Society
di Simone Stefanini 9 Aprile 2015

I 5 peggiori luoghi in assoluto dove fare sesso

Dai, si vede dalle facce che non siete amanti del pericolo. Veramente, non è il caso.

Casa dei genitori

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Questa location, anticamente all’appannaggio esclusivo degli under 30, oggi vive una seconda giovinezza grazie alla crisi. È lì che l’uomo (o la donna) moderno passa la maggior parte del tempo, chiuso in un’angusta cameretta che ormai ha adibito a stanza pubblicitaria dell’Ikea, giusto per darsi una parvenza di maturità, mentre fuori dalla porta gli anziani genitori non vedono letteralmente l’ora che si tolga dai coglioni. Lì ascolta la musica, guarda i film, invita gli amici e le amiche. Dopo una serata di quelle indimenticabili in discoteca, in un club o in un ristorante alla moda, vuoi anche per l’altissimo dosaggio di Long Island, riesce ad imbroccare la tipa (a conquistare la ragazza dei suoi sogni) e dopo fugaci limonate nelle stradine buie, si convince a portarla a casa sua, glissando sul  fatto che proprio sua non è. In modalità berserker porta la ragazza nella sua stanza, occhi rossi, il termometro della libido impazzito. I suoi sono a dormire, ma questo lo sa solo lui. “Che casa particolare” dice lei sull’uscio, guardando il centrotavola ed i soprammobili di Thun, lui bofonchia un “mi piace il vintage dai vieni con me” ma lei ha sete e poi deve andare in bagno. Sta parlando ad alto volume, lui le dice “piano che svegli i vicini” nonostante la casa abbia mura medievali. Riescono nell’intento di raggiungere la camera da letto, si spogliano, due preliminari alcolici e via al sodo, lui è in trance agonistica, lei urla, poi si gira ed urla davvero guardando l’anziana madre di lui in vestaglia sulla porta che sta fissando il porno domestico in preda all’orrore, impietrita, a bocca aperta come la prima morta di The Ring. Lui bestemmia, copre lei, si copre, rosso in volto per la vergogna, la libido è ormai roba di cent’anni fa, la tipa chiede “scusi” venti volte mentre se ne va a piedi e niente. Forse era meglio farlo in macchina.

 

Auto parcheggiata

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La dannazione di ogni peccatore della carne. Tra i mille pericoli in agguato: il solerte sbirro che vi porta in galera tra il pubblico disprezzo, l’orrendo guardone che si fa le pippe, i compagni di merende pronti al massacro, gli amici di lei o di lui che vi sgamano e il giorno dopo gossip, animali selvatici, leggende metropolitane, mostri della Hammer, Jason di Venerdì 13. Ma niente, dico niente è più pericoloso dell’autovettura stessa. I sedili cedevoli o peggio ancora che si chiudono a libro, ingoiando il sexy passeggero, il volante, le cinture ed il re del disagio: il cambio. Non sono infrequenti le vittime di quella diavoleria dalla forma fallica, nata per sabotare il sesso in auto e per provocare gite al pronto soccorso ai maschi adulti che hanno provato la mossa del giaguaro senza riuscirci. Forse era meglio farlo nel cesso del locale.

 

Cesso del locale

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Teatro e genesi delle migliori storie romantiche, da Romeo e Giulietta ai Promessi Sposi, il cesso del locale verso una certa è il luogo più salubre dove fare l’amore, spesso coadiuvato da una bella vomitata nel mezzo. Tra le persone che bussano fuori e le condizioni igieniche tipo fogne di Mumbai, è il luogo ideale, anche a livello organolettico, per tentare approcci di tipo carnale. Un tripudio di amore devastante che di solito culmina col matrimonio e con la coppia che si sussurra all’orecchio le parole de “La Cura” di Battiato, stringendosi la mano e pensando ai nomi per i futuri figli. “Ma guarda, anche a te piace Arturo! È il mio nome preferito, sono proprio contento di averti trovato… ah a proposito, come ti chiami?”. Oltretutto, a seconda della posizione, il rischio di scivolare tra i resti organici umani è davvero reale, con conseguente voglia di morire. Forse era meglio farlo all’aperto, tanto non ci vede nessuno.

 

All’aperto tanto non ci vede nessuno

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Sì credici. Quando pensi di aver trovato la perfetta combinazione di ombra, riparo frascaceo, zona senza alcun accesso, ecco che senti qualcuno che parla lì vicino e allora sei costretto a nasconderti come Frodo e Sam quando passano i cavalieri neri (o come si chiamano) nel primo Signore degli Anelli. Non c’è salvezza e tu non sei spigliato come quelli dei video cecoslovacchi che lo fanno in autostrada mentre passano le macchine, quindi la situazione presto precipita. Avete capito il doppio senso vero? Forse era meglio farlo sul tavolo d’ufficio. Forse era meglio non uscire.

 

Non uscire

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Una bella maratona di serie tv, un film coreano sub ita, chattare su Facebook, fare le flessioni, preparare un dolce, fingersi malato, trovare uno straccio di occupazione solitaria. Basta non uscire ed il gioco è fatto. A meno che non siate di quei marpioni che gradiscono il cybersesso pensando di essere al sicuro ed il giorno dopo si ritrovano su YouPorn categoria Imbranati. È un mondo difficile gente, non resta altro che trovarsi un lavoro e prendersi una casa propria.

Buona fortuna!

 

 

 

 

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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