Viaggi
di Gabriele Ferraresi 26 Maggio 2016

Un incantevole borgo della costiera amalfitana è diventato museo a cielo aperto

Praiano cambia faccia, e rinasce con un progetto voluto dai suoi abitanti. Da copiare anche nel resto d’Italia

 

Le bellezze d’Italia da scoprire e riscoprire sono tantissime: in questi mesi spesso vi abbiamo raccontato di luoghi misteriosi e poco noti, al nord, al centro, e al sud. Oggi restiamo nella parte bassa dello stivale, per raccontarvi di Praiano, un incantevole borgo della costiera amalfitana, che gli abitanti hanno deciso di trasformare in un museo a cielo aperto.

Ma prima, vediamo un po’ della storia di questo luogo forse poco noto ma meraviglioso, che merita una visita se avete un programma un giro d’Italia la prossima estate.

 

Can’t stop staring out. #travel #praiano #italy

Una foto pubblicata da Maisie (@saturdayintheam) in data:

 

Praiano conta circa 2000 abitanti e si trova in provincia di Salerno, sulla costiera amalfitana. Un tempo era uno dei casali della Repubblica Amalfitana, ma stiamo parlando del medioevo.

In quell’epoca – e anche ancora molto prima, in epoca romana – la bellezza di quei luoghi era ben nota ai potenti e ai ricchi, che costruivano sfarzose ville nascoste dalla vegetazione collinare e nella macchia mediterranea. Praiano già un tempo era divisa a livelli: nella parte superiore la popolazione era composta principalmente da contadini, mentre nella parte inferiore c’erano soprattutto pescatori. Anche pescatori di corallo, come racconta proprio il sito del Comune di Praiano.

 

 

Scrive Giovanni Scala che “Sin dai tempi antichi, tra il 1300-1400 e fino alla fine del 1800, a Praiano si praticava la pesca del corallo. Era un buon mestiere malgrado richiedesse enormi sacrifici. Da alcuni documenti di atti di vendita del corallo datati 1400-1500 si evince che, in quel tempo, per un rotolo di corallo occorrevano tre tareni e 10 grani: tarenis  tribus et granis decem. Era un mestiere duro, che si tramandava di padre in figlio. Un mestiere che rendeva, però, soprattutto ai padroni. Una vecchia ballata dice: Quanno levaimo a cimma ‘a terra, perdiettimo ‘o nomme e cristiano e ogni ppoco figlie ‘e cane llà ce stevano ‘a chiammà. Si andava a vela sino a Ponza e in caso di cattiva pesca ci si spingeva sino all’Asinara e, se calava il vento e c’era “calìa di mare” (mare calmo) si andava a remi“. Che meraviglia di storia.

Stiamo parlando però ormai di molti secoli fa: oggi Praiano è ben differente da allora, e ha deciso di diventare un museo a cielo aperto, grazie all’iniziativa dei suoi cittadini. La notizia ha fatto il giro del mondo – se n’è quasi parlato meno in Italia, ma queste bizzarrie siamo abituati – grazie al progetto NaturArte, un’idea di Agenda Comune, che si vorrebbe – e si dovrebbe – replicare anche in tanti altri borghi e paesini d’Italia.

 

Costa Amalfitana, Itália . Amalfi Coast, Italy

Una foto pubblicata da Carpe Diem Blog de Viagens (@carpediemblog) in data:

 

Ma che cosa si intende per museo a cielo aperto? Scrive il sito AmalfiCoasting.org che “Agenda Praiano a contattato alcuni dei migliori artisti della ceramica della zona e ha chiesto loro di ridare attualità e rinforzare il concetto di “arte diffusa” caratteristico delle edicole votive traendo ispirazione dai luoghi, dalle tradizioni, dai valori o dalla mitologia locale. Si è inoltre chiesto loro di realizzare installazioni in grado di esaltare il paesaggio antropizzato di Praiano e di dialogare con l’ambiente che le accoglierà, arricchendolo e valorizzandolo“.

E il risultato finale è meraviglioso. Praiano in fondo era bellissima anche prima: ma adesso ha più futuro, ed è un modello da replicare. Se volete approfondire nel dettaglio il progetto di Praiano, Il Fatto Quotidiano ha intervistato Claudio Gatti, giornalista del Sole24Ore e tra i fondatori di Agenda Praiano.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Marino Neri Marino Neri è fumettista e illustratore. I suoi libri a fumetti sono Il Re dei Fiumi (Kappa Edizioni, 2008) e La Coda del Lupo (Canicola, 2011), tradotti e pubblicati anche in differenti lingue e paesi. I suoi disegni sono apparsi su riviste nazionali e internazionali e ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in tutta Europa. Nel 2012 il Napoli Comicon e il Centro Fumetto Andrea Pazienza gli assegnano il Premio Nuove Strade come miglior talento emergente. È attualmente al lavoro sul suo nuovo libro a fumetti Cosmo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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