La percezione della sicurezza in Italia continua a essere una questione cruciale per i cittadini, con un crescente senso di insicurezza che si riflette profondamente nelle opinioni degli elettori.
Negli ultimi mesi, il dibattito pubblico si è riacceso attorno a questo tema, spinto da eventi di cronaca che hanno nuovamente acceso i riflettori sulle problematiche legate alla sicurezza sul territorio nazionale.
La crescente insicurezza percepita dagli italiani
Secondo gli ultimi dati raccolti da un sondaggio Ipsos aggiornato al 2026, gli italiani si sentono sempre meno tranquilli nelle proprie comunità. Nel 2019, la preoccupazione per la sicurezza era già significativa, con il 22% degli intervistati che la indicava come tema prioritario a livello nazionale. Oggi, questa percentuale è salita al 33%, indice di una tensione sociale in aumento. Anche l’esperienza diretta riflette questo trend: la quota degli italiani che percepiscono un problema di sicurezza nella propria zona di residenza è passata dal 20% al 29%.
La percezione di insicurezza personale è diminuita nel tempo: se un decennio fa il 60% degli italiani si sentiva almeno parzialmente sicuro, oggi la quota scende al 52%. Il dato è influenzato in modo netto dalla condizione economica degli intervistati: le persone con redditi elevati si sentono più sicure rispetto a quelle in condizioni medio-basse, che invece manifestano un senso di vulnerabilità molto più marcato. Complessivamente, il 46% degli italiani ritiene che la sicurezza nella vita quotidiana sia peggiorata rispetto agli ultimi tre anni, con un sentimento condiviso trasversalmente tra le diverse fasce sociali, ma con un picco di insicurezza tra chi si trova in difficoltà economica (63%).
Tre sono i fattori principali che alimentano la percezione di insicurezza nel paese. In cima alla lista vi è il crescente timore legato ai comportamenti violenti delle fasce giovanili, segnalato dal 55% degli intervistati. Questo dato è significativamente più basso tra i giovani stessi, solo il 39%, evidenziando una distanza generazionale nel modo di percepire la realtà. Al secondo posto si colloca la preoccupazione per l’immigrazione irregolare non controllata, ritenuta responsabile dell’aumento della criminalità dal 44% degli italiani.
Questa opinione è particolarmente diffusa nell’elettorato di centrodestra (67% tra gli elettori di Fratelli d’Italia) mentre risulta molto meno sentita tra gli elettori di centrosinistra (solo il 20% tra i votanti del Partito Democratico). Infine, il 27% attribuisce l’insicurezza alla crescita delle sacche di marginalità e povertà, che si traducono in fenomeni di devianza sociale; questa opinione è più diffusa soprattutto tra chi vota opposizione e Forza Italia.

Il sondaggio evidenzia una distribuzione equilibrata delle responsabilità percepite per il miglioramento della sicurezza: il Governo e la magistratura sono considerati ugualmente responsabili (36% ciascuno) di mettere in campo azioni efficaci. Si richiede al Governo di rafforzare l’operato delle forze dell’ordine e alla magistratura di garantire una maggiore certezza della pena. Le forze dell’ordine, viste come fondamentali per la sicurezza sul territorio, sono ritenute responsabili dal 28% degli intervistati che chiedono una presenza più capillare e costante. Il Parlamento, infine, è chiamato a legiferare con maggiore severità e efficacia (26%).
Le opinioni si differenziano a seconda degli orientamenti politici: gli elettori di centrosinistra sottolineano maggiormente le responsabilità del governo (62% tra i votanti Pd), mentre quelli del centrodestra tendono a evidenziare le mancanze della magistratura (57% tra gli elettori di Fratelli d’Italia).
Tra le proposte più apprezzate del cosiddetto pacchetto sicurezza, recentemente al centro del dibattito parlamentare, svettano l’inasprimento delle pene per furti e scippi (44%), il divieto più severo per il porto di armi bianche (41%) e il potenziamento delle strutture di trattenimento per cittadini stranieri senza permesso di soggiorno, con espulsioni accelerate dopo il secondo ordine di allontanamento dal questore (39%). Tuttavia, una quota significativa della popolazione rimane scettica sui risultati di questi provvedimenti, con percentuali di indecisione o disaccordo che oscillano dal 25% al 41% a seconda della misura.
