All’interno del parco di Villa Torlonia a Roma c’è un luogo che sembra uscito da un libro di fiabe: la Casina delle Civette. Già il nome emana mistero e un mondo fantasy pieno di magia in puro stile Harry Potter, uno che con le civette andava piuttosto d’accordo, ma in realtà si chiama così perché molte delle decorazioni e delle vetrate del museo hanno come soggetto la civetta, uno dei rapaci più affascinanti e misteriosi.
La Casina delle Civette non è sempre stata un museo: la sua struttura è stata commissionata dal Principe Alessandro Torlonia all’architetto Giuseppe Jappelli, ma è cambiata solo nel tempo e da simil rifugio alpino è diventata un piccolo castello con logge, porticati e torrette. Le sue decorazioni sono figlie dell’animo solitario e alla passione per l’esoterismo del Principe.
Il Principe Giovanni Torlonia junior amava la Casina delle Civette tanto che, da noto solitario com’era, la scelse come casa fino al 1938, quando la struttura era ancora nota come Villaggio Medievale.
L’edificio ha subito diverse devastazioni nel tempo, è stato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale e ricostruito successivamente, ma un incendio l’ha messo a dura prova nel 1991. Dal 1978 la Casina delle Civette è stata acquisita dal Comune di Roma che l’ha fatta diventare un museo e oggi, dopo 5 anni di restauro, le è stato restituito il suo originario splendore.
Perché visitarla? Facile: per vedere le sue splendide decorazioni che raffigurano oltre le civette anche cigni, fate e altre visioni fiabesche, oltre alle sculture di marmo e ferro battuto, alle vetrate e ai mosaici. Per perdersi in una dimensione in cui sogno e realtà si mischiano e vivere un’esperienza meravigliosa da aggiungere a quelle che si possono vivere nella Capitale.
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