Con una mamma proff delle medie ogni tanto mi capitava di trovare qualche gioco in più in casa, ma sempre roba di poco conto, una pallina, un soldatino, roba da niente… Mia madre restituiva le cose confiscate al termine dell’ora, o al massimo al colloquio coi genitori. Quello che arrivava a casa era, quindi, di poco conto o del tutto irrilevante.
Il proff Guy Tarrant, invece, è stato senza dubbio implacabile nelle confische, un vero sostenitore del motto “a scuola niente giochi”, ma oltre che insegnante Guy è anche un artista e ha deciso di trasformare la sua personale collezione di oggetti confiscati in una mostra, dal titolo “Resistant Materials“, a sottolineare l’aspetto di ribellione che sotto sotto c’è in ogni studente quando viola le regole e gioca durante le lezioni.
Ecco alcune immagini degli oggetti confiscati in giro per l’Inghilterra in 15 anni di servizio e in mostra in questi giorni al Victoria & Albert Museum of Childhood a Londra.
Pochi survival horror raggiungono i risultati e fanno provare le emozioni e il livello di…
Ristorazione, manca il personale: un locale su due non trova addetti di sala Il 51%…
Macfrut, Lollobrigida a Rimini: “Un miliardo sul gasolio agricolo e oltre tre miliardi all’ortofrutta” RIMINI,…
Giornata della Terra 2026, Slow Food: “Difendere la terra è una responsabilità quotidiana” Slow Food…
La Formula Uno è uno degli sport più seguiti e apprezzati in tutto il mondo,…
Immaginare una tregua a breve termine in Iran è molto complicato, e lo dimsotrano le…