Una bambola può essere rivoluzionaria, spostare l’attenzione su un’ideale, su un tema, divenire un simbolo? Per quanto spesso e volentieri questi oggetti finiscano nelle mani dei più piccoli, venendo utilizzati come veri e propri giocattoli, anche prodotti del genere possono lanciare un segnale e persino educare.
Questo, almeno, è ciò che intende fare Mattel con una nuova Barbie. Una bambola che semplicemente non è mai stata vista prima d’ora, e che potrebbe davvero andare a ruba nei tanti negozi in cui potrebbe essere collocata assai presto. Ma perché è un progetto così tanto speciale?
Perché non è un semplice giocattolo, ma la creazione figlia di una vera e propria campagna di sensibilizzazione che va davvero oltre il puro divertimento di una bambina, il regalo di genitori e nonni o la fantasia del o della collezionista più appassionata.
Nuova Barbie per sensibilizzare: i dettagli di un progetto speciale
Dopo 18 mesi di lavoro, Mattel ha presentato la prima Barbie autistica. Presto potrà essere acquistata sul mercato quella che è una creazione nata grazie alla collaborazione con ASAN (Autistic Self Advocacy Network), organizzazione per i diritti delle persone nate autistiche.

La decisione di creare questa Barbie è legato al fatto di realizzare una rappresentazione più fedele possibile dei comportamenti anche basilari che una persona che soffre di autismo potrebbe adottare, facendo comprendere ai bambini più piccoli che non si tratta di qualcosa di strano o anomalo, ma soltanto di diverso. Una vera e propria campagna di sensibilizzazione, quindi, come stavamo precisando nelle righe precedenti.
Dopo la prima bambola con diabete di Tipo 1, arriva anche quella caratterizzata dallo spettro di autismo, il che ci fa capire quale direzione sta prendendo l’azienda Mattel: quella di abituare bambini e bambine fin dai primissimi anni di vita a identificare più persone possibili in quelle stesse caratteristiche che noteranno per la prima volta in una bambola, per poi riconoscere certe peculiarità pure in persone adulte o compagni di classe e/o di gioco.
Le caratteristiche della Barbie con il disturbo dello spettro autistico
Gli occhi della bambola in questione sono leggermente rivolti da un lato, con l’obiettivo di riprendere la caratteristica di alcune persone autistiche che evitano il contatto visivo diretto. I gomiti e i polsi sono completamente pieghevoli. In questo modo, possono adottare azioni ripetitive come il battito delle mani (un’azione che aiuta molte persone che soffrono di autismo a elaborare informazioni sensoriali o a esprimere eccitazione).
Ha anche uno spinner che la aiuta a ridurre lo stress, indossa cuffie con cancellazione del rumore che la aiutano a ridurre il sovraccarico sensoriale e un tablet. Si tratta di un oggetto informatico che in tante occasioni aiuta le persone autistiche a comunicare e interagire con il mondo circostante.

