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Compie 35 anni il cartone di He Man e i Dominatori dell’Universo

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Vi ricordate il cartone animato in cui He Man, un culturista ariano coi capelli della Carrà sfidava Skeletor, altro culturista di pelle blu con la faccia da teschio? Di sicuro se siete stati bambini a metà degli anni ’80 ne avrete vista almeno una puntata. Oggi, se andate su Netflix, troverete tutte le puntate  di He Man and the Masters of the Universe, la serie animata della Filmation nata per supportare le action figures della Mattel.

La sigla resta insuperabile, una fanfara di synth che farebbe crescere gli addominali anche alle meduse, per fare spazio alla spiegazione didascalica di come il Principe Adam sia diventato He Man quando, del tutto a caso (sono state elaborate molte teorie sul motivo, dai film ai fumetti), si è trovato sotto il Castello di Greyskull e ha urlato “Per il potere di Greyskull, a me il potereeee!”

 

 

I disegni, diciamolo pure, erano un po’ così, fatti con la mano sinistra. Proporzioni a caso, incertezze anatomiche, rigonfiamenti di muscoli là dove in natura non esisterebbero e così via, ma che gioia poter vedere i miei eroi in azione.

Da una parte i buoni: di He Man ne abbiamo già parlato, poi c’era Orko, un trollan, il giullare di corte che anima la linea comica dello show, seguito da Teela, l’amica del cuore di Adam/He Man, figlia di Man At Arms, il capo delle guardie di Re Randor e Sorceress, una maga che si trasforma in falco. Dalla parte dei cattivi, i miei preferiti in verità, oltre al succitato Skeletor, la sua servitrice Evil Lyn (con la quale a differenza di He Man, sospetto Skeletor facesse le zozzerie), Beast Man (l’uomo animale), Mer Man (il signore degli abissi), Trap Jaw, un mezzo umano mezzo cyborg e Tri Klops: la spia, l’infame.

 

La più bella uscita di scena di tutti i tempi

 

Ce ne sarebbero molti altri di protagonisti, ma meglio fermarci qui. Tenete presente che He Man ha anche altri nemici, venuti da altri tempi e altri mondi, come Hordak e Kobra Khan, con tutti i loro seguaci crudeli. Ha pure una sorella gemella, She Ra, che a sua volta si trasforma in supereroina per il cartone animato gemello, una specie di Masters per ragazzine.

 

Tutto ok.

 

Le caratteristiche del cartone dei Masters sono poche ma inequivocabili: i disegni sbilenchi, i tanti dialoghi e la poca azione, e i molti momenti equivocabili, che lo collocavano già  ai tempi come una sorta di sit com animata dal titolo gay ingenui.

 

Ehm…

 

Ma la certezza di ogni episodio era la lezione di vita, la morale finale. Si perché i supereroi machi, che si contendevano l’universo a forza di botte, alla fine di ogni puntata spiegavano ai ragazzini che un amico è per sempre, che i genitori vanno rispettati, che bisogna sempre dire la verità, che non bisogna rubare ecc. ecc. Non vi sembrano motivi assolutamente giusti per proporre una futura canonizzazione di He Man e soci? 

 

Se proprio non potete stare senza, sappiate che c’è qualcuno là fuori che sta preparando un’altra puntatona  nello stile approssimativo del cartone animato classico. Giusto per non diventare mai grandi.

Se poi possedete ancora le action figure originali, custoditele a costo della vostra stessa vita. Io ne avevo un po’ di questi ragazzoni tutto muscoli e spesso ci giocavo coi miei amici, che a dirla tutta ne avevano più di me e vincevano sempre, inventando regole ad hoc per gabbarmi. Poi passa il tempo, subentra la passione per le ragazze e i poveri Masters, abbandonati, hanno giaciuto dentro scatoloni impolverati che un giorno mia madre, per un orribile vizio che hanno quasi tutte le madri, ha deciso arbitrariamente di buttare via. Oggi, adulto quanto basta, sono stato costretto a elaborare il lutto ricomprando tutto e di più su Ebay, facendomi spedire i machi di plastica da Inghilterra o Germania, quando va bene, a prezzi folli.

Mai, mai buttare via i giocattoli.

 

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Simone Stefanini

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