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Famiglia nel bosco, i genitori si difendono: “Difficoltà a leggere atti in italiano, mai rifiutato aiuti”

Nathan e Catherine, i genitori della Famiglia nel bosco a Chieti, si sono difesi ed ha risposto alle notizie circolate in queste ore.

by Mattia Senese
28 Novembre 2025
in Cronaca
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Famiglia nel bosco

Famiglia nel bosco, i genitori si difendono: le loro parole - Dailybest.it

Continuano a far discutere le vicende della famiglia che vive nei boschi di Palmoli, i cui tre figli sono stati allontanati su disposizione del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila.

Nathan e Catherine, i genitori coinvolti, hanno recentemente preso voce attraverso una serie di lettere pubblicate alla stampa, con l’intento di chiarire la propria posizione e rispondere alle numerose critiche e fraintendimenti circolati nei media.

La difesa dei genitori: «Mai rifiutato alcun sostegno»

Nel loro intervento, i due genitori respingono con decisione le accuse di chi li accusa di aver rifiutato aiuti e offerte di sostegno da parte delle istituzioni e di privati cittadini. “È falso quanto si dice in ordine ad un nostro rifiuto sull’aiuto offerto dal sindaco e da privati” affermano, sottolineando come la loro scelta di condurre uno stile di vita autonomo e più vicino alla natura non significhi affatto un atteggiamento di chiusura verso il dialogo o il confronto.

Hanno inoltre voluto ringraziare tutti coloro che si sono adoperati per fornire aiuti concreti, in particolare durante la fase di ristrutturazione della loro abitazione, un momento delicato che ha richiesto un sostegno pratico e morale. La famiglia, quindi, insiste nel ribadire la propria apertura verso chiunque voglia offrire un supporto, sempre nel rispetto della loro filosofia di vita. Un punto centrale del loro messaggio riguarda le difficoltà incontrate nella lettura e comprensione degli atti giudiziari, redatti esclusivamente in italiano e spesso pieni di termini tecnici complessi.

Secondo i genitori, infatti, “Solo due giorni fa, e per la prima volta, siamo stati posti nella condizione di leggere in lingua inglese l’ordinanza”. Questa novità ha consentito loro di comprendere appieno i contenuti degli atti e di poter quindi instaurare un dialogo più chiaro e diretto con le autorità e i legali coinvolti nel procedimento. La famiglia sottolinea come questa maggiore chiarezza sia fondamentale per poter collaborare in modo costruttivo e trasparente.

Dopo aver revocato il mandato al precedente legale, Nathan e Catherine hanno scelto di affidarsi a nuovi difensori per perseguire una linea difensiva più aperta al confronto con le istituzioni. Essi spiegano che questa decisione nasce dalla volontà di instaurare un rapporto più efficace e trasparente con il Tribunale per i Minorenni e gli altri enti coinvolti, rafforzando la collaborazione. “Siamo nella piena coscienza di non avere di fronte un antagonista, ma una istituzione che come noi ha a cuore la tutela dei nostri bambini“, hanno spiegato.

Il nucleo di tutto rimane il benessere dei tre minori, “I nostri bambini sono stati, sono e saranno il baricentro unico e indiscusso del nostro cammino”. I genitori rivendicano inoltre il valore dell’educazione parentale, che ritengono essenziale per la crescita equilibrata dei bambini. Pur riconoscendo la necessità delle verifiche e dei controlli previsti dalle normative vigenti, affermano di aver sempre curato con attenzione e dedizione l’istruzione e la formazione dei figli.

Le lettere diffuse rappresentano per Nathan e Catherine un tentativo di correggere alcune ricostruzioni mediatiche ritenute imprecise o distorte rispetto alla realtà dei fatti. Ringraziano pubblicamente tutte le persone e le istituzioni che hanno mostrato sostegno e sperano che il confronto possa proseguire con serenità e lealtà reciproca.

Mattia Senese

Mattia Senese

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