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Il Campionato mondiale di Quidditch babbano diventa una cosa sempre più seria

Si è conclusa domenica la IQA World Cup e la Gazzetta del Profeta sbatte in prima pagina gli USA, squadra che si porta a casa il torneo a colpi di boccini d’oro. Ah, scusate babbani, non avete di che cosa io stia dicendo vero? Eppure il Campionato mondiale di Quidditch esiste davvero e quest’anno è stato ospitato proprio in Italia, a Firenze, dopo essere partito da Oxford durante le Olimpiadi del 2012, in Canada nel 2014 e in Germania nel 2016, torneo vinto dall’Australia che quest’anno ha dovuto lasciare il primo posto agli Stati Uniti, accontentandosi di arrivare quinti. Molto bene l’Italia ottava, una bella soddisfazione per una nazionale novizia nel mondo del magico sport.

 

 

Si tratta della versione babbana del più famoso Quidditch, lo sport ufficiale della scuola di Hogwarts, quella frequentata da Harry Potter. A trasformare la fantasia in realtà nel 2005 è stato Xander Manshel, uno studente del Middlebury College in Vermont, che cercava un’alternativa ai soliti sport della domenica. Dopo averne codificato una versione giocabile dai poveri babbani che non possono volare sulle scope, Xander è diventato il primo Commissario di quidditch babbano, avviando un torneo intrauniversitario prima, che è diventato piano piano un’organizzazione senza scopi di lucro, sviluppandosi in Europa, che ha anche un suo torneo, e un po’ in tutto il mondo.

Lo scopo del quidditch nella versione magica è segnare punti infilando le palle “pluffe” in uno dei tre cerchi posti ai due estremi del campo: vince la squadra il cui cacciatore riesce a catturare per primo il boccino d’oro, guadagnando 150 punti; il tutto naturalmente, a bordo delle scope, mentre pericolose palle “bolidi” cercano di disarcionare i giocatori. Ogni squadra ha tre cacciatori, che si occupano di segnare punti; un portiere di guardia ai propri anelli; due battitori, di cui uno che si dedica a colpire la squadra avversaria con i bolidi e l’altro a difenderla; infine un cercatore, che si occupa del boccino, ruolo in cui eccelleva lo stesso Harry Potter.

 

 

La versione babbana è simile, ma naturalmente si svolge al suolo, i giocatori stanno tutto il tempo cavalcioni a un bastone che devono obbligatoriamente tenere con una mano e non a contatto col suolo, e vince la squadra che fa più punti indipendentemente dalla cattura del boccino. Ogni goal con la pluffa vale 10 punti, la cattura del boccino d’oro ne assegna 30.

Per l’evento fiorentino sono arrivate in città 3000 presenze tra giocatori e curiosi appassionati di Harry Potter a tifare le proprie squadre preferite, ma naturalmente lo scopo del Quidditch babbano va oltre l’agonismo, proponendo un messaggio molto attuale: è infatti uno dei rari sport in cui è richiesta la parità di genere, con la regola di “Massimo 4” giocatori dello stesso sesso in campo, e si propone una serie di altri obiettivi, come creare uno sport inclusivo e pulito, rispettoso nei confronti di atleti di ogni età, genere e preparazione.

Sì, il Campionato Mondiale di Quidditch sta diventando una cosa maledettamente seria, e dopo che l’Oxford Dictionary ha inserito la parola Quidditch nel vocabolario, chissà che il prossimo passo non sia l’ingresso alle Olimpiadi. Per tutte le info visitate il sito ufficiale.

 

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Simone Stefanini

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