Society
di Claudia Mazziotta 23 Aprile 2020

Singapore: quando il nastro adesivo per promuovere la distanza sociale diventa un elemento architettonico niente male

Il nastro adesivo diventa elemento architettonico a Singapore, stravolgendo, in alcuni casi anche positivamente, l’architettura pubblica della città con linee, cerchi e altre forme geometriche. Un piacevole effetto collaterale alla promozione del distanziamento sociale

Per promuovere il distanziamento sociale, i residenti di Singapore hanno cominciato ad usare nastro adesivo colorato per delimitare molte aree comuni, come parchi e centri commerciali ma anche bar, stazioni e bagni pubblici. I nastri adesivi sono apparsi davvero ovunque, e spesso il risultato è stato quello di aver arricchito e trasformato l’architettura pubblica. Un effetto imprevisto collaterale che, in alcuni casi, non è affatto male.

 

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Soprattutto sui pavimenti, i nastri adesivi luminosi indicano il punto in cui rimanere in attesa del proprio turno per servirsi al bancone, al McDonald’s o in libreria. Sui tavoli, sulle panchine, sui gradini ci sono delle “X” che indicano dove non puoi prendere posto o dove non puoi posare le tue cose. I nastri adesivi sono ovunque, in ascensore e anche in palestra, dove i rettangoli sul pavimento indicano quale è la tua postazione per allenarti e fare i tuoi esercizi.

Si tratta di misure di sicurezza, tuttavia, l’effetto è stato quello di aver trasformato l’architettura pubblica anche in senso positivo: il nastro stesso, con le sue aggiunte geometriche, le sue frecce, le linee, diventa parte integrante degli spazi pubblici ed elemento architettonico.

L’account @tape_measures ha raccolto le foto di questi luoghi stravolti dalla necessità di mantenere la distanza sociale l’uno dall’altro.

 

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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