Esistono centri di disintossicazione per curare la dipendenza da Netflix

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Che Netflix fosse una droga potevamo sospettarlo, ma così, un po’ per dire, per fare del sarcasmo. Poi abbiamo letto un articolo su Mic.com e siamo basiti. Netflix, con la sua app perfettamente funzionante, coi suoi contenuti divisi per genere, con la sua facilità di utilizzo e soprattutto col rilascio delle serie tv in binge watching, può creare una seria dipendenza, che non fa ridere per niente.

Hilarie Cash è una counselor di salute mentale specializzata in dipendenze da internet o dalla tv ed è co-fondatrice del centro di riabilitazione reSTART, in cui opera personale qualificato per curare la dipendenza da Netflix.

 

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Definiamo tale dipendenza: durante le maratone di serie tv, in cui senza rendercene neanche conto, stiamo molte ore davanti allo schermo a seguire storie di fiction, sviluppiamo una tolleranza sempre più alta all’esposizione e il cervello è continuamente sovrastimolato. Quando guardiamo Netflix cerchiamo distrazione ed emozione immediata e quando tre ore davanti allo schermo non bastano più, allora ne vogliamo quattro, poi cinque e così via. Dormiamo di meno, facciamo minore vita sociale o familiare, ci svegliamo in ritardo per andare a scuola o a lavoro, abbiamo minor cura di noi stessi.

 

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La dipendenza da Netflix sta diventando prevalente per via della quantità illimitata di accesso ai contenuti e per la possibilità di usufruirne ovunque, su ogni tipo di device, dallo smartphone alla tv. Se siete genitori con un certo tipo di dipendenza dallo streaming, i vostri figli tenderanno a emularvi.L’impatto sulla cultura popolare è enorme e il problema sta crescendo a vista d’occhio.

La dipendenza da Netflix non è ancora stata inserita nel Manuale dei Disordini Mentali, ma molti centri si stanno attrezzando per curare questa nuova malattia. Di solito i pazienti devono stare dai 45 ai 90 giorni senza guardare nessun contenuto, devono fare attività fisica e dormire, mangiare sano, imparare nuove abilità e parlare con un tutor per capire il motivo della caduta nella dipendenza.

 

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Per alcuni pazienti questa fase non è sufficiente e sono costretti per un breve periodo a vivere in appartamenti senza tv, internet, computer o smartphone. Per quelli che non possono permettersi i centri di recupero, i consigli di Cash sono due: farsi il cold turkey (la ròta, in gergo) oppure smettere gradualmente. Nel primo caso succede proprio come nella disintossicazione con gli assuefatti da sostanze stupefacenti, il paziente smette da un giorno all’altro e fronteggia tutte le conseguenze, fino a liberarsi del tutto dalla dipendenza (ma ci vuole una volontà di ferro), mentre il secondo caso prevede una serie di regole autoimposte, ma anche app che limitano l’uso di Netflix, fino ad arrivare a smettere del tutto.

 

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Il punto di ogni terapia è far capire al paziente che la propria vita può essere interessante anche fuori dallo schermo, basta concentrarsi sulla propria e non su quella dei personaggi delle serie tv.

 

[via Mic]

 

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Simone Stefanini

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