Storie di conquiste ed assurdità ecclesiastiche. Un luogo velato di mistero che ci si aspetterebbe di trovare arroccato su qualche rilievo appenninico, e che invece è nel bel mezzo del mare.
Questo è il Castello Aragonese, che sorge su un’isola di origine vulcanica, più precisamente nata da una bolla di magma che si è andata a consolidare nel corso di diverse eruzioni, nel territorio del borgo di Ischia Ponte. L’isola è collegata alla terraferma da una passerella costruita dagli stessi Aragonesi nel XV secolo. Il ponte di collegamento diventa poi una rampa, scavata all’interno della roccia, che porta direttamente alla rocca e al Castello.
La costruzione del primissimo castello si deve ai Greci che si insediarono sull’isolotto nel 474 a.C., mentre la struttura moderna della fortezza e del Castello è da attribuire proprio agli Aragonesi da cui prende nome.
La maggiore curiosità legata all’isola è quella che riguarda la Chiesa dell’Immacolata, con il suo Cimitero delle Clarisse: qui le suore non venivano seppellite dopo la morte, bensì venivano conservate mettendole sedute sopra a dei sedili detti “scolatoi“. Qui (parte macabra) le suore si decomponevano lentamente e, accudite giornalmente dalle altre sorelle, rilasciavano i propri liquidi all’interno degli scolatoi. L’osservazione da vicino di questo fenomeno permetteva alle sorelle vive di comprendere la transitorietà della vita terrena.
Nell’800 il Castello diventa un presidio militare sotto il dominio Napoleonico e successivamente si trasforma in prigione per gli oppositori dei regnanti Borbonici, diventando poi proprietà di un privato.
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