Un dolore insostenibile, quello che accompagna la sua voce mentre racconta la storia del figlio, un bambino di appena 4 anni, che aveva appena iniziato a combattere la sua battaglia contro una grave malattia cardiaca. Domenico, affetto da cardiomiopatia dilatativa, ha visto la sua vita appesa a un filo, tra speranze e tragici eventi che hanno segnato il destino della sua famiglia.
“Non ce la faccio più”, confessa Antonio, visibilmente provato: “Non riesco neanche ad andare a lavorare, sto male dal primo giorno in cui mio figlio è stato ricoverato al Monaldi.” La sua sofferenza ha radici profonde, che affondano il primo colpo tra il 22 e il 23 dicembre 2023, quando ha perso suo padre e poco dopo ha scoperto la malattia di Domenico. Una sequenza di eventi devastanti che ha cambiato per sempre la sua vita.
Un incontro drammatico con la realtà
Quella fatidica notte, quando Domenico è stato trasportato al Monaldi, era accompagnato dalla speranza di un cuore nuovo che avrebbe potuto dare una nuova chance alla sua vita. Ma, come racconta il padre, qualcosa non andò per il verso giusto. “Mentre ero lì, ho avuto la sensazione che qualcosa stesse per andare storto. Non era solo un presentimento, ma una consapevolezza che mi ha accompagnato fino alla fine.”
Domenico, nonostante il cuore nuovo, non ce l’ha fatta. Il trapianto, effettuato il 23 dicembre, non ha avuto il successo sperato. “Ho capito che era finita solo dopo Capodanno, quando i medici hanno smesso di venire a parlare con noi”, afferma Antonio. Non è mai facile accettare che la speranza di una nuova vita si trasformi in una tragica realtà, ma le sue parole raccontano di un’esperienza ancora più dolorosa: l’incertezza, la solitudine e il vuoto lasciato dalla perdita.

Nel dolore che attraversa le sue parole, Antonio evidenzia una grande sofferenza: “La medicina ha tradito la mia fiducia. Come genitore mi sono affidato completamente ai medici, ma ora voglio che la magistratura faccia chiarezza su quanto è accaduto.” La rabbia è tangibile, un sentimento che si mescola alla rassegnazione di chi ha visto il figlio combattere fino all’ultimo respiro.
A seguito della tragedia, la famiglia Caliendo ha deciso di non fermarsi. Insieme all’avvocato Francesco Petruzzi, hanno deciso di dare vita a una fondazione a nome di Domenico, per aiutare i bambini in difficoltà e sensibilizzare sull’importanza della salute infantile. Antonio descrive il suo piccolo come “il nostro ometto coraggioso”, e con il suo cuore di padre rivolge un pensiero alla madre di Domenico, che ha sempre avuto il supporto emotivo fondamentale in questi momenti difficili.
La figura di Domenico
Domenico era un bambino vivace e solare. Come racconta il padre, ogni giorno iniziava alle 6 del mattino con il suo saluto speciale. “La sua forza era contagiosa”, ricorda Antonio con un sorriso triste. “Ogni mattina, quando mi preparavo per il lavoro, lui si svegliava e mi sorrideva.” Un piccolo gesto che rappresentava l’amore che legava padre e figlio. “Quando tornavo a casa, lui capiva subito dal rumore del motorino che stavo arrivando e correva al balcone a chiamarmi.”
Questa perdita è stata una prova durissima per la famiglia. Antonio racconta che, proprio poco prima della morte di Domenico, gli ha detto: “Mi mancherai, ma io sono come te, un combattente. E avrai giustizia.” Un messaggio che rappresenta l’impegno di un padre a lottare per ottenere una risposta a quanto accaduto e, soprattutto, a mantenere viva la memoria di suo figlio.
Un futuro per Domenico: la fondazione e la speranza
Nonostante il dolore e la rabbia, Antonio e la sua famiglia guardano al futuro con un obiettivo chiaro: fondare una fondazione in memoria di Domenico per aiutare altri bambini che soffrono e per sensibilizzare sulla lotta contro le malattie infantili. “I bambini sono innocenti”, sottolinea Antonio con voce ferma. “Non è giusto che muoiano come è morto mio figlio.”
Il ricordo di Domenico rimarrà sempre nel cuore della sua famiglia, e il loro impegno per la giustizia e la lotta contro la sofferenza dei più piccoli non si fermerà. L’amore di un padre per il proprio figlio non conosce confini, e la speranza che la verità venga alla luce è ciò che oggi tiene in piedi la famiglia Caliendo.
