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4 ragazze africane creano un generatore elettrico alimentato a pipì

Per la serie “da qualche parte il futuro qualcuno lo sta già inventando”

Avete presente tutti i luoghi comuni sull’arretratezza tecnologica e culturale del Continente Nero? Bene, siate pronti a buttar (letteralmente) nel cesso tutto quanto, senza nemmeno il bisogno di tirare l’acqua che come chi ben sa essendo abituato a non averne, è un bene più che prezioso. E poi non serve per creare elettricità, per quella basterà la pipì che avete appena fatto. Non ci state capendo nulla? Forse perchè non è cosa di tutti i giorni trovarsi di fronte a oggetti che potrebbero cambiare radicalmente la società in cui viviamo, e farlo con l’intelligenza dell'(apparente) semplicità. Quando poi le inventrici sono 4 ragazze africane nemmeno adolescenti, allora proprio qui a DailyBest non capiamo più nulla.

Stiamo parlando di Duro-Aina Adebola, Akindele Abiola, Faleke Oluwatoyin e Bello Eniola che hanno inventato un generatore elettrico alimentato a urina e l’hanno presentato alla recente Maker Fair Africa (che sembra essere una vero punto nodale e vitale di scambio e ricerca, più che la solita vetrina per ricchi che giocano a fare gli startupper)

Come funziona?

  • L’urina viene messa in una cella elettrolitica, che rompe l’urea in azoto, acqua e idrogeno.
  • L’idrogeno entra in un filtro per la purificazione dell’acqua, che poi viene spinto nel cilindro del gas.
  • La bombola di gas spinge l’idrogeno in un cilindro di borace liquido, che viene utilizzato per rimuovere l’umidità dal gas idrogeno.
  • Questo gas idrogeno purificato viene spinto nel generatore.

Risultati? Notevoli: con 1 litro di urina si possono avere 6 ore di elettricità.

Ok, l’impatto che un progetto del genere può avere se sviluppato e diffuso su larga scala in un continente come quello africano è incommensurabile, però provate a non fare gli schizzinosi e immaginatevi le applicazioni su larga scala anche in Europa, immaginatevi che ne so dei pisciatoi del genere attrezzati all’Ocktober Fest… ci puoi illuminare l’intera Europa per 1 mese, altro che crisi energetica.
Spettacolo.

 

Stefano Disastro

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