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Tutto quello che c’è da sapere sul canone Rai in bolletta

Il canone RAI in bolletta

Secondo quanto ha comunicato il Ministero dello Sviluppo economico e dell’Economia, il decreto attuativo che inserirà il canone RAI all’interno della bolletta della vostra utenza elettrica è in dirittura d’arrivo e si pagherà da luglio 2016 direttamente in bolletta.

Come sapete, si tratta di un argomento molto complesso e spinoso, sia per le polemiche  scatenate all’interno del dibattito politico  – in primis  dal Movimento Cinque Stelle – sia per problematiche pratiche e organizzative: l’operazione comporterà costi di gestione notevoli alle società elettriche che dovranno attrezzarsi a tale cambiamento e all’Agenzia delle Entrate che si occuperà della riscossione della tassa e dei rimborsi dovuti nel caso questa non venga applicata correttamente.

A peggiorare la situazione c’è il fatto che l’intero sistema si basa sulla famiglia anagrafica la cui individuazione – come ha dichiarato lo stesso Paolo Savini, direttore gestione tributi dell’Agenzia delle Entrate – “risulta particolarmente complessa”. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Chi deve pagare il canone in bolletta?
Tutti quelli che posseggono una televisione e, secondo la Legge di Stabilità 2016, “la detenzione di un apparecchio la si presume nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica”. Vuol dire che il canone sarà inviato a tutti gli intestatari di un contratto elettrico, i problemi che ne potrebbero derivare sono facilmente immaginabili: se l’intestatario della fornitura è defunto l’Agenzia delle Entrate dovrà risalire al coniuge o al parente a cui indicare la voltura, se è una casa multi-familiare con un solo contatore della luce ma con più famiglie anagrafiche, ci sarà da capire come far pagare il canone, e quante volte; stessa cosa vale se un titolare di un’utenza elettrica ha affittato temporaneamente la sua casa a persone non residenti. Tutte queste possibili problematiche saranno gestite dall’Agenzia delle Entrate che si preoccuperà anche di eventuali rimborsi, entro 45 giorni, tramite un accredito sulla prima fattura utile.

Riguardo alle seconde case non ci sono novità: se avete una seconda abitazione con un televisore non dovete pagare un secondo abbonamento. Stessa cosa vale per chi possiede un computer o un televisore vecchio purché senza decoder, in entrambi i casi il canone non va pagato. Attenzione però se usate un monitor come schermo del computer, o collegato a un videoregistratore per vedervi qualche vecchio VHS, secondo la Rai dovete pagare. Non lo pagano neanche le persone che, dai 75 anni in su, hanno un reddito non superiore agli 8000 euro annui.

 

Una vecchia TV, Photo by Rene Asmussen

Come si paga, quanto si paga, quando si paga?
L’importo vi verrà addebitato direttamente sulla bolletta elettrica e sarà specificato chiaramente con una voce dedicata. Il costo è stato abbassato da 113 a 100 euro all’anno, divisi in 10 rate. Si inizierà a pagare il canone dal prossimo 1° luglio 2016, la prima rata comprenderà anche quelle dei mesi precedenti (da gennaio e giugno), in seguito si procederà con le rate diluite normalmente.

E se non ho il televisore?
Se non avete il televisore dovete presentare ogni anno un’autocertificazione entro il 30 aprile. Potete farlo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno indirizzata a: Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale 1, Sportello Sat, Corso Bolzano n. 30, 10121, Torino. Oppure tramite posta certificata a: DP.1TORINO@PCE.AGENZIAENTRATE.IT. A quel punto cosa succederà? “L’Agenzia delle Entrate passerà i dati su chi ha richiesto l’esenzione dal canone all’Acquirente Unico – la società garante delle connessioni elettriche – e il canone televisivo non sarà immesso nella bolletta”, spiega Repubblica.

Sandro Giorello

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