Inizia ad avere contorni grotteschi la lavorazione del film che Katryn Bigelow girerà sulla caccia a Osama Bin Laden e che al momento ha come titolo di lavorazione Zero Dark Thirty.
Primo problema. La produzione del film avrebbe voluto girare in Pakistan, dove è avvenuto il blitz che ha portato alla morte di Osama Bin Laden, ma ha ricevuto un secco no dalle autorità locali, che, comprensibilmente, vogliono separare il nome del Pakistan da quello dell’ex leader di Al Qaeda.
La soluzione più ovvia è stata quella di superare il confine e spostare il set in India.
Secondo problema. India e Pakistan non sono esattamente i migliori vicini di questo mondo. Ecco allora che qualche gruppo di fondamentalisti indù non ha mandato giù il fatto che venisse ricreata sul suolo indiano la città pachistana di Lahore, con tanto di bandiere e insegne. Da qui proteste, urla e strepiti.
Al momento la produzione continua, nella speranza che le proteste continuino a essere solo simboliche.
Ma non è tutto. Prima ancora di arrivare in India, infatti, il film era stato preso di mira il politico repubblicano Peter King, spaventato dal fatto che la CIA avesse dato per sbaglio alla Bigelow informazioni top secret sull’uccisione di Bin Laden.
Non male, come tabella di marcia.
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