Il sabato del (Resident Evil) Village

In attesa dell’uscita il prossimo 7 maggio, abbiamo provato la demo a tempo di Resident Evil Village.

Se avete letto il nostro resoconto, rigorosamente dopo la mezzanotte, della prima demo di Resident Evil Village, allora sapete quanto attendiamo il prossimo 7 maggio, data di uscita nel nuovo episodio della storica serie Capcom. Logico quindi che nel momento nel quale abbiamo saputo di una serie di nuove demo che, nelle prossime settimane, saranno rilasciate sul capitolo numero otto, almeno della serie regolare, ci siamo letteralmente fiondati.

Il terrificante castello  Il terrificante castello

Come i fanciulli nella famosa opera leopardiana, ho passato il sabato nell’euforia di questa uscita conscio che la nuova demo di RE mi avrebbe arrecato tante gioie quanti dolori perchè, proprio come la domenica, è una parentesi troppo breve che prelude al ritorno alla vita reale. Al netto dell’assoluta cattiveria di pubblicare una demo doppiamente a tempo, a tempo perché dura mezz’ora e a tempo perché dopo otto ore dal rilascio non si può più giocare (oltre che per il fatto che era disponibile solo su PlayStation, 4 o 5), la nuova demo di Village è una bomba.

 

E per quanto abbiamo giocato, anche se vi confessiamo che a più riprese ci siamo persi nella modalità fotografica, ci è parso che questo Resident Evil Village non solo sia un “Resident Evil al cento per cento” ma anche come una versione potenziata di Resident Evil 7, con una prima persona coinvolgente e con tutta una serie di micro-management dell’inventario e di combinazioni tra diversi oggetti capaci di ampliare la rosa del gameplay. Rispetto alla precedente, la cosiddetta “Maiden” che permetteva semplicemente l’ esplorazione di un ambiente, la nuova demo prevede nuove modalità di gioco come combattimenti, gestione dell’inventario e sbloccaggio di percorsi ottimali per raggiungere determinati obbiettivi. Una demo da provare e non solo da vedere come la precedente.

I tipici abitanti del Village  I tipici abitanti del Village

Percorrendo le strade e i sentieri del Villaggio si avrà costantemente sullo sfondo il misterioso castello che poi nel prosieguo diventerà un punto centrale del gioco. Il setgame pare quello di un classico racconto di vampiri, con un ambiente molto vicino alla Transilvania in cui a farla da padrone sono case di legno letteralmente ricolme di piccole icone della tradizione del cristianesimo ortodosso. La cura per i dettagli è assolutamente fuori di testa. Ancora una volta, non si può rimanere attoniti di fronte a quell’assoluta meraviglia che è il ReEngine, il motore grafico proprietario di Capcom che nella versione next-gen (abbiamo infatti provato la demo su PS5) fa urlare di gioia ogni pixel con cui sono costruiti i personaggi.

Le animazioni sono di una fluidità stupenda a 60fps e seppur, ogni tanto, vi siano delle collisioni poligonali un po’ antipatiche (ma ricordiamo che è una demo, quindi eventuali difetti potrebbero essere ancora corretti con patch anche pre day-one). Abbiamo adorato lo stile arcade del combattimento, molto più immediato rispetto a Resident Evil 7 che ogni tanto aveva qualche singhiozzo nelle fasi più concitate. Tra l’altro, quando ci siamo trovati di fronte questi simpatici amici, ad un certo punto, forse per l’eccessiva cadenza dei nostri colpi (ok, avevamo paura, lo ammettiamo) i grilletti del nostro controller, il tasto dorale R2 utile per sparare, è diventato all’improvviso più difficile da schiacciare. Questo è dovuto alla meraviglia che è il DualSense della PS5 e i suoi grilletti adattivi. Siamo davvero curiosi di esplorare ancora di più questi meccanismi.

Ecco Elena. Che sia lei la nostra nuova compagna di avventura?  Ecco Elena. Che sia lei la nostra nuova compagna di avventura?

Dal punto di vista della trama, seppur non capiamo ancora perché Ethan, il protagonista, si trovi nel bel mezzo dei Carpazi, abbiamo amato la qualità della recitazione (abbiamo provato il gioco in inglese quindi non sappiamo al momento dirvi sulla qualità del doppiaggio in italiano) e il realismo delle animazioni facciali. In trenta minuti abbiamo contato almeno due scene memorabili che, senza fare anticipazioni, più Resident Evil di così si muore: ovvero una trasformazione e un momento talmente trash e senza tempo da sembrare essere preso pari pari dalla boss fight finale del primo capitolo (sì che avete capito a cosa ci stiamo riferendo).

Praticamente come Soverato a novembre  Praticamente come Soverato a novembre

Nonostante un calendario e delle modalità di pubblicazione semplicemente cervellotiche, lo ripetiamo, la demo di Resident Evil Village ci ha messo addosso una fotta tremenda di provare questo nuovo capitolo della serie survival-horror-trash del nostro cuore. Seppur nel breve tempo a nostra disposizione, non solo abbiamo esplorato il Villaggio e sbloccato almeno un paio di scorciatoie, ma abbiamo anche ingaggiato un furioso combattimento in un campo di grano con gli abitanti trasformati del piccolo borgo (che sia loro i cosiddetti lycan di cui abbiamo letto in una nota trovata all’interno di un’abitazione?). Una gran bell’esperienza, terrificante certo ma praticamente indimenticabile.

 

 

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