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È davvero possibile sopravvivere a tutto quel che capita a DiCaprio in The Revenant?

Leonardo DiCaprio in The Revenant

 

Noi The Revenant l’abbiamo promosso a pieni voti. Il nuovo film di Alejandro Iñárritu ha raccolto ben 12 nomination agli Oscar, tra cui miglior regia, miglior attore protagonista (Leonardo DiCaprio) e miglior attore non protagonista (Tom Hardy). La trama la conoscete, il film si ispira all’omonimo racconto di Michael Punke, ambientato agli inizi dell’800, dedicato alla storia di un cacciatore di pelli, Hugh Glass, che durante una spedizione viene aggredito da un orso e abbandonato nel bosco dai suoi compagni.

Se non avete ancora visto il film vi consiglio di non proseguire la lettura di questo articolo perché gli spoiler fioccheranno; se l’avete visto, invece, molto probabilmente sarete usciti dal cinema con una sola domanda in testa: ma un uomo può davvero sopravvivere ad una serie di avversità, sfighe, disgrazie, sputi in faccia del destino, simile? Vediamo.

 

La scena dell’attacco dell’orso

 

È una domanda che il Telegraph ha posto a Ray Mears, volto noto della TV britannica per trasmissioni come Ray Mears’ Bushcraft o Ray Mears’ World of Survival dedicati alle tecniche di sopravvivenza, e conosciuto anche dal pubblico italiano per alcuni suo programmi trasmessi su Mediaset Premium.

Mears ha passato in analisi alcuni punti più violenti della pellicola dando il suo parere su quanto le scene fossero davvero realistiche. È possibile, ad esempio, sopravvivere all’attacco di un orso: tempo fa ha intervistato una donna che, dopo essere stata aggredita in faccia e al petto, ha finto di essere morta aspettando così che la bestia si allontanasse. È poi riuscita a sopravvivere grazie a lunghi interventi di chirurgia plastica.

Oppure la pesca: Mears sostiene che il modo in cui Hugh Glass cattura i pesci nel film non è certo dei più pratici ed efficaci ma è coerente con gli usi di alcune tribù del periodo del 1800. Sul fatto di proteggersi dal freddo rifugiandosi all’interno di un cavallo scuoiato, lo studioso conferma che ci sono stati casi in cui si è ricorso a questa soluzione, ma che è molto difficile riuscire a passare un’intera notte senza morire congelati: “Meglio un bufalo” – commenta Mears – “la sua pelliccia è molto spessa, e all’interno troviamo molto grasso che si congela più lentamente”.

 

The Revenant

 

Il punto del film su cui, invece, Mears proprio non concorda è la possibilità che ci si salvi dopo essere precipitati da un dirupo insieme al proprio cavallo: “È improbabile, sarebbe morto insieme al cavallo”. Infine consiglia a tutti di mangiare il fegato crudo di bisonte, proprio come succede in The Revenant:  “Se si mangia fegato crudo, si ottiene una tutta una serie di aminoacidi che bloccano la sensazione della fame. E poi è molto buono: contiene molto sangue e, quindi carboidrati. Vi aiuterà a mantenervi al caldo, a bruciare più lentamente il grasso del vostro corpo e a utilizzare meglio le vostre risorse ”. Piccolo dettaglio da non sottovalutare: Di Caprio è vegetariano.

[via telegraph.co.uk]

Sandro Giorello

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