Libri
di Lorenzo Mannella 28 Dicembre 2015

ZeroZeroZero di Roberto Saviano si merita il successo internazionale?

Il Guardian lo ha definito come il libro più importante del 2015

Roberto Saviano Feltrinelli - Roberto Saviano a Vieni via con me

 

Oltre al vino e ai prodotti tipici, a volte l’Italia riesce a esportare anche dei bestseller. È il caso di ZeroZeroZero, il libro di Roberto Saviano su cocaina e narcotraffico. Più che dalle vendite all’estero, il successo del libro è stato decretato da un articolo dell’edizione domenicale del Guardian: il giornalista Ed Vulliamy lo considera il libro più importante dell’anno (l’edizione UK è uscita solo nel 2015) per il fatto di essere riuscito a “raccontare cose che non imparerai da Narcos, Breaking Bad o gli infiniti report ufficiali”. Ma sarà proprio così?

Una cosa è certa, Saviano è diventato famoso anche fuori dai confini italiani e i nostri media si affrettano a dare notizia dei suoi successi. Tuttavia, dovremmo fare una distinzione tra Roberto Saviano scrittore e persona. Dopo il suo primo libro Gomorra e le minacce da parte della mafia, è stato costretto a rinunciare a una vita normale. Protetto da una scorta di carabinieri, lo scrittore si sposta da una città all’altra per non essere un facile bersaglio. Ha trascorso un po’ di tempo anche all’estero, dove ha iniziato a far conoscere i suoi libri e il suo punto di vista.

 

Roberto Saviano profili  Ci sono due Roberto Saviano: lo scrittore e la persona

 

A livello di Roberto Saviano come persona non diamo giudizi, preferiamo concentrarci sullo scrittore. ZeroZeroZero ha infatti ricevuto una serie di critiche molto dettagliate da parte di Michael Moynihan, un giornalista del The Daily Beast che ha smontato l’intero libro. Secondo Moynihan l’edizione in lingua inglese del libro contiene parti copiate da altre inchieste giornalistiche e interviste con personaggi legati al crimine probabilmente inventati.

Moynihan ha avuto una lunga discussione con Saviano, il quale ha detto la sua sulle pagine di Repubblica sostenendo che il suo lavoro è un ibrido a metà tra cronaca e romanzo. Non c’è niente di male a insistere su eventi, personaggi e storie in stile Hollywood, ma il fatto di confondere la fiction con la non-fiction (le due categorie assolute in cui si può dividere la letteratura) ci lascia un attimino perplessi. Non dubitiamo del Saviano persona, ma di quello scrittore.

In attesa del ritorno sugli schermi della seconda stagione di Gomorra dovremmo pensare a come sono percepiti i libri di Saviano all’estero. Se vogliamo che sia lui la persona simbolo della lotta a un fenomeno che ci riguarda da vicino (la Camorra), dobbiamo essere pronti a mettere in discussione il suo metodo di lavoro su altri fronti. Mescolare cronaca e romanzo è una strategia che può funzionare bene sullo schermo, ma non nella vita reale.

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