Un colpo da manuale della truffa immobiliare ha scosso il quartiere Fuorigrotta, dove due uomini sono stati arrestati per aver venduto un appartamento all’insaputa del proprietario, utilizzando un sosia per convincere gli acquirenti.
Un episodio che richiama le astuzie cinematografiche di Totò, ma che si è consumato nella realtà partenopea grazie a un ingegnoso piano criminale smascherato dai carabinieri.
Il raggiro dell’appartamento a Fuorigrotta: il ruolo del sosia
L’immobile coinvolto si trova in via Cariteo, nelle immediate vicinanze dello stadio Diego Armando Maradona. Il legittimo proprietario è un anziano di 79 anni residente nel quartiere Chiaia, che aveva dato in affitto la casa ad un 44enne che dal 2022 versava regolarmente il canone e aveva iniziato dei lavori di ristrutturazione. Proprio con la scusa di ammodernare l’appartamento, il 44enne si era fatto consegnare la documentazione catastale e il documento d’identità del proprietario.
L’inganno prende forma quando il 44enn coinvolge un 70enne che vanta una sorprendente somiglianza con il vero padrone di casa. Grazie a questa somiglianza, i due mettono in piedi un piano per vendere l’immobile senza che il proprietario ne fosse a conoscenza. Viene creata crea una copia falsa della carta d’identità del 79enne proprietario e viene pubblicizzata la vendita dell’appartamento, attirando due acquirenti interessati, convinti di fare un affare.
Durante la stipula del rogito, momento in cui viene formalizzata la compravendita con il versamento della caparra e l’accordo tra le parti, il sosia entra in scena per dare credibilità all’operazione. Grazie all’inganno, l’atto notarile viene firmato e gli acquirenti versano ai due truffatori 95mila euro, somma che al momento risulta introvabile. La proprietà della casa viene quindi trasferita ufficialmente ai nuovi “proprietari”, ignari della frode.

Il grande passo verso la scoperta del raggiro avviene grazie al nipote del 79enne, che insospettito dalla richiesta di documenti per i lavori di ristrutturazione, controlla la situazione catastale e scopre che la proprietà è cambiata senza il consenso dello zio. Avvertito il notaio, si rivolge ai carabinieri di Chiaia per denunciare l’accaduto.
I militari, informati che i truffatori stavano per incassare un saldo di 50mila euro, organizzano una trappola. All’appuntamento per il pagamento finale si presentano due collaboratori del notaio, che in realtà sono carabinieri in incognito. Al momento opportuno i due truffatori vengono arrestati. Nel corso della perquisizione, le forze dell’ordine sequestrano tre telefoni cellulari, appunti, documenti notarili, carte di credito, un assegno bancario e due carte d’identità false.
Questo episodio dimostra come l’attenzione e la vigilanza, unite all’intervento tempestivo delle autorità, siano fondamentali per contrastare truffe sempre più sofisticate nel settore immobiliare. La vicenda si aggiunge alle numerose truffe immobiliari emerse negli ultimi anni in Italia, dove la falsificazione di documenti e l’uso di sosia rappresentano strumenti sempre più frequenti nelle mani dei malintenzionati.
