stereocrazia
Art
di Gabriele Ferraresi 18 Maggio 2016

Stereocrazia è l’account Instagram definitivo per rivivere l’estetica ’70 e ’80

Un sublime viaggio nel tempo per nostalgici di ogni età

individuello_anteprima stereocrazia Instagram Individuello - #ItaliaPrecedente: occhialetti 3D

Chi è Individuello, la mente che si cela dietro l’account Instagram Stereocrazia? Poco importa: quel che importa è che nel corso dei mesi e degli anni, con un lavoro di curatela straordinario, è riuscito a ricostruire come nessun altro – e come in nessun altro luogo del web – l’estetica degli anni ’70 e ’80.

È un lavoro di ricerca certosino, fatto di materiali d’archivio recuperati chissà dove, da altre bolle spazio temporali, che ci mostra uno splendido futuro visto dal passato, un labirinto estetico in cui perderci.

Una visione che fa riemergere sigle, dettagli, effetti sonori, copertine, frammenti memorabili e immemorabili di un’epoca in cui buona parte di chi oggi ha tra i trenta e i quarant’anni è cresciuto, e naufragar ci è dolce in questo mar. Dolcissimo.

È un sublime viaggio nella nostalgia quello che ci propone quasi ogni giorno Stereocrazia, un viaggio che abbiamo chiesto di commentare proprio al misterioso Individuello: che mantiene il riserbo sulla sua identità, ma svela l’età – 32 anni – si racconta come “archeologo nonché precettore moderno” e vive tra Roma, Parigi e Belmopan, nell’esotico Belize.

Lo abbiamo contattato per una breve intervista.

 

Ci dica, quando e perché ha deciso di creare l’account Instagram Stereocrazia?
L’account Instagram è la naturale evoluzione della pagina Facebook nata nel 2013, anche se i due canali procedono parallelamente, proponendo spesso contenuti differenti: su FB continuo a raccogliere – con cadenza tutt’altro che regolare – materiale da “boom stereofonico” (l’età d’oro delle sonorizzazioni per radio e TV ad esempio), allucinazioni catodiche e vecchie brochure lisergiche; IG, invece, è lo spazio totalizzante dove finisce tutto il resto, senza limiti, il discount multimediale che alterna visioni auree a momenti dall’alto tasso effimero.

 

Droga ◀▶ Paura ’86 #italiaprecedente #droga #drug #paura #fear #humandevelopment

Una foto pubblicata da Stereocrazia (@individuello) in data:

 

Perché ancora oggi siamo così affascinati dall’estetica che lei archivia su Instagram? Si è dato una risposta a questa domanda?
Probabilmente perché perfino il più sciocco dei particolari di un retro di copertina a cui ridò vita si carica di un valore narrativo/visivo che non ha eguali oggi nel suo genere, peraltro pressoché inesistente. E potrei spendere le stesse identiche parole per il logo di una trascurabilissima fiera dell’artigianato congolese o il video di un bumper di una tv locale che apre immediatamente varchi verso chissà quali remote dimensioni. Tutto questo affascina i curiosi, anche e soprattutto non italiani, come fossero primissime visioni pescate da qualche realtà parallela non allineata.

Ci può dire qualcosa sulla provenienza del suo archivio? Dove riesce a trovare quelle chicche incredibili?
Stereocrazia è anche una boutique online momentaneamente chiusa per restauro esistenziale, ciò significa che buonissima parte del materiale pubblicato proviene dalla mia collezione privata di oggetti (in vendita e non). Le fonti sono le solite: mercatini, cantine, librerie dell’usato, a volte anche disco-cassonetti dell’immondizia particolarmente ispirati.

 

Grand’Italia: Divano Monoblocco ’77 #italiaprecedente #alfredomastellaro #jonathandepas #donatodurbino #paololomazzi #divanetti #divano

Una foto pubblicata da Stereocrazia (@individuello) in data:

 

Ha coniato un hashtag perfetto per raccogliere le produzioni grafiche ’60, ’70 e ’80 che colleziona: #italiaprecedente. Le domando: si stava meglio quando si stava #precedente?
Ho i miei dubbi. Poi certo, gli illustratori visionari della RCA Italiana sono tutti in pensione, la stessa RCA Italiana non esiste più, Mario Convertino è morto e chissà in quale delle sue proiezioni futuristiche sta fluttuando, per non parlare della RAI che fu. Insomma un bel po’ di cose sono cambiate ed è sotto l’occhio di tutti, ma parliamo di un hashtag, #italiaprecedente, dai tratti fortemente elitari, effimeri, secondari, per niente specchio delle italo-incazzature sempreuguali di ieri come di oggi.

 

Ragazza ’81 #italia #italiaprecedente #1980s #80s #1981 #mare #cuffie #casque #headphones #hifi #electronics #ragazzaprecedente

Una foto pubblicata da Stereocrazia (@individuello) in data:

 

Se dovesse spiegare l’#italiaprecedente a un bambino, o ai suoi figli, cosa direbbe loro?
E cosa gli direi.. andrei a braccio, improvvisando una favoletta il cui incipit è: “C’era una volta un’Italietta tanto bella dove nazionalpopolare (nelle sembianze di Topo Gigio) e avantgarde (in quelle di Niny Comolli) andavano d’amore e d’accordo..”.

E se dovesse salvare un solo post, fra tutti quelli che ha pubblicato su Instagram, quale salverebbe?
Salverei la meravigliosa copertina dell’LP “Amichevolmente”, una RAI-compilation del 1985 contenente sigle radio-tv tra cui la leggendaria “Electric Skies”, sigla cosmica di “Meteo Due” firmata Luigi “Gigi” Tonet.

 

 

C’è una chimera d’archivio che le manca, e che vorrebbe assolutamente reperire? Vuole fare un annuncio?
AAA cercasi fotogramma, volantino, polaroid, foto di scena raffigurante Giuliano Ferrara che fuoriesce da un bidone dell’immondizia con in mano una lisca di pesce ed un grande osso spolpato, mentre pubblicizza la sua “Istruttoria”.

Quanto ci manca la Prima Repubblica?
Ci manca il larghissimo margine di romanzabilità dei suoi protagonisti, più che l’operato politico intriso di lati oscuri, di cui non ci importa un fico secco di fronte alla carica allucinatoria evocata dalle avventure di super-eroi come Bettino Craxi, Giulio Andreotti o Giovanni Spadolini, per non citare Renato Nicolini e la sua meravigliosa collezione di camicie in technicolor.

 

🌹 #italiaprecedente #politica #socialismo #socialism #partitosocialista #partitosocialistaitaliano #craxi #bettinocraxi #primarepubblica

Una foto pubblicata da Stereocrazia (@individuello) in data:

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Luca Zamoc Luca Zamoc è nato a Modena nel 1986. Sin da piccolo ha trovato ispirazione nei fumetti anni ‘80, nella Bibbia e nell’anatomia umana. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, dove ha conseguito un titolo in Graphic Design & Art Direction. Il suo lavoro abbraccia diversi media, dal digitale ai muri, passando all’inchiostro, carta e fumetto. Negli ultimi anni ha lavorato e vissuto in diverse città quali Milano, Berlino, Londra, Los Angeles, New York e Istanbul. Oggi vive e lavora a Barcellona. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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