10 libri per l’estate suggeriti dai passeggeri della metro

Biblioteca metropolitana è un account che raccoglie foto di passeggeri milanesi che leggono libri. Ne abbiamo scelti 10 da leggere sotto l’ombrellone

Libri
di Valerio Millefoglie facebook 24 luglio 2017 14:56
10 libri per l’estate suggeriti dai passeggeri della metro

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Biblioteca Metropolitana è un progetto che raccoglie, su Tumblr e Instagram, scatti di persone che leggono libri in metropolitana a Milano. Una popolazione cartacea, di età variabile, con la testa immersa nelle pagine, ignara di essere immortalata e di diventare biblioteca vivente. Abbiamo scelto dieci soggetti che, senza saperlo, ci consigliano dieci libri per l’estate. Gli incipit e gli estratti sembrano in qualche modo raccontarci qualcosa anche di loro.

1) Georges Simenon – La furia di Maigret

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“La signora Maigret che sgranava i piselli nell’ombra calda, dove l’azzurro del suo grembiule e il verde dei baccelli creavano chiazze sontuose, la signora Maigret, che non stava mai con le mani in mano, fosse pure alle due del pomeriggio della giornata più calda di un agosto già torrido, la signora Maigret, che sorvegliava il marito come si fa con un neonato”.

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2) Ian McEwan – Cani neri

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“È da quando ho perso i miei in un incidente stradale all’età di otto anni che ho incominciato a interessarmi ai genitori degli altri. Il fenomeno ha conosciuto il suo momento di massimo sviluppo durante la mia prima giovinezza quando molti amici cercavano di scrollarsi di dosso i vecchi e io me la cavavo piuttosto bene nei panni del solitario affamato di protezione. Nel nostro quartiere non mancavano certo padri e madri vagamente scoraggiati ai quali non pareva vero di ritrovarsi fra i piedi almeno un diciassettenne disposto ad accettare da loro di tutto: battute, consigli e, perché no, anche soldi”.

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3) George Orwell – 1984

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“Era una fresca limpida giornata d’aprile e gli orologi segnavano l’una. Winston Smith, col mento sprofondato nel bavero del cappotto per non esporlo al rigore del vento, scivolò lento fra i battenti di vetro dell’ingresso agli Appartamenti della Vittoria, ma non tanto lesto da impedire che una folata di polvere e sabbia entrasse con lui. L’ingresso rimandava odore di cavoli bolliti e di vecchi tappeti sfilacciati. Nel fondo, un cartellone a colori, troppo grande per essere affisso all’interno, era stato inchiodato al muro. Rappresentava una faccia enorme, più larga d’un metro: la faccia d’un uomo di circa quarantacinque anni, con grossi baffi neri e lineamenti rudi ma non sgradevoli”.

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4) Elena Ferrante – Storia di chi fugge e di chi resta. L’amica geniale

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«Lei s’è sposata in chiesa?». «Sì». «È credente?». «No». «Allora perché s’è sposata in chiesa?». «Si faceva così». «Non bisognerebbe fare le cose solo perché si fanno». «Ne facciamo tante». Che brutta gente – attaccò a dire senza fermarsi più fino alla metropolitana di piazza Amedeo”.

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5) J.K. Rowling – Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

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“Era quasi mezzanotte, e Harry era steso sul letto a pancia in giù, le coperte tirate sulla testa come una tenda, una torcia in mano e un grosso libro rilegato in pelle (Storia della magia, di Bathilda Bath) aperto e appoggiato sul cuscino. Fece scorrere la punta della penna d’aquila sulla pagina, aggrottando le sopracciglia, alla ricerca di qualcosa che potesse aiutarlo a scrivere il tema: Perché i roghi di streghe nel Quattordicesimo Secolo furono completamente inutili”.

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6) Dylan Dog – n.75, Il tagliagole

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“Cosa succede a Rex Smith? Il suo mondo si popola all’improvviso di cadaveri decapitati che scompaiono all’arrivo della polizia Forse i ricordi di un’esistenza dimenticata tornano come visioni di sangue. Nel groviglio di memoria e sogno che sgorga dalla sua mente, Dylan Dog non riesce a districarsi. Che cosa lega Smith ai delitti irrisolti del terribile Tagliagole? Tutto è così incerto, ma forse un indizio”.

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7) Philip Roth – Pastorale americana

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“Rimane il fatto che, in ogni modo, capire la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite… Beh, siete fortunati”.

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8) Nicholas Evans – L’uomo che sussurrava ai cavalli

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“Quanto ci rende bugiardi l’amore, pensò Annie. Che sentieri oscuri e intricati ci fa percorrere”.

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9) Breece Pancake – Trilobiti

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In questa foto non si riescono a identificare l’autore e il titolo del libro. Il lettore però assomiglia vagamente a Tom Waits. L’autore preferito da Waits si chiama Breece Pancake, morto suicida a 26 anni, nella sua carriera ha scritto solo 12 racconti. Uno di questi, finisce così: «Tutta l’acqua che veniva dalle vecchie montagne scorreva verso ovest. Ma la terra si è sollevata. Mi restano solo il letto del torrente e gli animali di pietra che colleziono. Sbatto le palpebre e respiro. Mio padre è una nuvola color kaki tra i cespugli di canne e Ginny nient’altro che un odore amaro tra i rovi di more, su per il crinale».

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10) David Foster Wallace – La ragazza dai capelli strani

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Dopo Tom Waits, la ragazza col cappello sugli occhi ci va venire in mente La ragazza dai capelli strani di Wallace. “Gin Fizz aveva sognato che se ieri sera non vedeva un concerto sarebbe diventata una qualche specie di liquido, perciò ieri sera io e i miei amici Mister Wonderful, Big e Gin Fizz siamo andati a vedere Keith Jarrett che suonava un concerto per pianoforte all’Auditorium di Irvine. È stato un concerto così bello! Keith Jarrett è un negro che suona il pianoforte”.
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