi libri a fumetti sono Il Re dei Fiumi (Kappa Edizioni, 2008) e La Coda del Lupo (Canicola, 2011), tradotti e pubblicati anche in differenti lingue e paesi. I suoi disegni sono apparsi su riviste nazionali e internazionali e ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in tutta Europa. Nel 2012 il Napoli Comicon e il Centro Fumetto Andrea Pazienza gli assegnano il Premio Nuove Strade come miglior talento emergente. È attualmente al lavoro sul suo nuovo libro a fumetti Cosmo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Kit semi misti “MI AMI Festival 2020”, grafica disegnata da Alkanoids. Il desiderio che avresti voluto piantare. Il kit ufficiale contiene: Passiflora Cerulea La passiflora è avvolgente, come un partner impetuoso, i suoi rami rampicanti circondano qualsiasi supporto possano incontrare. Governata da Venere, è usata negli incantesimi d’amore per dominare la passione. Il suo profumo intenso, infatti si accentua la sera conquistando così ogni tuo senso. Nella simbologia floreale ha virtù protettive, posizionata dinnanzi un ingresso evita intrusione. Peperoncino Peter Pepper Noto per la sua forma fallica, il Peperoncino Peter Pepper vi sorprenderà con il suo carattere deciso, il sapore aromatico e un grado di piccantezza adatto anche ai palati più delicati. L’attitudine erotica esplode in una rapida fioritura bianca per dare poi presto spazio ai suoi frutti. Adatto alla coltivazione in balcone, nella tradizione popolare è infatti una pianta da possedere per realizzare rituali di seduzione. Melanzana Bellezza Lunga Dimenticati della classica emoji perchè quello che stai per piantare è una “bellezza lunga”. La Melanzana contenente nel tuo kit avrà un aspetto fiero della sua struttura: eretta, alta almeno 30 cm, con frutti polposi e pronti per essere gustati in estate. Come ogni spasimante che si rispetti, prima di donarsi al tuo palato ti porterà in dono dei fiori. Contiene desiderio, come è giusto che sia fatene l’uso che preferite. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
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