Geek
di Mattia Nesto 31 Agosto 2021

Psychonauts 2, affrontare i traumi con il sorriso

Il seguito dell’apprezzatissimo titolo del 2005 dei Double Fine Studios per XBox approfondisce il tema dei traumi psicologi facendoci divertire

Quando, al termine della più incredibile gara culinaria che la storia videoludica recente abbia registrato, si scopre la verità dietro ai tre severissimi giudici-cuochi mi è proprio venuta voglia di applaudire. E non è stato l’unico momento di pura gioia davanti a Psychonauts 2. Il ritorno dell’amatissimo titolo dei Double Fine Studios che ho provato su Xbox Series X è stato infatti un viaggio bellissimo, molto divertente e anche denso di significati profondi. Psychonauts 2 si candida, di diritto, come uno dei migliori giochi di questo, strano e sfortunato, anno di gaming. Ma andiamo ad analizzarne i perché.

Nonostante recentemente il gioco sia stato investito da un pesantissimo review-bombing su Metacritic, con giudizi iper negativi a priori a causa della mancata traduzione russa del titolo, Psychonauts 2 merita i gran voti che la critica interazionale gli ha già conferito. Con un impianto da platform story-driver solidissimo, dei personaggi iconici e ricchi di sfaccettature e una scrittura “pazza” e commovente, i Double Fine hanno fatto centro ancora una volta. Impersonando i panni dell’ex acrobata Raz che, a seguito delle vicende del primo capitolo, si troverà (quasi) a tutti gli effetti a lavorare come psiconauta, avremo modo nella nostra avventura di fare la conoscenza di personaggio vecchi e nuovi, andando a esplorare le varie menti dei singoli protagonisti.

Ok Loboto, se lo dici tu…  Ok Loboto, se lo dici tu…

Con una struttura che consta di due hub centrali liberamente esplorabili, Psychonauts 2 sin dai primi minuti si segnala per una direzione artistica semplicemente deliziosa, capace di lasciare a bocca aperta il videogiocatore. Il merito non spetta tanto a un motore di gioco particolarmente brillante (infatti l’Unreal Engine 4 si comporta bene ma non mi ha mai fatto gridare al miracolo) quanto al character design, una specie di puntata delle Superchicche girata con lo stile di un bond-movie anni Settanta e le battute al vetriolo e i giochi di parole di Dexter. Questo unito alla favolosa meccanica dell’esplorazione della mente altrui regala a Psychonauts 2 un sapore unico nel suo genere: al tempo stesso rispettoso, “continuativo” ma anche innovativo rispetto al primo capitolo.

Per quanto riguarda il sistema di combattimento, che si può evolvere e sviluppare grazie a uno skill-tree piuttosto elementare, posso dirvi che è funzionale ma non è niente di eccezionale. Sicuramente il cuore del gioco non sta qui, “menare le mani” è sempre soddisfacente ma meno stimolante che viaggiare per il mondo della mappa. Perché sono proprio le “mappe” o i livelli a sorprendere il giocatore, grazie non solo alla già citata direzione artistica, ma anche a una cura per il dettaglio e a un amore per la collocazione di segreti e piccole/grandi ricompense che stimola  l’esplorazione. Proprio questo fattore mi ha portato a un livello di completismo che, difficilmente, ho toccato in altri titolo. Questo perché muoversi nelle menti altrui o nei vari livelli risulta talmente immediato, naturale e appagante da spingerti proprio a “trovare di tutto e di più”.

Si ride ma si riflette un botto  Si ride ma si riflette un botto

Ultima ma non ultima viene poi la scrittura, e siamo davvero di fronte a un grandissimo lavoro. Infatti al netto del mood scanzonato e cartoonesco, come recita l’avvertenza iniziale, in Psychonauts 2 si affrontano (anche) temi di natura psichica di grande importanza e pesantezza, concretizzando paure, ansie e traumi sotto forma di nemici o boss da superare a fine livello. Questo espediente è perfettamente bilanciato e motivato nell’evoluzione dell’avventura di Raz che, assieme al videogiocatore, acquista sempre maggiore consapevolezza del mondo circostante e delle leggi che lo regolano.

Pronti a fare un viaggetto nella sua mente?  Pronti a fare un viaggetto nella sua mente?

Aggiungeteci poi missioni in stile spy-story da strapazzo e delle ost veramente gradevoli e avrete un grande, anzi grandissimo gioco che sarà certamente un ospite fisso delle classifiche videoludiche di fine anno. Grazie al Game Pass, per altro, è possibile giocare a  Psychonauts 2 senza costi aggiuntivi sulle console di casa Microsoft (dove è possibile recuperare anche il primo, mitologico capitolo): come avrete capito “non avete scuse” per non provarlo.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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