Guerra mentale e psicologia bellica in Rasputin. Il patriota

Rasputin. Il patriota di Junji Ito , Masaru Sato , Takashi Nagasaki pubblicato da Star Comics è un’opera fantastica sul potere della mente.

La copertina del volume  La copertina del volume

Rasputin. Il patriota di Junji Ito , Masaru Sato , Takashi Nagasaki pubblicato da Star Comics è uno di quei manga che dopo poche pagine ti getta in uno spirale di desiderio di proseguire la vicenda come pochi. Già perché questa storia è quella che si potrebbe definire, per davvero, una sorta di guerra psicologica tra un uomo, un funzionario di Governo, quello che i giornalisti italiani definirebbero “un tecnico dell’Istituzioni” contro il controverso, per usare un eufemismo, sistema giudiziario giapponese. Questa è infatti il racconto di un uomo che, richiamando un po’ il protagonista de “Il Castello” di Franz Kafka, è messo, costantemente, sotto torchio dalla giustizia, spesso e malvolentieri per motivi futili, banali o, peggio, del tutto campati in aria.

Yuki Mamoru, il protagonista di Rasputin. Il patriota, viene messo in correlazione con il santone e mistico russo proprio per questa ambivalenza: è dotato di una mente svelta, di una forza d’animo non indifferente e di una memoria e attenzione per i dettagli prodigiosa ma al tempo stesso è anche malvisto da molti, sospettati di tramare chissà che cosa ai danni del Giappone per proprio tornaconto personale. Mamorou, grazie a una carriera lampo, ha scalato i vertici dell’ambasciata giapponese nell’allora Unione Sovietica diventando, volente o nolente, uno degli uomini più influenti del Paese nonché braccio destro dell’onorevole Sottosegretario di Stato Tsuzuki. Proprio Tsuzuki è il vero obiettivo della procura di Tokyo, decisa, ancora una volta, a dare retta all’opinione pubblica che, in quella che passerà come “la Mani Pulite giapponese” chiedeva costantemente nuovi colpevoli da mettere alla berlina come simbolo del malaffare di Stato.

Demone o patriota?  Demone o patriota?

Yuki Mamoru senza prove che non sia del tutto indiziarie, verrà sbattuto in prigione, alla mercé del procuratore Takemura, assolutamente convinto della sua colpevolezza e disposto a tutto pur di condannarlo. Ed ecco che qui, come ho detto all’inizio, Rasputin. Il patriota di Junji Ito , Masaru Sato , Takashi Nagasaki diventa una guerra mentale. Mamoru controbatte punto su punto a ogni illazione, accusa e riferimento velenoso del procuratore, trincerandosi in una difesa che non è mai passiva ma sempre attiva. Collega i punti, analizza la situazione politica interna e estera e comprende come dietro al procuratore si muovano forze molto più grandi di lui. Al tempo stesso però, Rasputin. Il patriota  scava anche nell’animo dei singoli personaggi che non sono mai visti come pupazzi inanimati, ma che compiono determinate azioni sempre per ragioni precise o cause più o meno remote.

Rasputin. Il patriota si avvale anche dei disegni di Ito che, soprattutto negli occhi, ci dona quel tocco macabro e horror che è il suo marchio di fabbrica. Al momento ho letto solo il primo, corposissimo volume, ma mai mi sarei aspettato, per quella che in fin dei conti un legal-crime con sfondo politico basato su una storia vera, quella dell’ex diplomatico Masaru Sato, tanta genuina tensione e capacità di tenere il lettore col fiato sospeso. Rasputin. Il patriota è una lettura che vi straconsiglio per comprendere come sullo sfondo della politica internazionale grandi autori possono mettere in gioco un dramma dell’animo umano con i fiocchi. E gli occhi, i tremendi occhi, di Ito, naturalmente.

 

 

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