Come cambierebbe il mondo se domani diventassimo tutti vegetariani?

Perché in futuro forse non potremo più permetterci di mangiare carne

Ambiente
di Pietro Raimondi facebook 12 aprile 2016 11:51
Come cambierebbe il mondo se domani diventassimo tutti vegetariani?

Poco meno di un mese fa AsapScience – un canale YouTube canadese che divulga temi scientifici attraverso brevi e interessanti contributi –  ha pubblicato un video che sintetizza la risposta che gli scienziati hanno dato a una domanda non da poco: se dopodomani ci svegliassimo tutti vegetariani, come cambierebbe il mondo?

Lo scenario è evidentemente improbabile, ma la risposta muove dalla volontà di capire quali sarebbero le conseguenze di questo cambiamento sulla saluta del nostro pianeta. E la risposta è piuttosto ovvia: se non mangiassimo più carne, avremmo più spazio, meno inquinamento e più acqua.

 

Lo spazio

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33 milioni di chilometri quadrati di terreno, nel mondo, sono impiegati per l’allevamento. È un’area grande più o meno come l’Africa, senza contare le terre impiegate per la coltivazione di cibo destinato ad animali. Se queste terre all’improvviso non avessero più uno scopo certamente non sarebbero immediatamente coltivabili, dovremmo adattarle e sarebbe un lavoro spropositato, ma, se ospitassero piante nuove, contribuirebbero sensibilmente a trasformare la CO2 in ossigeno, aiutando la Terra a respirare. Inoltre il numero di esseri umani continua a crescere: uno spazio del genere a nostra disposizione farebbe stare sicuramente tutti meno stretti.

 

L’inquinamento

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Gli animali producono moltissimo metano, contenuto nelle loro feci e nelle loro flatulenze. Il metano ha un potenziale di riscaldamento globale 25 volte superiore all’anidride carbonica; questo fatto, assieme al disboscamento necessario per creare pascoli, fa sì che circa il 15% della produzione di gas serra abbia a che fare con l’allevamento: più di tutti i treni, le automobili e gli aerei del mondo messi assieme. Ridurre il consumo di carne potrebbe effettivamente aiutare a ridurre il cambiamento climatico.

 

L’acqua

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Ci vogliono 15.000 litri di acqua per produrre una bistecca di un chilo di vacca, 6.000 per un chilo di maiale e 4.000 per il pollo. Per un chilo di cereali invece occorrono 1.600 litri d’acqua, 900 litri per un chilo di frutta e 300 litri per un chilo di verdure da giardino. Anche tenendo conto del maggior apporto energetico della carne, il rapporto acqua impiegata/calorie è comunque a vantaggio dei vegetali.

 

L’economia

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In questo idilliaco mondo vegetariano, tuttavia, dovrebbero vivere un miliardo di persone che al momento lavorano all’allevamento di animali. La sparizione di questa attività umana implicherebbe il collasso dell’economia. I progressi che sta comportando la diffusione di attenzione al consumo di carne nei paesi occidentali (in Italia, ad esempio, il 6,5% della popolazione è vegetariana) sono ampiamente invalidati dalle tendenze di paesi come la Cina e l’India, dove le persone diventano sempre più ricche e mangiano sempre più carne.

 

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Insomma, l’utopia di un mondo decarnivorizzato risulta ancora molto lontana: eppure è un passo che conviene prepararsi a fare. Liberarsi di colossali allevamenti di animali – aldilà del dibattito etico che riguarda ciascuno individualmente – potrebbe essere l’unica decisiva soluzione all’aumento della popolazione umana e all’equilibrio del pianeta.

Del resto, come ci hanno spiegato le ragazze di Entonote al Better Days Festival, non è per forza vero che una bistecca sia più appetitosa di una manciata di insetti.

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