I pacemaker sono quei dispositivi che vengono inseriti sotto pelle a certi pazienti per stimolare il cuore a battere più veloce e/o regolarmente. Questi aggeggi hanno raggiunto ormai un’ampia diffusione e sono anche abbastanza evoluti tecnologicamente da poter essere infettati da virus informatici. Un esperto di sicurezza ha scoperto che i pacemaker, tramite un virus informatico, possono essere utilizzati per dare impulsi mortali a chi li porta, oppure possono essere utilizzati per trasportare programmi pericolosi ed infettare altri pacemaker nel raggio di 10 metri.
Immaginate questo scenario (possibile plot per un film per Italia 1 o per una puntata di NCIS): un hacker in un ospedale infetta quotidianamente i pazienti con pacemaker stando nella sala d’attesa col suo pc. Il suo virus funziona in modo da propagarsi ad altri pacemaker così ogni volta che un paziente infettato si avvicina a 10 metri da un’altra persona col pacemaker anche quella viene infettata. Un anno dopo ad un’ora e data prefissata tutti i pacemaker infettati manderanno raffiche di impulsi e uccideranno tutti i pazienti, se l’ispettore di turno non si muoverà a scoprire il piano del serial killer.
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