No Fap: perché ho smesso di masturbarmi

Perché smettere di guardare il porno? Com’è la vita senza masturbazione? Lo abbiamo chiesto al fondatore del blog Un Anno Senza Masturbarsi

Society
di Pietro Mantovani 25 settembre 2015 12:07
No Fap: perché ho smesso di masturbarmi

materiale-per-adulti Luca Rubino Ph.

 

Perché smettere di guardare il porno? Com’è la vita senza masturbazione? Lo abbiamo chiesto al fondatore del blog Un Anno Senza Masturbarsi e ad alcuni membri della comunità virtuale che combatte la dipendenza dalla pornografia a colpi di astinenza. Si chiamano NoFap, dove “fap” sarebbe il termine onomatopeico che richiama il suono della masturbazione maschile.

 

Chiamiamolo Matteo. Matteo ha 22 anni, si è laureato da poco e vive a Pesaro con i suoi. Si definisce un ragazzo normale: oltre alla sua altezza, l’unico segno particolare che noteremmo se lo incontrassimo per la prima volta sarebbe una folta barba, che, ci dice, ci farebbe pensare che abbia qualche anno in più. Duecentocinquantatré giorni fa [ad oggi, 24 settembre] Matteo ha deciso di smettere di masturbarsi e di guardare porno. Da allora, per lui è iniziata un’avventura di cui ci tiene costantemente aggiornati sul suo blog Un Anno Senza Masturbarsi, un luogo virtuale in cui Matteo annota i propri progressi e condivide aggiornamenti sull’argomento, oltre a descrivere i benefici di questa particolare terapia. 

“ll blog è nato come una sorta di diario di bordo, volevo semplicemente testimoniare che tutto questo era possibile, ma in realtà si è trasformato in qualcosa di più. La masturbazione rientra tra gli argomenti tabù: siamo tutti un po’ timorosi a parlarne, e fino aa ora non c’era una fonte attendibile che descrivesse come ci si sente quando si smette. Nel giro di qualche mese il blog è diventato uno strumento per tutti quelli che vogliono sapere come smettere di masturbarsi e quali cambiamenti positivi può comportare una sfida del genere. Oltre alla mia esperienza è possibile restare aggiornati sulle ultime novità che riguardano l’argomento (che monitoro costantemente). Mi ha sorpreso leggere commenti nei post e messaggi privati di persone che mi ringraziano delle informazioni e mi sostengono nella sfida.”

Infatti Matteo non è il solo ad aver avuto un’idea simile, al contrario. Da diversi anni si assiste a una crescente curiosità riguardo alla masturbazione e all’utilizzo del porno e sono sempre di più i giovani che si trovano di fronte agli effetti devianti di un eccessivo utilizzo della pornografia.

 

Matteo: “NoFap è un insieme di forum, community e piattaforme social dedicate a combattere la masturbazione. Purtroppo è tutto in inglese, ma il materiale che viene condiviso è piuttosto interessante. Tantissime persone ogni giorno cercano modi per smettere e testimonianze di chi ci sta riuscendo; io ero curioso e volevo saperne di più, è così che sono entrato nel mondo NoFap.”

Le origini di NoFap si possono far risalire al 2011, quando un utente di Reddit condivide un post in cui racconta la sua esperienza di astinenza dalla masturbazione. Da quel momento le risorse vanno moltiplicandosi. Nasce /r/NoFap, una sezione interamente dedicata al mondo del porno e della masturbazione a cui si aggiunge un sito, e iniziano a diffondersi studi scientifici che approfondiscono gli effetti dell’astinenza sui livelli di testosterone e le ricadute psicofisiologiche dell’eccessivo utilizzo del porno.

Matteo: “La mia decisione di smettere di masturbarmi è nata poco a poco dal senso di pena che provavo per me stesso ogni volta che avevo bisogno di qualche foto o video per provare piacere. La mia necessità era quella di non perdere più neanche un minuto a cercare di ingannare il mio cervello. Mi sono chiesto: ‘È questa la persona che voglio essere? È così che voglio perdere il mio tempo? È questo il massimo che posso fare?’ Non ci stavo, dovevo cambiare. Dovevo migliorarmi. Il giorno dopo è stato l’ultimo giorno in cui mi sono masturbato.”

Jorge invece viene da Città del Messico e ha deciso di smettere di masturbarsi “appena” 22 giorni fa: “Ho deciso di smettere perché volevo concentrare tutta la mia energia sessuale verso la mia attuale ragazza, sentivo che si meritava tutte le mie attenzioni.

 

No Fap Tumblr

 

Nina, 23 anni da Washington DC, non si masturba da 18 giorni, e sembra davvero decisa a continuare: “Mi ero stancata di affidarmi al porno per avere un orgasmo; nessuno dei miei partner, maschi o femmine che fossero, è mai riuscito a farmi raggiungere l’orgasmo, perché io mi ero come allenata a rispondere a degli stimoli ben precisi. Mi sono un po’ desensibilizzata. In più non mi è mai piaciuta la violenza di molti video nei confronti delle donne, si riflette sulla tua anima, anche se sai che è tutto finto”.

Il fenomeno descritto da Nina è ben conosciuto dai “fapstronauts” (si chiamano così gli appartenenti alla comunità NoFap). Tecnicamente si chiama “death grip”, termine che indica la desensibilizzazione dell’organo sessuale a causa dell’eccessiva masturbazione o per una manipolazione troppo decisa. Il gergo dei NoFap negli anni è diventato quasi specialisti, e spazia dal mondo informatico a quello neuroscientifico, essendo ricco di termini che richiamano il mondo delle dipendenze. “Reboot” (riavvio) è “il processo di ripristino della mente alle impostazioni predefinite di fabbrica”, attraverso l’astinenza, chiamata anche “fapstinence”, dalla masturbazione, dal porno, o dall’orgasmo in generale – a seconda delle esigenze della persona – al fine di liberarsi dalla dipendenza da porno o da altre disfunzioni sessuali. C’è anche la “relapse” (ricaduta), che, come vedremo, è molto comune tra chi teme, una volta abbandonato il porno, di aver perduto del tutto il proprio potenziale sessuale.

Matteo: “Il mio rapporto con la masturbazione era classico. Tutti quelli che si masturbano provano un grande senso di piacere, seguìto da appagamento, stanchezza, e per finire quello che io chiamo ‘atterraggio’, cioè quella sensazione di tornare con i piedi sulla terra dopo che l’orgasmo ti ha portato in alto. Gli effetti sono molto simili a quelli delle droghe, non a caso ultimamente si parla sempre più di dipendenza dal porno e dalla masturbazione”.

Jorge: “Onestamente non credo che fossi dipendente. Per me la masturbazione e il porno erano solo una breve pausa nelle mie sessioni di studio. Tipo, se avevo studiato per cinque ore di seguito, ad esempio, dieci minuti di pausa mi avrebbero aiutato a continuare. Di solito mi masturbavo al massimo due volte al giorno, ma nei periodi di esami arrivavo fino a cinque”.

Nina: “Di media mi masturbavo venti volte al mese (dipendeva poi dai mesi, alcune settimane lo facevo quotidianamente, altre due volte al giorno, e altre ancora una volta sola in tutta la settimana, o per niente). Mi masturbavo per evitare di fare i compiti, oppure quando mi sentivo triste, annoiata, sola, stressata, stanca, non stanca… In pratica lo facevo per evitare situazioni o sentimenti negativi. Ho sempre utilizzato il porno, non riesco ad eccitarmi in nessun altro modo perché non riesco a rimanere concentrata su nient’altro abbastanza a lungo”.

 

I benefici di avere livelli ottimali di testosterone Tumblr - I benefici di avere livelli ottimali di testosterone

 

La dipendenza dal porno è una realtà ormai assodata. A partire dal già citato studio del 2011 di Gary Wilson – fondatore poi di Your Brain On Porn, sito che raccoglie studi scientifici sull’argomento e risorse di ogni tipo per aspiranti fapstronauts – le ricerche sulla pornodipendenza e i suoi effetti sono aumentati significativamente. Solo nel 2014 tre studi, due dell’università di Cambridge, e uno del Max Plank Institute, hanno confermato che i consumatori compulsivi di porno reagiscono a stimoli di natura pornografica in modo simile al modo in cui dipendenti da sostanze stupefacenti reagiscono a stimoli che coinvolgono la droga. Non solo, tra i consumatori compulsivi di porno che hanno preso parte agli esperimenti, sono state rilevate percentuali sorprendentemente elevate di disfunzione erettile (oltre il 50%), impotenza che scompare di fronte a materiale pornografico.

In più, proprio come accade nei casi di dipendenza da sostanze, i benefici dell’astinenza non si vedono subito, al contrario. Molti utenti, una volta abbandonata la masturbazione, riportano di aver provato quella che viene chiamata “flatline”, ovvero un periodo di calo del desiderio. La flatline è uno dei momenti più difficili del reboot. Infatti in molti, allarmati all’idea di non riuscire più a provare desiderio sessuale, sono tentati di utilizzare il porno per ricercare un momentaneo picco di desiderio e tranquillizzarsi, almeno temporaneamente, senza rendersi conto di stare ricadendo nella solita dinamica. Diversi fapstronauts riportano di aver provato, durante il loro periodo di astinenza, un’iniziale iper-eccitazione, poi un periodo di flatline, e infine di essere approdati a nuovo tipo di eccitazione, più spontanea: una “sana, naturale attrazione verso i partner sessuali”.

Matteo: “Come smettere di fumare non porta dei benefici visibili subito, nemmeno smettere di masturbarsi lo fa, ma la differenza si nota. Se dovessi fare una top 3 delle cose positive che questa sfida porta con sé, sarebbe più o meno così: 1) Focus. La capacità di concentrazione e attenzione migliora dopo qualche settimana, è come se ti avessero tolto un velo che prima avevi davanti agli occhi. 2) Energia. Masturbarsi ti fa sentire bene per qualche secondo, ma ti intorpidisce tantissimo. Smettere di masturbarsi significa vivere la giornata a gas aperto. 3) Cambiamento. La cosa più importante. Per cambiamento intendo aumento della consapevolezza di sé, liberazione dal porno, miglioramento della vita sessuale reale, aumento qualitativo dell’orgasmo e, cosa più importante, smettere di masturbarsi significa essere coerente con i propri valori, quindi aumento dell’integrità personale“.

Jorge: “Principalmente sento di avere una postura migliore e più tempo da dedicare a cose più importanti, come la scuola e la mia ragazza”.

Nina: “Non ho ancora fatto esperienza di quei ‘superpoteri’ in ambito sociale di cui parlano in molti, ma penso di non avere mai avuto particolari problemi da quel punto di vista, e in più non mi masturbo solo da pochi giorni. Però una cosa positiva c’è: ho comprato un libro un paio di giorni fa e da allora leggo tutti i giorni. Non ho mai amato leggere ma dal momento che non mi posso masturbare devo trovare qualcosa per distrarmi. Quindi forse si può dire che ho maggiore energia mentale”.

 

Le gomme antimasturbazione Tumblr - Le gomme antimasturbazione

 

Per chi avesse intenzione di intraprendere questo viaggio le risorse sono sterminate. È possibile anche scaricare una web app (che su desktop diventa un emergency button) che in caso di emergenza fornisce contenuti motivazionali per aiutare a non mollare la propria sfida. Poi ovviamente ognuno sviluppa la propria tecnica per resistere alle tentazioni.

Matteo: “Resistere alla tentazione non è semplice, soprattutto all’inizio. Occasionalmente pubblico le tecniche che ritengo più efficaci e che col tempo ho modo di provare. Una di queste è per esempio abbassare la temperatura mentre stai facendo la doccia, che riduce praticamente a zero le possibilità che ti venga voglia di masturbarti; una soluzione più a lungo termine è praticare la meditazione, che ti permette col tempo di essere più consapevole del tuo corpo, di ciò che ti passa per la mente e di riconoscere quando una sensazione come l’eccitazione sta crescendo”.

Jorge: “Onestamente aspetto semplicemente che l’erezione passi. Mi sono reso conto che se cerco di combatterla diventa più difficile lasciarla passare, quindi ogni volta che sento l’esigenza non la combatto, ma non faccio neanche niente per assecondarla. In più utilizzo una tecnica di respirazione chiamata 4-7-8 che mi aiuta a tenere la mente lontana da queste cose”.

Nina: “Cerco di distrarmi. Ho rischiato di ricaderci più volte, ma poi mi sono data da fare per seguire un programma disciplinato in palestra, e questo mi ha dato la sicurezza necessaria per resistere. È semplicemente come creare una nuova abitudine, non devi far altro che farlo!”.

Mentre sono al computer che scrivo mi viene in mente un amico di vecchia data, il quale non si masturba da tempo pur non sapendo dell’esistenza della comunità NoFap. Quando lo chiamo e gli chiedo cosa si prova, lui tira in ballo la cosa che gli piace di più in assoluto, mangiare: “Si sta bene, e soprattutto il rapporto con il sesso migliora. Dopo un po’ di tempo fare l’amore diventa naturale come mangiare: sei sempre pronto a farlo e ti gusti ogni singolo boccone”. Provare per credere.

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