Society
di Sabrina Pignataro 13 Febbraio 2015

La pizza, l’aperitivo, la cena: cosa si nasconde dietro ogni invito per San Valentino

Il significato nascosto dietro un semplice appuntamento il giorno di San Valentino.

Sì, ci siamo. Oggi è il temibile giorno di San Valentino.
Temibile un po’ per tutti, diciamoci la verità, eccetto per l’economia mondiale che, in giorni come questi, si riprende magicamente e fa apparire la crisi un lontano ricordo. In fondo, siamo un popolo di romantici.

Temibile per i single-non-per-scelta, quelli che, in vista dell’approssimarsi del fatidico giorno, si appallottoleranno come carte di caramelle sul divano dell’Ikea, avvolti da un grande piumone in pile, mangiando schifezze e guardando Colazione da Tiffany,  per scongiurare ogni possibile vista di coppie che se ne vanno in giro a scambiarsi smancerie varie, vere o finte che siano.

Per i fidanzati storici che, dopo averlo festeggiato per anni, non sanno più che inventarsi per fare una figura originale con la propria compagna. E poi quelli che, invece, la donna devono ancora conquistarla, quelli ai primi mesi di frequentazione. Gran bella rottura. E mica lo sapete se quella che vi volete portare a letto così ardentemente gradisce o meno festeggiare questa fantastica festa.

Quest’ultima è, in fondo, la categoria più a rischio. Ecco quindi alcuni consigli elargiti così, in scioltezza, che vi permetteranno di capire cosa dovete aspettarvi, da ogni tipo di invito ricevuto dal vostro nuovo boyfriend. Perché ogni uscita ha il suo significato e quando sentirete la frase ‘andiamo a prendere una cosa fuori’ (ma una cosa, cosa?) non vi troverete più così impreparate.

Quella che sta meglio, in ogni caso, è sempre la categoria di quelli che, di San Valentino, non gliene frega proprio una beata cippa.

“Scusa, ma chi sei?”
Il caffè.
 Il primo step. Un momento veloce. Andiamo a prendere il caffè è come dire “su muoviamoci che c’ho da fare”. Rapido e indolore, può non voler dire proprio nulla, se non “è stato bello finché è durato”, cioè dieci minuti, se vi va bene. Da evitare, come le fastidiosissime palline di polvere sopravvissute al passaggio sterminatore dell’aspirapolvere ultimo modello che si tira via pure il tappeto persiano.

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“Ti stimo come persona, che bello averti come.. amica”
Il gelato
. Su questo non potete proprio sbagliarvi. Il gelato è l’ambito dei rapporti senza fraintendimenti, quasi dei rapporti di parentela o, peggio, di amicizia. Il gelato ricorda l’infanzia e lo vai a mangiare solo se puoi osservare tranquillamente l’altra persona perdere tutto il suo sex appeal, e anche la dignità, mentre se lo fa colare impunemente addosso. Se uno vi invita a prendere un gelato, dimenticatevi pure tutte le fantasie erotiche che vi siete fatte su di lui fino a cinque minuti prima.

gelato

“Forse ce la possiamo fare”
Il pranzo.
Già qualcosa di più impegnativo. Un pranzo è una cosa seria sì, una genuina concessione di intimità, avendo come scenario circostante la luce del sole però. Fa ben sperare ma non crea l’atmosfera giusta. Ancora non ci siamo.

Couple sitting at outdoor table eating meal, smiling

“Pesante battuta d’arresto”
Il thè.
 C’è chi, a quest’ora della giornata, ha due alternative davanti a sè. La più triste è, senza dubbio, la scelta del thè. Se alle prime uscite hai voglia di offrire alla tua ragazza un po’ di acqua colorata con due biscottini al burro in un posto che ricorda tanto la residenza di caccia della regina Elisabetta alle cinque del pomeriggio, quando sei vecchio che fai? Brutta storia. A questo punto, meglio il caffè.

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“Ci stiamo avvicinando alla meta”
La birra.
L’alternativa al thè è, invece, la birra. È il momento della rilassatezza, della chiacchiera tranquilla. Chi vi invita per una birra ha grande padronanza di sè, non vuole dimostrare nulla, se non che ha piacere a trascorrere un tempo ragionevole con voi. Davvero un ottimo modo per iniziare. Ma noi vogliamo di più.

birra

“Un po’ di concretezza, ma giusto un po’”
L’aperitivo.
È tutto e niente. Il luogo delle promesse, ma non necessariamente di quelle che saranno mantenute. Può fornire un formidabile alibi per la fuga successiva “ho una cena più tardi e non posso trattenermi oltre”. A metà tra “si, ti vorrei portare a letto” e “ma non c’ho tutta sta voglia di sbattermi per arrivare allo scopo”. Poi siete di fronte a uno che non ha la minima idea di cosa significhi mangiare bene. Cibo cotto e stracotto, praticamente lo stesso di tre giorni prima. Ma di cosa stiamo parlando?

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“Sento che stiamo costruendo qualcosa”
La pizza.
A chi non piace la pizza? Potresti farne una grande abbuffata sempre. Ordinarla d’asporto la sera prima e tornare a mangiarla il giorno dopo a pranzo. Con la pizza si va sul sicuro. Ma non è che il ragazzo in questione sia un tantino scontato? A volte si può anche osare.

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E vissero felici e contenti.
La cena. 
Decisamente la volontà di volersi impegnare. La penombra, lui che si è fatto il corso velocizzato di sommelier acquistato su Groupon per non rimanere come uno stoccafisso quando il cameriere gli chiede che vino preferiate, la prospettiva di sopportarvi una serata intera mentre gli raccontate i benefici che il nuovo corso di pilates ha sul vostro equilibrio, la totale mancanza di vie di fuga alternative perché alle 22, ma dove cavolo vuoi andare che pure le partite di calcio sono già cominciate? Sì, decisamente fa ben sperare.

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Adesso però, se avete appena ricevuto un invito per un gelato dal tipo che tanto vi fa impazzire, non andate in paranoia. Magari è l’uomo della vostra vita, semplicemente non ha letto il nostro post.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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