Perché questa pubblicità di Lycia è tutta sbagliata

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È un giorno di metà settimana, uno come tanti nel micromondo chiamato Italia del 2016, quando appare all’improvviso sul noto social network Facebook una di quelle pubblicità che fanno accapponare la pelle. Direttamente dalla pagina di Lycia, l’azienda che da oltre 30 anni si occupa di prodotti per l’igiene personale, i social manager pubblicano un’immagine di quelle non ci credi, con tanto di didascalia esplicativa:

La cassetta degli attrezzi ideale: #uomimi e #donne ne hanno un concetto completamente diverso.

 

In questa moderna infografica c’è un campo diviso in due: le femminucce ben ancorate al rosa mentre per i maschietti assolutamente il celeste, un po’ come il fiocco che annuncia la maternità. Non è certo finita qui. In alto campeggia la scritta Wo Man, coi relativi simboli di genere.

Si parla di cassetta degli attrezzi e i pubblicitari geniali cosa fanno? Mettono la clip art di una donna, quella di un uomo e attorno alle loro figure, tutti gli utensili che secondo la morale dei tardi anni ’50, dovrebbero rappresentare le rispettive figure. 

Per la donna: pettine, phon, trucchi, orologio, smalto, forbici, profumo e così via. Manca solo lo straccio per lavare i pavimenti e una cucina in miniatura.

Per l’uomo: sega, trapano, martello, accetta, cacciavite e altre cose che io, che sono un uomo, non so nemmeno cosa siano.

Fine della pubblicità. La riguardo, per capire se è o meno un meme di cattivo gusto, e invece è esattamente ciò che ho visto: una descrizione sessista ed elementare dei due sessi, visti alla maniera dei nostri nonni (e nemmeno di tutti). Se ne sbatte in modo inqualificabile dei secoli di lotte per i diritti femminili, per le pari opportunità, per l’adeguamento degli stipendi o per le licenze di maternità. Ma se pensate che la visione “donna in cucina” sia offensiva solo per le femmine, vi sbagliate di grosso. Come ci devo rimanere io che sono attorniato da attrezzi per la riparazione delle cose, senza un sapone, senza uno shampoo (non che a me serva, ma è per dire), senza un pettine o senza la cucina.

Mi piace cucinare, così come mi piace lavarmi, ascoltare musica e leggere libri. Incredibile, non è vero? Last but not least, come devono sentirsi le donne e gli uomini omosessuali o transgender, del tutto esclusi da questa comunicazione? In un’immagine, tabula rasa.

Io sinceramente non capisco neanche il senso commerciale di questa illustrazione, perché facendo così si inibiscono tutte le persone intelligenti, civili e progredite della nazione, che potrebbero decidere di non aumentare il fatturato di un’azienda che sceglie di spenderli in pubblicità assurde, degradanti, antistoriche e sessiste come questa. Mi fermo qui, ci pensano i commenti degli utenti a qualificare questo gesto per quello che è: un clamoroso autogol etico.

 

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Simone Stefanini

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