Abbiamo visto Gomorra 2 e vi spieghiamo perché è la miglior serie del momento

Siamo andati alla presentazione della seconda stagione. E ci è piaciuta moltissimo

Gomorra 2 ciro skyatlantic.sky.it - Ph. Emanuela Scarpa

 

Quando in sala si scopre che c’è Roberto Saviano si crea immediatamente un folto gruppo di persone che si schiaccia tra le poltrone per fotografarlo con il cellulare mentre quelli che rimangono seduti continuano ad applaudire per un paio di minuti buoni. Come era prevedibile, sarà lui a monopolizzare l’attenzione e buona parte delle domande.

Si parla delle recenti polemiche con Matteo Renzi, di camorra, dei possibili obiettivi pedagogici dell’arte, di come era vista la mafia ai tempi del governo Berlusconi e di come la si vede ora. In pratica non si parla quasi per niente della serie Gomorra 2, della potenza che ha avuto nel raccontare la mafia e di quella che avrà in futuro, una volta che sarà nuovamente tradotta ed esportata in tutto il mondo. Una cosa, però, Saviano la spiega bene.

Il lavoro complicato che ci siamo posti è quello di sparigliare” – racconta l’autore di Gomorra – “essere diversi rispetto a tutto quello che è successo prima, e non mi riferisco solo alla tv italiana ma anche al crime internazionale. Gomorra mette in pratica il meccanismo neorealista: nei film o nelle serie tv è quasi impossibile raccontare i vari meccanismi, come funziona un appalto o come si apre una piazza di spaccio, ad esempio. Di solito queste cose vengono sintetizzate, compresse o, in alcuni casi, ignorate. Raccontando le cose, invece, tu eviti un giudizio morale: non le denunci, le racconti. Ti emancipa dal contesto: non si racconta solo la storia di Napoli, si sta raccontando una storia di potere, di famiglie, di economie che prendono forma. Così capisci che ti riguarda, a prescindere dal posto che tu abiti”.

 

Gomorra 2 pietro skyatlantic.sky.it - Ph. Emanuela Scarpa

 

Anche se pare interessasse a pochi, le due puntate che abbiamo visto sono delle vere bombe. Diverse tra loro ma entrambe con una carica emotiva forte che va ben oltre quello che mi aspettavo. Partiamo dalla prima: ti prende in contropiede perché sembra che non succeda nulla per tutti i cinquanta minuti. Ciro è scappato dopo la sparatoria, gli accordi con Conte procedono ma non sono queste le cose principali da raccontare.

 

Gomorra 2 Ciro-e-conte skyatlantic.sky.it - Ph. Emanuela Scarpa

 

C’è una realtà quotidiana fatta di piccoli gesti, attese, notizie che arrivano e poi altre attese. C’è l’emblema della Repubblica Italiana, in un ufficio di polizia, che incornicia con la sua stella a cinque punte gli interrogati manco fossero santi e ci sono interrogatori che si risolvono in poche frasi banali.

 

Gomorra 2 Patrizia skyatlantic.sky.it - Ph. Emanuela Scarpa

 

Ci sono i morti e le macchine incendiate ma tutto è avvolto da una normalità inquietante, quasi noiosa. Le inquadrature, poi, sono da documentario: ci sono alcuni scorci particolarmente affascinanti ma, la maggior parte delle volte, sono case brutte e non molto di più.

Si accumula un senso di ansia strano, continuo, che ha dei crescendo particolarmente violenti ma non è il tratto più importante. La sua miglior qualità sta nel saperti raccontare la condizione emotiva e sentimentale dei protagonisti con un senso di realtà che ti lascia senza parole.

 

https://www.youtube.com/watch?v=u_xYmcGLda4

 

Nella seconda puntata, invece, cambia tutto: ci si sposta a Colonia, dove Genny incontra per la prima volta il padre dopo che è evaso dalla prigione. Si inaugura così il tema ampiamente spoilerato nel trailer: il conflitto tra i due Savastano per stabilire chi sarà a governare il loro regno. Con grande maestria si evita subito la macchietta: non è solo la storiella del figlio che vuole rendere orgoglioso il padre o del problema dell’ambivalenza tra la sete di potere ed i legami di sangue, qui abbiamo una grandissima storia, aperta a molte chiavi di lettura e, soprattutto, a innumerevoli sviluppi o colpi di scena.

E ci viene presentata con le immagini del grande cinema: dove le luci delle stazioni di servizio sembrano astronavi intergalattiche e si resta stupiti da immagini enormi e bellissime, ricavate da semplici depositi abbandonati.

 

Gomorra 2 pietro-e-genny skyatlantic.sky.it - Ph. Emanuela Scarpa

 

E questa capacità di mescolare una poetica dell’immagine con la cruda realtà è uno dei punti più importanti di Gomorra.

Ne ho parlato anche con Francesca Comencini – uno dei quattro registi coinvolti – le ho rubato due battute mentre si fumava una sigaretta fuori dal teatro: “Queste due anime che sottolinei tu sono proprio la radice quadrata di cosa ci siamo imposti. Perché ci deve essere un linguaggio comune, che è prendere degli elementi dalla realtà – le luci crude, acide, lo squallore quasi fantascientifico di alcuni luoghi – e amplificarli. Partire da un rigore documentaristico – stare sui posti osservarli, studiarli, capire come possono essere filmati – e poi amplificare tutto”. 

E aggiunge “È un tipo di poetica che io, Sollima e Claudio Cupellini abbiamo sempre considerato nostra e che poi è stata passata anche a Claudio Giovannesi, che è con noi da questa nuova stagione. Abbiamo fatto riunioni su riunioni, c’è stato un lavoro enorme prima di concepire una grammatica filmica. E poi, altra cosa importante, la direzione degli attori: tentare di comprendere, per quanto difficile, i sentimenti, i meccanismi, le sensazioni, le paure, la smania di potere o il senso di rivalsa di donne che sono schiacciate in un mondo di maschi. Riuscire a capire tutto questo e a restituirlo sullo schermo: non volevamo fare solo uno spettacolo d’intrattenimento, di violenza, di action, ma ottenere una profondità nel racconto dei sentimenti”.

Ed è il motivo per cui Gomorra è una delle migliori serie di questo momento (e non solo di questo momento).

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

15,00 €

Maglietta Better Days calligrafica

100% cotone Modello unisex Serigrafia con scritta "Better Days" creata da calligrafo Bizantino Perché c'è sempre bisogno di giorni migliori
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Martina Merlini

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
10,00 €

-GIGA +FIGA

100% cotone Maglietta nera Serigrafia con slogan minimalista per nerd con stile. Gli ordini saranno evasi dopo il MI AMI.
15,00 €

Giulia Bersani - lucciole

  Giulia Bersani, fotografa. Classe 1992, vive a Milano. Fotografie scattate al MI AMI festival 2016 Formato: 21x15 cm Numero Pagine: 48 (+4 copertina) Edizione limitata 100 copie numerate, titolate e firmate dall'autore "Mi piace osservare come musica e buio tirino fuori il lato più istintivo delle persone. Si perde un pò di autocontrollo e ci si lascia guidare dalle proprie emozioni. Io mi sono lasciata libera di inseguire quello che istintivamente mi attraeva, così ho trovato baci, voglia di vivere e colori." (Giulia Bersani)  
5,00 €

KIT SEMI "MI AMI Festival 2020": PASSIFLORA, PEPERONCINO, MELANZANA

Kit semi misti “MI AMI Festival 2020”, grafica disegnata da Alkanoids. Il desiderio che avresti voluto piantare. Il kit ufficiale contiene: Passiflora Cerulea La passiflora è avvolgente, come un partner impetuoso, i suoi rami rampicanti circondano qualsiasi supporto possano incontrare. Governata da Venere, è usata negli incantesimi d’amore per dominare la passione. Il suo profumo intenso, infatti si accentua la sera conquistando così ogni tuo senso. Nella simbologia floreale ha virtù protettive, posizionata dinnanzi un ingresso evita intrusione. Peperoncino Peter Pepper Noto per la sua forma fallica, il Peperoncino Peter Pepper vi sorprenderà con il suo carattere deciso, il sapore aromatico e un grado di piccantezza adatto anche ai palati più delicati. L’attitudine erotica esplode in una rapida fioritura bianca per dare poi presto spazio ai suoi frutti. Adatto alla coltivazione in balcone, nella tradizione popolare è infatti una pianta da possedere per realizzare rituali di seduzione. Melanzana Bellezza Lunga Dimenticati della classica emoji perchè quello che stai per piantare è una “bellezza lunga”. La Melanzana contenente nel tuo kit avrà un aspetto fiero della sua struttura: eretta, alta almeno 30 cm, con frutti polposi e pronti per essere gustati in estate. Come ogni spasimante che si rispetti, prima di donarsi al tuo palato ti porterà in dono dei fiori. Contiene desiderio, come è giusto che sia fatene l’uso che preferite. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
5,00 €

BEVANDA DEL DESIDERIO "MI AMI Festival 2020"

Lattina ufficiale “MI AMI Festival 2020”, grafica disegnata da Alkanoids. Contiene desiderio, come è giusto che sia fatene l'uso che preferite. La bevanda che avresti voluto bere.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Giò Pistone

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
35,00 €

Locandina de "Il Film del Concerto" di Andrea Laszlo De Simone

Locandina numerata e autografata del Film del Concerto di Andrea Laszlo De Simone con l'Immensità Orchestra, in triennale di Milano. L'illustrazione originale della locandina è a cura di Irene Carbone, illustratrice e fumettista torinese con studi alla Scuola Internazionale di Comics, dal 2015 nel duo creativo Irene&Irene e da tempo coinvolta nel progetto Andrea Laszlo De Simone per la realizzazione delle copertine dei dischi "Immensità" ed "Ecce Homo", i video d'animazione "11:43" e "Sparite Tutti", oltre ad aver ideato la creatività della cover digitale di "VIVO". Per “Il Film Del Concerto” ha realizzato a mano un'opera che riconduce al migliore immaginario cinematografico di Federico Fellini. L'opera sarà stampata in pochissime copie in edizione limitata, autografate dagli artisti.  
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >