Society
di Jon Bocconcino 21 ottobre 2011

Morto un Gheddafi, se ne fa un altro?

Morto un Gheddafi, se ne fa un altro? No, già ce ne sono parecchi altri in circolazione, ma questo i meno addormentati lo sanno. Più che altro: ma veramente vogliono far credere che la morte di Gheddafi sia una vittoria per il popolo libico?

Leggete cosa scrive a proposito Sherif El Sebaie, esperto di diplomazia culturale, internazionalizzazione e politiche di integrazione, con particolare attenzione al Medio Oriente e al fenomeno migratorio in Europa occidentale:

Quando ho letto che la morte di Gheddafi sarebbe, secondo qualcuno, “una vittoria del popolo libico”, mi sono messo a ridere di gusto, nonostante la tragica e sconvolgente barbarie con cui il Colonnello è stato liquidato. L’incalzare dei commenti allucinanti e festosi da parte di molti politicanti ha il sapore della beffa, visto che è chiaro anche per un bambino di tre anni che la cattura e la liquidazione di Gheddafi non sarebbe stata possibile senza l’intervento degli aerei francesi. Anzi, per dirla tutta, gli stessi ribelli o mercenari – divisi, disorganizzati e privi di sostegno popolare, visto che le forze lealiste hanno resistito per mesi – non sarebbero andati molto lontano senza la copertura aerea della Nato sobillata dalla Francia, quella mediatica di Aljazeera eterodiretta dal Qatar (unico paese arabo a contribuire bellicamente) e il sostegno finanziario di tutti coloro che avevano un interesse materiale (o sono stati costretti dagli eventi) a portare a termine un “cambio di regime” in Libia. La disonestà intellettuale insita nel definire questa ennesima aggressione, pianificata a tavolino, una “rivolta popolare” dovrebbe essere evidente, ormai. Bene ha detto Borghezio (dovrei cominciare a preoccuparmi?): non bisogna confondere il fu Colonnelo “con i nuovi dirigenti libici portati al potere dalle baionette della Nato e dalle multinazionali del petrolio”“.

Sul suo blog tutto l’articolo.

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