Art
di Stefano Yamato 17 Ottobre 2011

3 Foto da primato mondiale: la più antica, la più grande, la più ad alta risoluzione

La fotografia è uno dei campi dell’attività umana in cui la tecnologia ha portato cambiamenti considerevoli, pur mantenendo il concetto di base e gli elementi in gioco: servono sempre un fotografo, una macchina fotografica ed un soggetto da fotografare.  La parola Fotografia prende origine dall’unione di due parole greche: phos e  graphis. Pertanto nasce dall’idea di una “forma di scrittura con la luce”.  

Secondo la tradizione, i primi esperimenti risalgono al 1813, quando  Nicephore Niepce iniziò a studiare un’evoluzione possibile delle tecniche litografiche, studiando un modo per registrare immagini direttamente sulla lastra litografica, senza utilizzare l’incisore tradizionale. La sua ricerca arrivò a compimento nel 1825, anno in cui sembra risalire la più antica fotografia mai scattata sul pianeta. E’ la foto di un uomo che conduce un cavallo ed è considerato il primo esempio di ciò che viene chiamato  fotocalcografia,  che consente di creare immagini attraverso il processo foto-meccanico. Nel suo laboratorio a Chalon Sur Saône, colui che era considerato solo un modesto inventore, riuscì infatti a duplicare “per contatto” una litografia del cardinale d’Amboise e nello stesso anno anche a catturare su una lastra spalmata di bitume di giudea una veduta dalla finestra della sua casa di campagna, sviluppando in camera oscura. L’immagine che, fortunosamente ritrovata nel 1952 dallo storico Hermut Gernsheim. Secondo Willy Ronis, un esperto fotografo che sul suo sito ha descritto il procedimento: “The process involves two distinct steps. First, in a complex photochemical procedure that creates the intaglio surface, the photographic image is fixed and etched upon a specially prepared copper plate. The finished plate is then placed on a hand-turned press, and the image is printed onto dampened etching paper using special inks.” Nicephore Niepce per molti è il primo uomo che può vantare il titolo di fotografo, seppur primordiale. E per molti detiene anche il primato per aver realizzato il primo laboratorio fotografico del mondo. All’epoca un uomo che praticava tale attività era considerato un “archiviatore della Storia”, per la sua capacità di fissare il tempo sulle immagini, anziché sui libri.  Qui sotto potete guardare quella che fino al 2008 era considerata la foto più antica del mondo:

 

In realtà quella che sembrava una certezza è stata poi messa in discussione dalla case d’aste SOTHEBY’S, che ha messo all’asta un “disegno fotogenico”, ovvero la traccia impressa da una foglia d’albero su un foglio di carta sensibile esposto alla luce. Gli studiosi sono ancora in dubbio, ma sembrerebbe che la nascita della fotografia andrebbe retrodatata di circa trenta anni. La foglia sembrerebbe essere il prodotto di un esperimento condotto dall’industriale britannico Thomas Wedgwood  nell’ultimo decennio del Settecento, assieme agli amici Humphry Davy e James Watt. I loro esperimenti sono sempre stati considerati il gioco improbabile di inventori falliti, mentre il lavoro di Niepce lo ha reso per decenni il padre indiscusso della Fotografia. La foglia rossastra scovata da Sotheby’s potrebbe invece rivoluzionare la Storia, dimostrando che Wedgwood riuscì in parte nei suoi esperimenti, conservando quella che potrebbe essere la prima immagine “non prodotta da mano umana”. Il pezzo originale, che aspira al ruolo di proto-fotografia, proviene dalla collezione della famiglia Bright, amica dei Wedgwood. Questo confermerebbe ulteriormente l’originalità della foto.  La Fotologia potrebbe cambiare, dunque, i suoi dati di nascita, ma gli storici sono ancora scettici a riguardo e reclamano ulteriori prove scientifiche per sancire il cambio di paternità, che passerebbe dalla Francia alla Gran Bretagna. Qui sotto potete guardare la foto che potrebbe riscrivere gli inizi della Fotografia:

Se la prima foto sia francese o inglese non è ancora chiaro, di certo è un’arte secolare, che dalla sua nascita ad oggi ha sicuramente fatto passi in avanti incredibili e consentito ai fotografi di immortalare la realtà in molti modi sempre più avanzati e con tecniche sempre più raffinate, con uno sguardo ben più ampio rispetto all’occhio umano. Il fotografo Jeffery Martin ha scattato una foto in interna alla biblioteca di Praga, la Strahov Monastery Library. Una foto da 280.000 x 140.000 pixel che riproduce l’interno a 360 gradi. La foto è così grande e dettagliata che potete passeggiare all’interno della biblioteca fino a leggere il titolo di ogni libro. Scattata con una Canon 550D, è così grande che se dovesse essere stampata ci vorrebbe un muro di 23 metri x 11 metri e per salvarla su un hard disk ci vorrebbero 280GB.

  

 

Le macchine fotografiche intanto continuano ad evolversi e la fotografia digitale consente un livello di dettaglio che nessun occhio umano o animale potrebbe raggiungere un tale livello. Nel tentativo di fissare un nuovo limite nella alta risoluzione, il sito Halta Definizione ha creato la foto con maggiore definizione al mondo. Consiste in 1,677 scatti uniti tra loro per un’esperienza fotografica con un livello di dettaglio mai visto prima. La foto ha come soggetto “L’ultima cena” di Leonardo da Vinci. Per realizzare gli scatti ci sono volute circa 10 ore ed il risultato finale consente di ammirare l’opera di Leonardo da Vinci ad una risoluzione di 16.118.035.591 pixel (172181 x 93611). Per ammirare ogni pixel potete usare lo strumento realizzato appositamente sul sito di Halta Definizione.
Non abbiamo abbastanza Terabyte per ospitarla sul nostro sito, ma qui sotto una sua versione “povera”: 

 

 

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Thomas Raimondi Nato a Legnano (MI) il 17 Maggio 1981. Laureato al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione. Graphic e visual designer freelance attivo nella scena underground con numerose pubblicazioni (Luciver Edition, Faesthetic, Belio, Le Dernier Cri, Laurence King.) e mostre in Italia e all’estero. Le ultime personali «Burn Your House Down» nel 2013 presso la galleria Kalpany Artspace di Milano (Circuito Rojo) e la residenza d’artista per Alterazioni Festival 2014, Arcidosso (GR) con l’istallazione site-specific «Inside/Outside». Lavora e ha lavorato per diverse realtà nazionali ed internazionali come VICE, Rolling Stone Magazine, Rockit, Mondadori, Men’s Health, Salomon, Motorpsycho, T-Post e molte altre. Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di docente d’illustrazione presso l’accademia NABA di Milano continuando, a oggi, a collaborare con regolarità. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di StencilNoire

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari StencilNoire StencilNoire, classe ’75, vive e opera in un paesino del sud Italia, Massafra, dove le problematiche socio-culturali danno spunto quotidiano alle sue opere. Veterano dell’uso del colore, sin da bambino ha fatto dell’arte la sua più grande passione, sperimentando tutte le tecniche artistiche, dai colori a olio, al carboncino, all’aerografo, approdando, nel ’95, nella cultura dello stencil e dello sticker. Ha partecipato a numerosi eventi, sia a livello personale, che col gruppo «South Italy Street Art», del quale è co-fondatore. Fra gli ultimi eventi si annoverano le partecipazioni allo Jonio Jazz Festival, svoltosi a Faggiano (TA), al Calafrika music Festival svoltosi a Pianopoli (CZ), e a Residence Artistic in Country Secret Zone, un esperimento artistico di Street Art chiamato «Torrent 14» organizzato da Biodpi in collaborazione con Ortika, svoltosi a Sant’Agata de’Goti. Vincitore della giuria artisti del 1° Concorso Internazionale d’Arte su Vinile, organizzato dall’associazione Artwo in collaborazione con Ortika Street Art Lovers, dedicato a Domenico Modugno, in occasione dei 20 anni della sua scomparsa. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Luca Zamoc

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Luca Zamoc Luca Zamoc è nato a Modena nel 1986. Sin da piccolo ha trovato ispirazione nei fumetti anni ‘80, nella Bibbia e nell’anatomia umana. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, dove ha conseguito un titolo in Graphic Design & Art Direction. Il suo lavoro abbraccia diversi media, dal digitale ai muri, passando all’inchiostro, carta e fumetto. Negli ultimi anni ha lavorato e vissuto in diverse città quali Milano, Berlino, Londra, Los Angeles, New York e Istanbul. Oggi vive e lavora a Barcellona. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Agricane Serigrafia di DEM

Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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