Society
di Lorenzo Mannella 25 Novembre 2015

Tutto quello che c’è da sapere su Viperblack, il tessuto più nero del nero

I creatore della maglietta nerissima hanno risposto a tantissime domande

Phoebe Heess e Gabriel Platt Kickstarter - Phoebe Heess e Gabriel Platt, le due teste dietro Viperblack

 

Quando vi abbiamo dato la notizia dei due designer tedeschi che hanno creato una maglietta più nera del nero avete letteralmente fuso i server di DailyBest. Allora abbiamo pensato di andare più a fondo nella storia e raccogliere informazioni. Ricapitoliamo per chi non c’era: il tessuto si chiama Viperblack, ed è stato ideato da Phoebe Heess e Gabriel Platt. I due hanno presentato la t-shirt con una campagna su Kickstarter, raccogliendo 33.881 euro (ne avevano chiesti appena diecimila). Li abbiamo contattati per farci spiegare come è nata la loro idea.

Di cosa vi occupate tu e Phoebe nella vita?
Phoebe è una fashion designer che ha lavorato a Tokyo, Londra e adesso per Adidas. Io ero head of digital per Vice a Berlino e ora lavoro come consulente per l’innovazione.

Come è saltata fuori questa idea del Viperblack?
Abbiamo letto di questo materiale chiamato Vantablack, che è il più nero sul pianeta e abbiamo pensato quanto sarebbe stato fico farci dei vestiti. Ecco, è uscito fuori che i nanotubi di carbonio di cui è fatto causano il cancro, così i nostri ragazzi del settore tech si sono rivolti alla natura. E hanno trovato la Vipera del Gabon, che ha scaglie ultra-nere. Bene, avevamo un’idea, ma quello che ci ha veramente spinto in avanti è stato il meme favoloso di Mercoledì Addams che dice: “I will stop wearing black when they invent a darker color.

 

Meme Addams  Chiaro, no?

 

Avete mai indossato il Viperblack per mostrarlo a qualcuno dal vivo?
No. I laboratori di sartoria utilizzano piccoli pezzi di tessuto, non puoi farci una maglietta. Ecco il perché dell’idea dietro la campagna kickstarter: trova abbastanza fondi così da rendere fattibile per un grande produttore di adattare i macchinari alla nuova tecnologia. Tuttavia, sono sicuro che questa maglietta sarà in grado di farti offrire qualche giro di bevute, o un po’ di conversazioni interessanti al bar o nei club

Il nero di Viperblack si nota di più di giorno o di notte?
Decisamente di giorno, è lì che vedi la differenza maggiore.

L’idea della maglietta è bella, ma l’inverno sta arrivando. State pensando anche di realizzare una giacca?
Mi piace l’accenno a Game of Thrones (ride). Il primo capo che realizziamo con il Viperblack è una maglietta di cotone, perché abbiamo pensato fosse accessibile a tutti. Comunque sì, siamo attualmente al lavoro su nuovi stili e tessuti.

Chi sono i vostri sostenitori su Kickstarter e perché hanno creduto in voi?
Le persone che ci hanno sostenuto sono molto diverse tra loro: c’è gente che viene da hip hop, metal, critica d’arte, goth, moda, health goth, architettura o techno variant. Ci sono anche dei ninja. Vuol dire che hanno ragioni molto differenti per comprare la maglietta. C’è chi vuole sembrare più magro, c’è chi vuole avere una bella storia da raccontare.

 

Più nero del nero  Viperblack è il tessuto più nero del nero

 

Le FAQ su Viperblack

Il Viperblack appare più nero degli altri tessuti neri per il fatto che riflette pochissima luce. Abbiamo scavato nell’AMA su Reddit (AMA sta per “Ask Me Anything“, una discussione online dove un utente risponde a qualsiasi domanda) di Gabriel Platt per tirare fuori tutte le informazioni utili sul prodotto.

Come funziona? In pratica è una trappola fotonica, cioè un materiale che trattiene molta più luce del normale e non la lascia rimbalzare verso l’esterno. È ispirata alle scaglie della vipera del Gabon, che mostrano uno dei tassi di riflessione della luce più bassi in circolazione.

 

La vipera del Gabon e le sue scaglie  La vipera del Gabon e le sue scaglie che riflettono pochissima luce

 

Chi lo realizza? Il Viperblack sarà prodotto in Baviera da una azienda specializzata in tessuti d’alta moda.

Dove si può comprare? La maglietta sarà spedita per marzo 2016 ai sostenitori della campagna Kickstarter che hanno versato almeno 69 euro. Successivamente sarà venduta online, ma a un prezzo più alto.

È antiproiettile? No, ma Gabriel Platt si è informato in giro per sapere quali sono le caratteristiche dei tessuti antiproiettile come il kevlar – che sono però non sono ancora abbastanza leggeri. Gabriel suggerisce di studiare la seta di ragno artificiale per cercare di svilupparne la resistenza a tagli e impatti.

Ma quanto è nero? Il prototipo di Viperblack riflette il 50% di luce in meno rispetto ai principali tessuti neri di qualità. In teoria non ci sono limiti al concetto di “più nero”: ci sono gruppi di ricerca che stanno lavorando a un materiale ancora più nero ispirato a uno scarabeo. In realtà, un materiale di colore nero quasi assoluto esiste già, il Vantablack, ma non può essere indossato perché potenzialmente cancerogeno – oltre che costosissimo.

È elastico? No.

Come mai il prezzo è così alto? Per vari motivi: il design è molto curato (Phoebe lavora anche come designer per Adidas) e la produzione sarà certificata in modo da rispettare l’ambiente, la qualità dei materiali e del lavoro.

Per realizzarlo si uccidono serpenti? No.

La maglietta fa molto caldo quando si sta al sole? Sì, secondo i calcoli di Gabriel il Viperblack dovrebbe scaldarsi il 40 per cento in più rispetto a una maglietta nera qualunque. Tuttavia, i due designer stanno lavorando anche a una versione del tessuto che trattenga più o meno lo stesso calore di una t-shirt di cotone.

Sarà venduto anche per capi sportivi? Gabriel si è semplicemente limitato a dire che molto probabilmente il Viperblack è già ben noto alle aziende che producono capi sportivi. Staremo a vedere.

Ma com’è dal vivo? Non è facile rendere l’idea di quanto nero sia il Viperblack, soprattutto perché gli schermi dei computer sono troppo luminosi, anche da spenti. Una delle idee di Gabriel per rendere l’idea di ‘nero’ di Viperblack è appunto quella di spegnere alcuni pixel dello schermo. Ci stanno lavorando su.

 

Quanto è nero il nero?  Quanto è nero il nero?

 

Scolorisce in lavatrice? Sì, come tutti i tessuti. Tuttavia, anche da scolorito, il Viperblack sarà comunque molto nero. Qualche consiglio: usate detersivi per i capi scuri e lavate a 40°C. Oppure andate da un lavasecco.

Si potrà comprare il tessuto? Sì, Gabriel ha detto che stanno pensando a un modo per commercializzare il Viperblack al metro per chi fa sartoria su misura.

Il tessuto sarà venduto anche ai militari? No, i due designer si oppongono al fatto che il Viperblack possa essere utilizzato dagli eserciti.

Dove posso vederlo dal vivo? Il Viperblack dovrebbe essere in mostra alla Paris Fashion Week nel 2016, ma non ci sono ancora date ufficiali.

È a prova di peli di gatto? No, purtroppo no.

Ci sono altri progetti in arrivo? Phoebe sta pensando a realizzare anche dei burka in Viperblack, ma più a livello artistico che commerciale. Il discorso provocatorio alla base del progetto sarebbe quello di sensibilizzare le persone sulla condizione femminile, insistendo sul fatto che il tessuto più nero del nero “farebbe diventare le donne ancora più invisibili.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari StencilNoire StencilNoire, classe ’75, vive e opera in un paesino del sud Italia, Massafra, dove le problematiche socio-culturali danno spunto quotidiano alle sue opere. Veterano dell’uso del colore, sin da bambino ha fatto dell’arte la sua più grande passione, sperimentando tutte le tecniche artistiche, dai colori a olio, al carboncino, all’aerografo, approdando, nel ’95, nella cultura dello stencil e dello sticker. Ha partecipato a numerosi eventi, sia a livello personale, che col gruppo «South Italy Street Art», del quale è co-fondatore. Fra gli ultimi eventi si annoverano le partecipazioni allo Jonio Jazz Festival, svoltosi a Faggiano (TA), al Calafrika music Festival svoltosi a Pianopoli (CZ), e a Residence Artistic in Country Secret Zone, un esperimento artistico di Street Art chiamato «Torrent 14» organizzato da Biodpi in collaborazione con Ortika, svoltosi a Sant’Agata de’Goti. Vincitore della giuria artisti del 1° Concorso Internazionale d’Arte su Vinile, organizzato dall’associazione Artwo in collaborazione con Ortika Street Art Lovers, dedicato a Domenico Modugno, in occasione dei 20 anni della sua scomparsa. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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