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Jon Snow continua a non sapere niente: Game of Thrones si avvia stancamente al finale

SPOILER – NON LEGGERE SE NON HAI VISTO IL PRIMO EPISODIO DELL’OTTAVA STAGIONE

 

Sono passati due anni dalla fine della settima stagione di Game of Thrones, la prima scritta in gran parte senza il supporto dei libri di George R. R. Martin, la prima ad aver mostrato momenti di scarsa lucidità narrativa, soluzioni scontate e romanticherie buone per Twilight, non per la serie tv che ha distrutto il rapporto di fidelizzazione tra spettatore e protagonista, elargendo morte, depravazione e assoluta immoralità da ogni episodio. Poi che è successo?

L’ottava stagione sarà quella finale: sei episodi che dureranno all’incirca come dei film, in cui può accadere di tutto: da una parte gli Estranei, gli zombie di ghiaccio che desiderano porre fine al genere umano, dall’altra la riunione di famiglia degli Stark superstiti con il cugino ex bastardo che ha portato a far conoscere la fidanzata bionda  coi draghi, in background Cersei che, zombie o non zombie, draghi o non draghi, deve trovare il modo di cospirare, tradire e vedere elefanti, altrimenti si annoia. L’inverno è arrivato, ma è passato talmente tanto tempo da quando Game of Thrones era il massimo, che qualcuno potrebbe essersi stancato.

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C’è una scena del primo episodio dell’ottava stagione in cui Jon e Daenerys limonano mentre il drago geloso li guarda ed ecco raggiunto il livello zero del fascino che una volta Game of Thrones esercitava sui fan di tutto il mondo. Le storie si sono semplificate fin troppo e rimpiangiamo quando gli autori dedicavano una puntata intera a personaggi marginali, oggi morti male, ma un sacco affascinanti. Abbiamo assistito a una versione fantasy di Benvenuti in casa Gori senza neanche Massimo Ceccherini che fa un trip per la cena di Natale coi parenti: gente che si lancia occhiatacce, che lamenta quella o quell’altra cosa, l’unica rivelazione (Sam che dice a Jon che, in buona sostanza, sta facendo all’amore con la zia) la sapevamo già. Ok, fortunatamente c’è un bimbo morto disgraziatamente, ma il punto pare un altro: alcuni hanno provato estrema disaffezione riguardo tutti i personaggi, tanto da tifare per i cattivi: Estranei, Cersei, draghi impazziti, asteroide, Arya sicaria, il ritorno di Melisandre, le cavallette, Tyrion che diventa gigante, Sansa che eredita i poteri dagli X-Men (di cui fa segretamente parte), Bran che guarda tutti come se avesse fumato un chilo d’erba, Euron che ha il nome di un discount, basta porre fine a questa estenuante sagra del “Jon Snow che non sa mai niente”.

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Nonostante il fastidio, impossibile non guardarlo perché a questo punto ci siamo troppo dentro e vogliamo sapere come va a finire, non a caso la prima puntata della stagione finale ha registrato record di ascolti in tutto il mondo. Il bello dei personaggi di George R. R. Martin è che non sono mai stati monodimensionali, che il pubblico si può riconoscere nei buoni come nei cattivi perché sono pieni di zone grigie, quindi ci aspettiamo un sacco di nefandezze da questi aspiranti tronisti, perché altri baci, altre carezze mentre fuori c’è la morte, ne abbiamo già abbastanza. E anche tu, Jon Snow, sveglia su: sei un bonazzo andato a letto con due donne, una era l’amore della tua vita e l’hai pure sposata nella dimensione parallela, ma poi e morta e in ogni caso ti trattava come quello che ha bisogno dell’insegnante di sostegno, ora hai la zia bionda che lo vedono tutti che pensa solo per sé, ha anche arrostito i parenti del povero Sam, ma te niente oh, duro come i sassi.

La buttiamo lì, sarà una guerra tra donne: Dany, Arya, Sansa e Cersei hanno il potenziale per fare il culo agli Estranei, ai familiari, ai competitor e anche a te, se ti metti di mezzo. Ci stiamo e attendiamo l’azione, quella cattiva, che spazza via ogni dubbio.

Here we are now, entertain us.

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Simone Stefanini

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