10 motivi per cui Sylvester Stallone avrebbe dovuto prendere l’Oscar

Sly è uno dei grandi attori di Hollywood e con la sua performance in Creed avrebbe meritato l’Oscar

roccky via

 

Ci abbiamo messo un po’ a metabolizzare la notizia, proprio non c’è andata giù. L’88esima edizione dei premi Oscar ha soddisfatto i fan di Leonardo DiCaprio, quelli di Mad Max, quelli di Brie Larson (giustissimo) e poi è finito, lasciando nella sua scia un sacco di articoli sui vestiti, su Leo e Kate Winslet, sul discorso di Chris Rock.

Va bene, ma chi pensa a Sylvester Stallone?  Dopo aver vinto il Golden Globe come migliore attore non protagonista per la sua performance del Rocky umano e malandato in Creed, sarebbe dovuto andare diretto a ritirare l’Oscar. Invece su quell’immondo palco, è stato premiato Mark Rylance per Il ponte delle spie. Chi? Cosa? Ma soprattutto, perché?

Noi del #TeamStallone proprio non ci stiamo e vi diamo 10 motivi validissimi secondo i quali Sly avrebbe dovuto vincere il premio Oscar (e il Nobel).

 

10) Ha dovuto picchiare a mani nude le carcasse di vitellone, altro che orsi digitali

rocky-punching-meat-o via

Leo DiCaprio e le sue lotte in piano sequenza con gli orsi digitali possono andare anche a farsi fottere. Sly, nella sua carriera ha dovuto fare cose ben più dure, come menare i quarti di bue al macello nel primo Rocky, oppure bere 100 uova crude all’alba per poi farsi la scalinata di Philadelphia ed esultare a caso. Per non parlare di tutte le botte che ha preso. Con Dolph Lundgren, in Rocky 4, manca poco va al creatore per un pugno che gli ha fermato il cuore. Orsi digitali? Tzè.

 

9) Ha sconfitto il comunismo direttamente in Unione Sovietica

tumblr_n1b82uk4kx1sksdxao1_500 via

Era il 1985 e mentre i nostri politici si facevano le pippe sui pericoli del comunismo, Stallone è andato direttamente a Mosca, patria del Soviet e ha sconfitto il comunismo a suon di pugni. Il comunismo era allenato benissimo, con tutte le migliori tecnologie. Altro che Oscar, qui siamo dalle parti del Premio Nobel. Alla fine del film, tutti i russi sono diventati americani e lui ha bombato Brigitte Nielsen, ai bei tempi in cui era sobria.

 

 

8) È un eroe della battaglia per i diritti LGBT

tumblr_mg0w8r8vFQ1r93xiko1_500 via

Il terzo Rocky, datato 1982, mette in scena una delle più belle storie d’amore omosessuale del cinema, quella tra Rocky e Apollo. Entrambi sposati, debbono nascondere la passione alle rispettive mogli fingendo allenamenti sudati e testosteronici, pieni di abbracci in calzoncini e canotte multicolor attillatissime. La sagra del gay ingenuo, e gli attivisti da ogni parte del mondo festeggiano.

 

7) Ha vinto 10 Razzie Award. Ogni 10 non c’è un Oscar in omaggio?

Sylvester-Stallone-No via

Quei cattivoni del Razzie Award premiano il peggior film e il peggior attore. Sly ne ha vinti 10 di quegli insulti, addirittura nel 2000 come peggior attore del secolo. Ma che sciocchezza è mai questa? Un Oscar avrebbe riequilibrato la negatività e l’iniquità, invece adesso Sly ha un karma potentissimo, che lo avvicina al divino.

 

6) Perché lo dice Arnold Schwarzenegger

Un video pubblicato da Arnold Schwarzenegger (@schwarzenegger) in data:

“Sly, ricordati sempre, tu sei il migliore, tu sei il vincitore, sono orgoglioso di te.” – Arnold Schwarzenegger 2016. E chi è l’Academy per dire il contrario?

 

5) Ha avuto più avversari di un campione di Tekken

tumblr_nqhxojKsmA1tdo66yo1_500 via

Come Rocky ha dovuto sconfiggere l’amico/amante Apollo, Hulk Hogan in versione Labbra Tonanti, Mr. T che era il più cattivo di tutti, Ivan Drago che impersonava la falce e il martello, Tommy il casuale, quello che in Rocky 5 ha il mullet e che nessuno ha visto, un altro pugile nero molto più giovane di lui, in uno spin off ha dovuto pure fare a botte con Robert De Niro. E parliamo solo di pugni. Avete presente quante persone ha ammazzato in Rambo? Solo l’ultimo capitolo vanta 236 decessi e ha ottenuto il record di film con più morti mai girato. Tutto per un Oscar, che gli è stato ingiustamente negato.

 

4) Perché non lo vincerà certo per The Expendables (purtroppo)

the-expendables-2 via

Quella di quest’anno era un’occasione più unica che rara. Certo Stallone non vincerà l’Oscar per la saga The Expendables, ma è un’ingiustizia bella e buona. Perché devono vincerlo solo i perdenti, le minoranze, i portatori di handicap e via dicendo? Uno che in tre film ha fatto recitare insieme Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Terry Crews, Jean-Claude Van Damme, Chuck Norris, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Antonio Banderas, Wesley Snipes, Randy Couture, Mel Gibson e Harrison Ford, merita una medaglia al valore.

 

3) La storia d’amore in Rocky è una delle più belle della storia del cinema

La top 3 dei perché è una cosa seria. Ricordate la storia d’amore tra Rocky e Adriana nel primo film? Lui un pugile sfigato che parla male, lei timida oltre ogni dire, tutti e due poveri in canna e non esattamente bellissimi. Eppure sono l’emblema del paese reale, il paradiso dei perdenti e la dimostrazione che la felicità si trova propri nelle cose semplici, come nel farsi una pattinata su ghiaccio corrompendo il custode. Quel film l’aveva scritto Stallone ed era stato candidato agli Oscar come sceneggiatura e come attore, ma gli è sempre stato preferito qualcun altro. Story of his life.

 

2) È oggettivamente un grande attore

giphy-5 via

Voi che vi fate tante risatine, l’avete mai visto recitare in Copland, in cui interpreta un poliziotto mezzo tonto e in sovrappeso? Oppure fare la commedia in Oscar di John Landis? E ancora: l’avete visto Creed, in cui smette i panni del combattente fuori forma e indossa quelli del sopravvissuto? Ma soprattuto, la saga di Rocky l’avete vista in lingua originale? Sly è uno dei grandi attori di Hollywood e potrebbe stupire in film drammatici in cui non deve sfoggiare la sua fisicità.

 

1) Per come ha reagito quando ha perso

To all the “real Rocky’s” of the world, Please hang on to your dreams, NEVER GIVE IN , NEVER GIVE OUT , NEVER GIVE UP! thanks for the support.

Una foto pubblicata da Sly Stallone (@officialslystallone) in data:

“A tutti i veri Rocky del mondo, aggrappatevi ai vostri sogni, non mollate mai. Grazie per il supporto.” E poi si è congratulato con Mark Rylance, in una foto su Instagram in cui lo appella come gentleman con cui è stato un privilegio perdere. Questo è stile. #TeamStallone

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

5,00 €

Borsa "MI AMI Festival 2019"

La borsa ufficiale del “MI AMI Festival 2019”. Bag bianca cotone con illustrazione nera di Andrea De Luca.  
10,00 €

-GIGA +FIGA

100% cotone Maglietta nera Serigrafia con slogan minimalista per nerd con stile. Gli ordini saranno evasi dopo il MI AMI.
5,00 €

Borsa "MI AMI Festival 2017"

La borsa ufficiale del “MI AMI Festival 2017” disegnata da Viola Niccolai serigrafata a mano da Legno. Bag bianca cotone con illustrazione rosa.
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Giò Pistone

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Alessandro Ripane

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
15,00 €

MAGLIETTA MI AMI 2019 CUORE GRIGIO CHIARO

Maglietta t-shirt American Apparel N2001W new silver (Grigio Chiaro), con illustrazione "Cuore" del MI AMI FESTIVAL 2019 di Andrea De Luca davanti e lineup artisti dietro.
10,00 €

Maglietta unicorno Better Days

100% cotone Maglietta bianca Serigrafia con l'unicorno di ANDREA MININI realizzata per il Better Days Festival 2016.  
35,00 €

Agricane Serigrafia di DEM

Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >