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di Simone Stefanini 12 Febbraio 2019

Non credete ai video di Gian Marco Saolini, per cortesia

La satira che fa il giro e diventa trolling reazionario ha stancato, ora più che mai ci vuole empatia

Gian Marco Saolini è un bel po’ di tempo che crea video e news false, con lo scopo di raccogliere l’indignazione della gente e mostrare satiricamente che il popolo è fondamentalmente scemo. Già sul Corriere del Corsaro, il suo sito, crea notizie con titoli iperbolici, palesemente falsi e in ogni caso commentatori random si indignano ogni santa volta. La cosa più sociologicamente interessante è quando Saolini ci mette la faccia e ogni volta diventa una persona nuova (ma riconoscibilissima, perché, beh, è lui), nei video meme in cui interpreta personaggi marginali che rivelano segreti  riguardo il tema del momento. Ci fosse una volta che gli va male: solo l’ultimo video virale sul sedicente giornalista della giuria di Sanremo che ammette di aver votato Mahmood dopo le forti pressioni della sinistra, ha ricevuto 170mila condivisioni e decine di migliaia di commenti belli incazzati del popolo tristemente bue.

Nel tempo, ha interpretato il gestore di locali che non vuol pagare le band, l’agente che ha arrestato Cesare Battisti, il nostromo ricattato dai migranti, il capo del fan club di Sfera Ebbasta che spiega come il trapper sia migliore di Fabrizio De André e tanti altri, mettendoci sempre la sua faccia, al limite con o senza barba. Niente, ci cascano ogni volta.

Eh, sarebbe facile pensarla così, ma la fruizione del social non è un esperimento. Giusto ieri, un mio contatto di quelli dei tempi di scuola, ha pubblicato il video di Saolini su Sanremo, Mahmood e la sinistra corrotta, con la didascalia: “E se fosse vero?”. Sotto commenti indignati etc etc, a dimostrazione del fatto che i fruitori di Facebook non amano il debunking della notizia, gli basta la sensazione a pelle, di pancia. Potrebbe essere vera? Allora in qualche modo lo è. Ma questo lo sappiamo bene, se non da dieci anni, almeno da otto e allora perché continuare a fare video fake?

 Facebook

Per dimostrare che la maggior parte delle notizie non viene approfondita dai fruitori dei social, basta creare uno, due o tre video provocatori, correlati dall’analisi dell’esperimento a posteriori. Quando la satira trascende e non va oltre la provocazione, diventa parte del problema: diventa fake news. Che sia palese o meno che la faccia sia sempre la stessa, la dimostrazione ha avuto gli effetti desiderati, ha smascherato il sedicente popolo bue, ora possiamo passare oltre. Perseverare con lo stesso modus operandi giusto per raccogliere sotto lo stesso tetto migliaia di indignati non risolve il problema, lo alimenta.

Quindi se da una parte non è demonizzabile Saolini per i suoi video, perché in realtà non nasconde mai se stesso, dall’altra parte, amic* car*, smettete di credergli, su. La fine satira che fa il giro e diventa trolling reazionario ha stancato e al momento non fa altro che confermare le tesi di chi vede complotti in tutto. Per crescere come società e come Paese, non abbiamo più bisogno di questo tipo di video virali, di questo tipo di strategia. Abbiamo bisogno di capirli, quelli che abbiamo per troppo tempo reputato inferiori solo perché cascano nei tranelli della rete. Dovremmo confrontarci e parlare con loro, dovremmo smetterla di fare la guerra ai nostri parenti più anziani, ai nostri amici che hanno studiato di meno, ai nostri genitori che non sanno usare i social. Siamo tutti sulla stessa barca e non c’è nessun nostromo ricattato dai migranti, questa barca la facciamo navigare noi.

 

*Non abbiamo linkato nessun video perché tanto sapete dove trovarli, o li avete già visti mille volte.

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