Dopo il grande successo di Lo chiamavano Jeeg Robot, il regista Gabriele Mainetti ha presentato al Festival di Venezia il suo nuovo progetto: non un film, ma un cortometraggio dal titolo Ningyo, scritto dal fido Nicola Guaglianone. Il corto è stato prodotto da Renault come parte della campagna di lancio della nuova Renault Scenic.
Non aspettatevi una storia ambientata all’interno di una macchina, il legame con lo sponsor è infatti dato dalla caratteristica principale del corto, modulabile come gli interni dell’auto: il film è infatti diviso in tre segmenti che lo spettatore può montare come vuole. Una possibilità di personalizzazione assoluta, che porta però sempre a una storia di senso compiuto, per quanto differente a seconda delle scelte.
La storia, interpretata da Alessandro Borghi (già in Suburra e in Non essere cattivo) e Aurora Ruffino (La solitudine dei numeri primi e Braccialetti rossi), parla di una sirena e di un salvataggio. È una storia d’amore che può diventare anche una condanna, a seconda di quale episodio mettete all’inizio e quale alla fine.
Dopo i cortometraggi Basette e Tiger Boy, dopo l’enorme successo avuto con Jeeg Robot, Mainetti presenta un’altra storia che mischia la vita di tutti i giorni col fantastico. La bella sirena sofferente infatti ha le branchie sul collo, non riesce a respirare fuori dall’acqua e sembra stia scappando da un ristorante di sushi che la vuole servire ai propri clienti, quindi chiede aiuto a un avventore per essere riportata in mare aperto.
Niente a che vedere con Splash – Una sirena a Manhattan, il classico anni ’80 con Tom Hanks e Daryl Hannah però. Qui le atmosfere sono cupe, ansiogene e oscure.
Potete giocare a comporre e scomporre Ningyo sul sito di Renault Scenic. È il momento di diventare montatori e di vedere che piega prende il film grazie al nostro apporto.
Se invece volete saperne di più sui progetti futuri del regista, potete leggere la nostra intervista.
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