La Formula Uno è uno degli sport più seguiti e apprezzati in tutto il mondo, tuttavia nelle ultime ore è finita sotto l’occhio del ciclone per un’indagine della Guardia di Finanza di Bologna.
Quest’ultima ha in effetti avviato accertamenti sulle scuderie straniere dopo le gare di Formula Uno disputate a Monza e Imola, ma anche al Mugello. In poche parole, facciamo riferimento a Gran Premi disputati dal 2020 al 2025.
Stando a quanto trapelato dalle informazioni raccolte dal Resto del Carlino, le forze dell’ordine stanno valutando presunte omissioni al fisco italiano da parte dei team evidentemente coinvolti, e in particolare sulle imposte dei redditi prodotte dai piloti stranieri durante le corse disputate in Italia negli ultimi anni. Le informazioni sono venute fuori grazie soprattutto all’esposto presentato dall’avvocato Alessandro mei. a giugno 2025.
Il Fisco indaga la F1: nl mirino i team stranieri
L’indagine è appena iniziata, tuttavia in caso di accertamenti in merito a quanto svelato ultimamente, sarebbero centinaia di milioni di euro quelli omessi dagli amari protagonisti di questa vicenda. Nell’occhio del ciclone sono finiti soprattutto i team che non risiedono in Italia e che avrebbero evitato di versare al fisco italiano le imposte ottenute attraverso il lavoro dei piloti, e quindi grazie alle gare disputate sul territorio italiano. I piloti di F1 vengono considerati lavoratori autonomi, stando alla legge italiana.

Questo significa che i versamenti devono essere realizzati attraverso il lavoro delle scuderie alle quali tali professionisti appartengono. Non solo la Guardia di Finanza di Bologna, anche la Corte dei Conti di Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana hanno avviato diversi accertamenti a riguardo. E non è tutto. Secondo quanto riportato da RacingNews365, è stata avviata un’indagine anche su ogni singolo pilota di F1 presente e passato, anche se nessuno di loro – e i team – siano mai stati interessati al pagamento delle imposte.
Il Fisco ha contattato diversi piloti per chiedere la dichiarazione dei redditi del 2025. L’obiettivo effettivo è quello di riscuoterele tasse non pagate negli anni precedenti. Ovviamente, dove questo è possibile. Se l’importo non pagato superasse i 50.000 euro, i piloti sarebbero chiamati ad avere a che fare con un reato vero e proprio. E quindi, verrebbe avviata una operazione di recupero tasse dalla quale sarebbe impossibile fuggire, con le dovute sanzioni da considerare. Per dire cosa effettivamente accadrà bisogna aspettare ancora un bel po’. Certo è che questa notizia ha posizionato la F1 vicino a un mirino dal quale è difficile nascondersi. Almeno sul suolo italiano.
