Art
di Marco Villa 12 ottobre 2016

POPcellana, le dissacranti sculture di porcellana di Francesco De Molfetta

Come dissacrare la nostra società usando le classiche statuine di porcellana

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Il classico più classico, il pop più pop. Presi, mischiati, ricompattati e trasformati in statuine di porcellana: questo, in estrema sintesi, il concept alle spalle di POPcellana, mostra in programma dal 14 ottobre al 12 novembre presso 29 Arts In Progress a Milano.

Un’esposizione che celebra il talento del milanese Francesco De Molfetta, conosciuto anche come Demo e che segna l’inaugurazione della galleria, che apre la sua sede milanese dopo anni di lavoro a Londra.

 

Sirenetti adagiati su banane Chiquita, putti che bevono Redbull, cowboy con pistole equivoche e urne funerarie decorate con pistole e immagini di James Bond: quanto di più lontano possiamo immaginare dalle statuette classiche di porcellana, anche da quelle splatter che tanto ci piacciono.

L’effetto è quello del cortocircuito, che distrugge l’iconografia tradizionale utilizzando accostamenti derisori. Senza nessuna pietà e con un chiaro intento dissacrante, così come dovrebbe essere ogni provocazione degna di questo nome.

Di fondo, una costante critica al consumismo, che passa per i marchi già citati, ma anche per la raffigurazione di Tre Grazie, questo il nome dell’opera, intente ad abbuffarsi con panini e bibite da McDonald’s. Fino alla statuina più potente di tutte, quella che vi abbiamo presentato in apertura: una coppia di innamorati con acconciature da soap opera che viene decapitata da una carta di credito American Express. Ovviamente dalla ferita non sgorga sangue, ma oro.

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