TV e Cinema
di Simone Stefanini 15 Gennaio 2016

Arriva al cinema Creed: i 10 peggiori avversari di Rocky

Per arrivare all’ultimo, film Stallone ha dovuto affrontare un sacco di cattivi

Se uno nasce per tirare cazzotti, non può smettere. Rocky Balboa è il più celebre pugile della storia del cinema, quello che si è trasformato in icona nel momento stesso in cui sono partiti i titoli di coda del primo film del 1976. Un film perfetto nella sua classicità, nel suo infilare al millimetro il continuo oscillare tra caduta e riscossa, tra sofferenza e conquista. Elementi da applicare al mondo della boxe, certo, ma anche alla vita personale di Rocky. Creed, settimo film della saga in uscita in questi giorni in Italia, si inserisce perfettamente in scia ai precedenti: se nell’ultimo Rocky Balboa (2006) si raccontava dell’improbabile match tra un sessantenne Rocky-Sylvester Stallone e un avversario che aveva ovviamente meno anni di lui, in Creed la verosimiglianza è superiore. Rocky Balboa è infatti un semplice ristoratore, che porta avanti l’attività fondata dalla moglie Adriana prima di morire e conduce una vita di sostanziale solitudine: l’arrivo in città di Adonis Creed (Michael B. Jordan, sì si chiama davvero così), figlio del mitico Apollo Creed, lo convince a tornare in palestra per allenarlo, complice anche il senso di colpa per la morte del padre.

 

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Poco importa come vada a finire il film, quello che conta è ovviamente il percorso di crescita del giovane e del vecchio, il primo alle prese anche con la sua Adriana (una musicista stile FKA Twigs, interpretata da Tessa Thompson), il secondo impegnato a tirare cazzotti a un linfoma. Chiunque vada a vedere Creed sa di doversi aspettare un film classico in tutte le sue componenti, con una sceneggiatura vecchio stile e una regia che non si perderà mai in svolazzi di alcun tipo. E il regista Ryan Coogler questo offre, con in più l’ottima capacità di citare gli altri titoli, senza però superare mai il limite del buon gusto: valga su tutto l’esempio di Eye of The Tiger, che sembra sempre sul punto di partire, ma non entra mai davvero nella colonna sonora. Il Golden Globe vinto da Stallone è stra-meritato e Creed è il film giusto al momento giusto: un reboot che non è un reboot e che dà nuova energia alla saga.

Per aiutarvi a entrare nell’atmosfera del film, abbiamo pensato di fornirvi una classifica con i migliori cattivi incontrati da Rocky Balboa nella sua carriera. Con qualche sorpresa.

 

10) Adriana (Rocky 1-2-3-4-5)

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Occorre ricordare che il primo film di Rocky, scritto dallo stesso Stallone, è un capolavoro della storia del cinema e che la storia d’amore tra Rocky e Adriana è tra le più dolci che si siano mai viste. L’unione di due perdenti che insieme diventano una cosa sola, migliore dei singoli. Sta di fatto che nei film seguenti, Adriana è un accollo che è lì solo per dire alla fine di ogni film “Ti amo” a Rocky in versione splatter. Tranne nel terzo episodio, in cui si ripiglia dal coma e dice a Rocky “Vinci”. I brividi. Talia Shire, l’attrice, è sorella di Francis Ford Coppola, zia di Sofia e di Nicolas Cage e madre di Jason Schwartzman.

 

9) Le carcasse di vitellone (Rocky 1)

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Nel mattatoio dove lavora il cognato ubriaco e invidioso Paulie, Rocky si allena frollando a mani nude le carcasse di manzo o di vitellone che sono appese ai ganci. Rocky ha sempre avuto avversione per le bestie, vi ricordate la scena in cui rincorre la gallina? L’unico animale che ha amato è Buktus, che per esigenze di budget era anche il vero cane di Stallone.

 

8) Brigitte Nielsen (Rocky 4)

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La bella Brigitte sul set interpretava la moglie di Ivan Drago ma nella vita, in quel periodo, era la vera moglie di Stallone, che l’ha voluta come partner anche in Cobra, un film violentissimo in cui Stallone interpreta il poliziotto che dice “Tu sei il male e io sono la cura”. Ecco, dopo quell’esperienza hollywoodiana abbiamo rivisto Brigitte Nielsen in Fantaghirò, al Festival di Sanremo di Pippo Baudo e pure come guest in Un posto al sole. È apparsa in un video dei Korn e ha partecipato al reality La Talpa, ma una delle ultime immagini la ritraevano sbronzissima mentre sboccava in un parco di Los Angeles. Possiamo dire che anche in questo caso, ha vinto Rocky.

 

7) Quello col mullet in strada (Rocky 5)

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Dopo l’epica di Rocky 4, fare il 5 è stato un errore di quelli colossali. Siamo nei 90s, e a nessuno frega più niente dei muscoli, ora c’è la depressione. Stallone s’inventa una roba tipo che lui fa l’allenatore di un pugile col mullet, ma poi litigano e c’è un combattimento finale in strada, in cui vince Rocky. Cioè, nemmeno la classica scena del ring, in strada come i tossici. Ad oggi è logicamente il peggiore della serie.

 

6) Hulk Hogan (Rocky 3)

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Nel terzo episodio Rocky è diventato borghese, va a giro in pelliccia, guida i macchinoni e gira le pubblicità. In questo contesto pretty 80s accetta di fare un incontro con il campione di wrestling Labbra Tonanti, interpretato da un Hulk Hogan di 4 metri e mezzo, in confronto al povero Stallone, che ne prende veramente tante. Thunder Lips fa lo smargiasso ma poi in segreto dice a Rocky che fa tutto parte dello spettacolo, facendo rimanere male noi piccoli che al Wrestling ci credevamo davvero.

 

5) Quello giovane contro cui combatte da vecchio (Rocky Balboa)

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Se non avete visto Rocky Balboa, il sesto episodio della saga perché vi fa pena vedere un vecchio fare la boxe, avete fatto una cazzata. In realtà il film è uno dei più belli della saga ed è anche una riflessione sul senso della vita. Si apre con Rocky vedovo ed ex pugile, che ha un ristorante in cui ammorba i clienti su quanto era figo quando era sul ring. Finisce con un incontro taggato HBO in cui sfida il campione del mondo, che non è troppo carismatico, ma tanto c’è Stallone, che basta e avanza. Lacrime vere.

 

4) Apollo Creed (Rocky 1-2-3-4)

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Il true king dei pugili neri coi baffi, il James Brown con gli addominali. Sicuro di sé, spavaldo oltre ogni dire nel primo episodio, in super paranoia nel secondo, dopo le lettere dei fan che lo accusano di aver vinto truccando l’incontro con Rocky. Fa la rivincita, perde e si ritira. Nel terzo, il film sulla boxe più gay friendly della storia, epica è la corsa in spiaggia con un Rocky appesantito che deve suo malgrado fare il culo a Mr. T. Rocky e Apollo si allenano e poi si abbracciano vigorosamente, un perfetto incipit per un omoporno.

 

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Purtroppo nel quarto episodio della saga, dopo aver fatto lo show con James Brown quello vero, verrà ucciso dai pugni di ferro di Ivan Drago e Rocky si assumerà la responsabilità di non aver gettato la spugna, seguendo le volontà dell’amico. Poi lo piangerà in una scena iconica degli anni 80 con la musica di There’s No Easy Way Out di Robert Tepper, al quale chiesi l’amicizia su Facebook solo per quel pezzo lì.

 

3) Ivan Drago (Rocky 4)

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Io ti spiezzo in due. La frase più mitica degli anni 80, detta da Ivan Drago, il cattivo per antonomasia. Non parla la tua lingua, non prega il tuo dio, non si allena coi tuoi metodi, è in America solo per spaccarti il culo. Ci riesce con Apollo ma non con Rocky. In realtà l’attore Dolph Lundgren è un ingegnere chimico patatone svedese, come si evince dalla foto omoglam qui sopra. È rimasto amico di Stallone che l’ha voluto accanto in tutti gli Expendables, i film oggettivamente più belli degli ultimi anni.

 

2) Il Comunismo (Rocky 4)

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Il Partito Comunista, teorizzato da Marx e Engels, messo in pratica da Bakunin, Lenin e Stalin è stato sconfitto nel 1984 da Rocky. Non crediate alle fregnacce sulla caduta del muro di Berlino, quando Rocky sconfigge Ivan Drago la notte di Natale in Russia, segna anche la fine del Partito. Il film infatti finisce con i russi che inneggiano a Rocky, che sfigurato dai cazzotti esclama: “Se io posso cambiare, tutto il mondo può cambiare”, facendo sognare ai russi le tute Adidas delle quali vanno ghiotti oggigiorno.

 

1) Mr. T (Rocky 3)

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Il più cattivo di tutti, il nero del ghetto, super grosso e mai simpatico, nemmeno in una scena. Sfida il Rocky rincoglionito e borghese del terzo episodio, quello che poi dovrà ritrovare gli occhi della tigre dell’omonima canzone dei Survivor. È stato l’unico attore con sui Stallone non ha legato perché sul set picchiava davvero. Prima ancora di diventare il duro bonaccione dell’A-Team, Mr. T faceva paura sul serio. Alla fine vince Rocky, giusto per esigenze di copione, ma è quello che ci fa più paura.

 

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