Art
di sayatnova 3 Ottobre 2012

L’immagine sospesa di Toshio Matsumoto

 

Toshio Matsumoto è una delle figure più eclettiche, controverse ed eccezionali dell’arte “visiva” giapponese. Il suo è puro spettacolo immaginifico. Laureato all’Università di Tokyo nel 1955, è un pioniere del cinema sperimentale e di avant-garde documentario. Il suo straordinario immaginario varia dalla pittura alla video arte, al cinema.

In giovane età, dopo aver rinunciato alla scuola d’arte, si iscrive ai corsi di medicina, presso l’Università di Tokyo, dedicandosi agli studi sul cervello, in particolar modo, alle cause della schizofrenia. Di pari passo, continua a dipingere ed amare il cinema. Le pellicole del Neorealismo italiano furono fonte di ispirazione per i suoi film. Diviene un alchemico dell’immagine, un ricercatore spinto da un’ossessione per il visivo.

Tra la moltitudine di corti e videoinstallazioni, troviamo la realizzazione di lungometraggi, capolavori del cinema, come: Funeral Parade of Roses (Bara no Sōretsu) del 1969. È un’opera d’avanguardia, una versione di “nouvelle vague” folle, caratterizzata da un montaggio sperimentale, con influenze godardiane, un “cineocchio” sul mondo gay e transgender di Tokyo. Pellicola molto amata da Stanley Kubrick, citata in diverse scene di Arancia Meccanica. Tra i vari cortometraggi ricordiamo: Hahatachi (Le madri) del 1967, premiato alla mostra del cinema di Venezia. Le sue molteplici opere, nel campo della video arte, sono ricche di potenza visiva: variano dall’architettura delle immagini di Shift, video del 1982, agli psichedelici trip di Expansion (1972), Atman (1975), Mona Lisa (1973) e White Hole (1979).

Ha pubblicato diversi libri, tra cui: Eizo non hakken (1963) e Eizo non tankyu (Raggiungere l’immagine, 1992). Attualmente è professore e preside della Facoltà di Lettere presso l’Università di Arte e Design di Kyoto e presidente della Società giapponese delle Arti e delle Scienze della fotografia.

 

Funeral Parade of Roses

Expansion

http://youtu.be/hWY0PYjkX-A

Mona Lisa

White Hole

Shift

films:

1969 – Funeral Parade of Roses, Bara no Souretsu

1971 – Shura

1973 – War at the Age of Sixteen, Juuroku-sai no Sensou

1988 – Dogura Magura

Experimental and documentary short films:

1955 – Bicycle, Ginrin, 10 min

1956 – Senkan, 20 min

1959 – Haru wo Yobukora, 20 min

1959 – 300 Ton Trailer, 25 min

1959 – US-Japan Security Treaty, Anbojouyaku, 18 min

1960 – Long White Line of Record, Shiroi Nagai Sen no Kiroku,13 min

1961 – The Weavers of Nishijin, 26 min

1963 – The Song of Stone, Ishi no Uta, 25 min

1967 – Mothers, Haha-tachi, 40 min

1968 – For the Damaged Right Eye, Tsuburekakatta migime no tame ni, 13 min

1969 – Extasis, 10 min

1971 – Metastasis, 8 min

1972 – Autonomy, 12 min

1972 – Expansion,14 min

1973 – Mona Lisa, 3 min

1974 – Fly, Fly: Tobu, 9 min

1974 – Andy Warhol: Re-reproduction, Andi Uohoru: Fukubukusei, 23 min

1975 – Everything Visible Is Empty, Shiki soku zekuu, 8 min

1975 – Young Girl, Aoonna, 30 min

1975 – Phantom,10 min

1975 – Atman, 11 min

1976 – Kite, Tako, 30 min

1977 – Black Hole, 3 min

1978 – Enigma, Enigma: Nazo, 3 min

1979 – White Hole, 7 min

1980 – Ki – Breathing, 30 min

1981 – Connection, 10 min

1982 – Votive Picture, Euma, 30 min

1982 – Relation, Relation: Kankei, 10 min

1982 – Shift, Shift: Dansou, 9 min

1983 – Formation, Formation: Keisei, 9 min

1984 – WAVE, 7 min

1984 – Delay Exposure, 3 min

1985 – EE Control, 3 min

1985 – Vibration, 3 min

1985 – Sway, Yuragi: Sway, 8 min

1987 – Engram, Engram: Kioku konseki, 15 min

1989 – Trauma, 18 min

1990 – Sign, Kehai, 20 min

1992 – Disguise, Dishimyureshon: Gisou, 20 min

Other works:

1962 – Long Black Shadow of Record, Kuroi Nagai Kage no Kiroku, Radio play.

1964 – Uso mo Honto mo Urakara Mireba, Theatre play.

1968 – Magnetic Scramble, Video performance.

1969 – Projection for an Icon, Ikon no tame no projection,”Inter-media” piece.

1969 – Shadow,”Inter-media” piece.

1970 – Space Projection Ako, “Inter-media” piece.

1974 – Mona Lisa for Multi-video,Video installation for 10 screens.

1974 – Morning Dew, Asa tsuyu, “Inter-media” piece.

1975 – Total Theatre, “Inter-media” piece.

1976 – Yuuterasu, shikyuu, Media piece.

1979 – Aquarium, Suizokukan, Video installation for 3 screens, a water tank and fish.

1980 – Cosmic Relation, Images for mobile 3D screen.

1986 – Multiconnection, Installation for 1 16 mm camera and 4 screens.

1986 – Articulation: Bunsetsu, Installation for 6 screens and 1 camera.

1989 – Luminous Globe, Installation for a spherical screen and a torus rear screen.

1990 – Legend of Urando, Urando Densetsu, Media theatre for 2 HDTV and a laser.

1992 – Trap of Narratology, Narratology no wana, Installation for 23 screens, rotating camera platform, a camera and a sand screen.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Agricane Serigrafia di DEM

Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di StencilNoire

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari StencilNoire StencilNoire, classe ’75, vive e opera in un paesino del sud Italia, Massafra, dove le problematiche socio-culturali danno spunto quotidiano alle sue opere. Veterano dell’uso del colore, sin da bambino ha fatto dell’arte la sua più grande passione, sperimentando tutte le tecniche artistiche, dai colori a olio, al carboncino, all’aerografo, approdando, nel ’95, nella cultura dello stencil e dello sticker. Ha partecipato a numerosi eventi, sia a livello personale, che col gruppo «South Italy Street Art», del quale è co-fondatore. Fra gli ultimi eventi si annoverano le partecipazioni allo Jonio Jazz Festival, svoltosi a Faggiano (TA), al Calafrika music Festival svoltosi a Pianopoli (CZ), e a Residence Artistic in Country Secret Zone, un esperimento artistico di Street Art chiamato «Torrent 14» organizzato da Biodpi in collaborazione con Ortika, svoltosi a Sant’Agata de’Goti. Vincitore della giuria artisti del 1° Concorso Internazionale d’Arte su Vinile, organizzato dall’associazione Artwo in collaborazione con Ortika Street Art Lovers, dedicato a Domenico Modugno, in occasione dei 20 anni della sua scomparsa. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Giò Pistone

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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